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NATO, a 70 anni dalla costituzione dell’Alleanza atlantica gli USA restano sempre i principali protagonisti

Di Pierpaolo Piras

Washington. I 70 anni della sottoscrizione del Trattato Nord Atlantico, avvenuta il 4 aprile 1949, nell’Auditorium Andrew Mellon del Dipartimento di Stato di Washington, sono stati ricordati, nei giorni scorsi, dai 29 ministri degli Esteri, in rappresentanza delle nazioni facenti parte della NATO.

L’allora Presidente americano Harry Truman firmò il primo atto costitutivo.

Il Presidente USA, Harry Truman

L’incontro è stato ospitato da Mike Pompeo, segretario del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e presieduto da Jens Stoltenberg, politico laburista norvegese e Segretario Generale della NATO dal 2014.

Il Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo

Oltre alle consuete formalità e discorsi di rito, intesi ad esaltare la “pace e prosperità dei 70 anni trascorsi”, i principali punti all’ordine del giorno sono stati rappresentati dalle relazioni NATO-Russia, l’Afghanistan, la guerra al terrorismo e gli attacchi informatici.

Nell’ “incipit” del suo discorso, Stoltenberg ha descritto come procatorio l’atteggiamento russo che continua a violare le norme sottoscritte nel trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio (INF). A questo ha aggiunto la ferma intenzione dell’Alleanza a mantenere credibilità politica e deterrenza militare verso i pericoli esterni ad essa.

Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg

Il 1° febbraio scorso, Donald Trump, Presidente USA, ha annunciato il ritiro degli impegni americani verso l’INF a partire dal giorno dopo con la ferma intenzione di ritirarsi totalmente dopo sei mesi, qualora la Russia non ravveda i suoi comportamenti, rendendo i risultati, nuovamente conformi alle regole ed oggettivamente verificabili.

In altre successive esternazioni, The Donald ha menzionato l’odierna necessità di modificare le clausole di quell’accordo, rese obsolete dalle attuali tecnologie di verifica reciproca e dalla entrata in scena della Cina.

Il 2 febbraio, Vladimir Putin, Presidente della Russia, ha comunicato l’astensione del suo Paese dall’INF.

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Trump mancava a quest’ultimo incontro, Mike Pence, vicepresidente USA, ha citato i segnali di frattura in seno all’Alleanza Atlantica, evidenziando i pericoli che corre un alleato importante come la Germania nel condividere un enorme gasdotto con decorso diretto con e verso la Russia, attraverso il Mar Baltico.

Mike Pompeo è stato un altro protagonista di questo incontro plenario, altrimenti povero di esternazioni politiche e/o di esaurienti comunicati stampa.

Evitando di ripetere le recenti minacce di Trump, secondo le quali egli non vedeva alcuna reale valore o necessità di rimanere nella NATO, Pompeo ha ripetuto il dovere per i Paesi membri di partecipare maggiormente alle spese necessarie, evitando inutili stratagemmi.

“Ora non è il momento di ripetere scuse stolte che i nostri cittadini non sostengono un aumento delle spese per la difesa o della sicurezza”, ha detto esplicitamente Pompeo.

Gli attacchi informatici sono e saranno la prossima frontiera civile e militare con la quale la NATO dovrà confrontarsi (ora non lo è a sufficienza), rendendo perpetua l’attività di sorveglianza, diffidando del gigante informatico “Huawei” e monitorizzando la sicurezza delle comunicazioni con l’entrata in funzione del prossimo sistema 5G.

Al termine del suo intervento, Mike Pompeo ha chiesto maggiore attenzione verso quelle che egli ha definito come “minacce emergenti” come la Cina e l’Iran.

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