Brothers: a Tale of Two Sons

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Un uomo in fin di vita. Due fratelli in viaggio alla ricerca di una cura. Questa a grandi linee potrebbe essere la trama di Brothers: a Tale of Two Sons, un videogioco scaricabile per Xbox , Play Station 3 e Pc uscito a settembre del 2013 , sviluppato dalla Starbreeze Studios e pubblicato dalla 505 Games.

Il gioco parte con un filmato in cui si vede il fratello minore Naiee davanti ad una tomba che si scoprirà appartenere alla madre, affogata in mare durante una tempesta  mentre il ragazzo cercava di salvarla. La donna gli appare sotto forma di fantasma e sembra consolarlo, subito prima che il fratello maggiore Nyaa lo chiami per aiutarlo a portare un uomo malato (il padre) in una casa del villaggio dove vive un dottore, il quale gli affida il compito di andare a cercare l’acqua della vita per salvare il padre.

I fratelli cominciano subito il loro viaggio attraverso un mondo fiabesco, percorrendo distanze enormi e affrontando territori man mano sempre più ostili.

Ciò che rende questo gioco molto diverso dagli altri è il fatto che si controllino entrambi i personaggi contemporaneamente , affidando a ognuno una parte del joystick : la parte sinistra infatti fa muovere e interagire con il mondo il fratello maggiore, mentre quella destra fa interagire e muovere il minore.  Entrambi i fratelli non possono portare a termine la missione da soli, perciò devono aiutarsi a vicenda e collaborare tutto il tempo per andare avanti, sfruttando al meglio le proprie capacità e caratteristiche individuali e combinandole con quelle dell’altro, in modo da riuscire sempre a proseguire nell’intento.  Ma ancor più che il game play, ciò che ti fa innamorare di Brothers è l’evoluzione continua presente nel videogioco.  Il cambiamento che si avverte con maggior impatto è quello del paesaggio: in principio l’ambientazione è quella di un mondo fiabesco composto da campagne , piccoli villaggi  e montagne; si passa poi ad un castello sotterraneo, la cui realizzazione grafica rievoca alla memoria i castelli dei nani a cui i libri fantasy ci hanno abituati , ed infine si percorrono cimiteri, valli abbandonate,  villaggi innevati.

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Altra particolarità del gioco è che i combattimenti sono quasi totalmente assenti, tranne in alcune occasioni: la violenza è molto marginale e quasi sempre non attiva nel vero senso della parola , ma quasi passiva poiché, nella maggior parte de i casi, ci si ritrova spettatori della violenza altrui e delle sue conseguenze. Altro aspetto inusuale è il fatto che i dialoghi sono molto rari , e in quei pochi casi dove vi sono interazioni, esse sono in una lingua sconosciuta o inventata; in questo modo il giocatore ha la possibilità di creare una propria dinamica o storia all’interno del gioco. Ci viene così lasciato campo libero per conferire le sfumature che vogliamo all’intera avventura.

Ciò che rende Brothers uno dei giochi più belli e originali del 2013 è il fatto che, sebbene la matrice base della trama sia molto semplice, il gioco può essere inteso come un allegoria della vita e ogni persona può interpretarlo con un significato diverso: tutto all’interno di esso ha un valore simbolico e una ragione più profonda , persino i cambiamenti ambientali assumono un significato ulteriore, quasi a sottolineare  l’intima maturazione che attraversa i personaggi. Infatti, cominciando dai paesaggi iniziali che sono rilassanti e senza molti pericoli, divertenti , pieni di colori , si potrebbe dire quasi infantili, ci si inoltra in seguito in luoghi sempre più oscuri e tenebrosi, come ad indicare il cambiamento profondo che ogni persona subisce nel corso della vita, a partire dall’infanzia dove tutto è pieno di colori, apparentemente perfetto e, succeda quel che succeda, si ha una convinzione assoluta di un  futuro meraviglioso, per poi passare ai momenti che tutti attraversiamo durante la crescita, periodo in cui  le cose prendono forme e colori diversi , si perde necessariamente un po’ di quella fiducia incondizionata nel futuro , ma malgrado tutto si cerca di mantenere un po’ di questa magia anche mentre e si cresce si osserva il mondo con altri occhi, nella speranza che le cose migliorino.

A mio avviso questo videogioco ha un forte impatto emotivo su tutti coloro che lo sperimentano e, nonostante duri non più di 4 o 5 ore, è una di quelle poche storie che ti rimangono in mente e nel cuore per molto tempo.

In definitiva lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono proiettarsi in un’esperienza videoludica  alternativa, e che vogliono scoprire un mondo fantastico e una storia come poche mai create e rappresentate per un gioco.

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Vita 2.0
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