Di Giusy Criscuolo
Kabul. E’ amaro il commento sull’Afghanistan di Javid Faisal, consigliere del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Afghanistan. Intervistato in esclusiva durante la sua permanenza in Italia, conferma che la Coalizione Internazionale li ha abbandonati, ma loro non cedono. Si aspettano collaborazione dal resto del mondo.
Qual è la situazione attuale in Afghanistan dopo il ritiro della Coalizione?
“Siamo in guerra con i talebani e altri gruppi terroristici internazionali. Quei gruppi che hanno combattuto le forze della NATO e degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni. Ora stiamo combattendo questa guerra da soli.
Javid Faisal consigliere del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Afghanistan – Credit Web
Questa non è una guerra solo per la difesa dell’Afghanistan, perché i gruppi terroristici che combattiamo oggi sono una minaccia ben oltre l’Afghanistan, per il mondo.”
In cosa hanno fallito gli Stati Uniti?
“Abbiamo avuto progressi negli ultimi 20 anni, ma anche battute d’arresto e fallimenti. Il più grande di loro era non conoscere il nemico. Gli Stati Uniti e la NATO non sono stati in grado di intraprendere azioni concrete contro il vero nemico, e potrebbe essere stato il motivo per cui c’è stata una guerra nelle nostre strade, villaggi e case. Gli Stati Uniti e la NATO non sono stati in grado di sradicare le cause profonde del terrorismo oltre i nostri confini. Questo potrebbe essere il più grande fallimento degli ultimi 20 anni.”
Vi sentite abbandonati, traditi?
“Posso dire che noi continueremo ad avere un’alleanza con il mondo e che anche il mondo continuerà a supportare l’Afghanistan. Questa amicizia di lunga data continuerà ad esserci. Il tutto nell’interesse di entrambi. Come ho detto precedentemente i gruppi terroristici che stiamo combattendo ad oggi non sono solo una minaccia per l’Afghanistan, ma anche per il globo. Questa partnership dovrebbe continuare così come il progresso che abbiamo costruito negli ultimi 20 anni. Tuttavia alcune decisioni del passato così come quellle di un recente passato, non sono state molto ravvedute. Questa ritirata arriva in un momento in cui non esiste nessuna garanzia da parte dei Talebani e dai loro sponsor. Fondamentalmente il Pakistan. Prima di una completa ritirata, avremmo voluto avere delle garanzie concrete.”
Le Forze Armate afghane combattono in alcuni distretti, mentre in altri depongono le armi. Ci potrebbe fare un quadro più preciso?
“Le forze di sicurezza e di difesa nazionali dell’Afghanistan stanno combattendo su molti fronti contro i talebani, al-Qaeda, IS e altri 19 gruppi terroristici. Sono sparsi in tutto l’Afghanistan, e si travestono, portando avanti la missione che la NATO e gli Stati Uniti stavano conducendo fino a poco tempo fa. Sette anni fa, avevamo 150mila forze internazionali, oltre all’attuale numero di forze afghane. All’epoca combattevamo questa guerra insieme, ma ora sono solo le forze di difesa e sicurezza nazionali afgane che portano sulle spalle lo stesso e anche più pesante fardello. Ci sono fallimenti, ma ci sono anche molti successi.”
Milizie Talebane – Immagine di archivio
Quali sono i successi?
“Parlo dei successi creati dal sostegno del popolo afghano. Gli stessi afghani, che con il loro sangue, difendono da soli la loro terra, il che è una grande vittoria per noi. Ammettiamo che ci sono stati dei fallimenti e il nostro compito è imparare da loro per fare meglio in futuro. Tuttavia, il successo finale continuerà ad aver bisogno di una partnership duratura con il mondo.”
Pensa che potrebbe esserci un dialogo con i Talebani?
“Siamo aperti alla pace. Consideriamo il dialogo politico e negoziati come la migliore soluzione a questa guerra, perché comprendiamo che la guerra non è la soluzione giusta per il popolo afghano. Popolo che merita di avere accesso ai servizi di base e di esercitare i propri diritti civili. Purtroppo i Talebani continuano a negare il dialogo e i paesi che li sostengono li stanno conducendo nella direzione sbagliata. Quello che sappiamo è che avremmo dovuto dichiarare vittoria molto tempo fa, se la guerra fosse stata una soluzione. Dopo 40 anni di conflitto, abbiamo capito che la soluzione militare non è quella giusta e quindi noi (come governo afghano) stiamo promuovendo una soluzione politica.
Continuiamo a chiedere ai talebani e ai paesi che li alimentano, di unirsi al processo di pace, perché questa sarebbe la soluzione vantaggiosa per tutti. La guerra non porterà gloria a nessuno.”
Gli afghani hanno paura di questa rinvigorita presenza estremista?
“Abbiamo valide preoccupazioni per gli estremisti, i terroristi e i paesi che li hanno sostenuti nel nostro territorio, ma siamo determinati a proteggere il nostro paese perché questo è il nostro lavoro e la nostra responsabilità. Lo facciamo e continueremo a farlo, ma questo non sarà più solo un problema afghano. Se la comunità internazionale non adotterà misure adeguate, questo sarà un problema per la regione e per il mondo e potremmo essere testimoni di incidenti simili a quello dell’11 settembre. È importante lavorare insieme per evitare che tali incidenti si ripetano.”
Pakistan e Cina stanno contribuendo a peggiorare la situazione?
“Finora, non abbiamo visto nulla da loro che potrebbe essere visto come un aiuto al processo di pace. Parlo principalmente del Pakistan, che è il nostro vicino. Non rispettano i rapporti di buon vicinato, la buona volontà e l’amicizia. Sostengono i Talebani e altri terroristi e li usano per combattere la loro guerra per procura. Stanno addestrando i terroristi a compiere attacchi contro la società fornendo armi adeguate. Inoltre, i Talebani ricevono un sostegno diretto dalla loro agenzia di intelligence per le loro attività terroristiche nella regione.
Ciò rappresenta una minaccia seria e diretta alla sicurezza globale. Tuttavia, crediamo che il Pakistan potrebbe svolgere un ruolo positivo e che la Cina (se volesse) potrebbe influenzarlo in tal senso. Se il nostro prossimo assumesse questo ruolo positivo, sarebbe nell’interesse di tutti. Perché la pace in Afghanistan porterebbe numerose opportunità sia al Pakistan che alla Cina, oltre che all’intera regione.”
Equipaggiamento militare afghano distrutto dai Talebani – Credit Telegram
Qual è il ruolo dell’Iran?
“Come precedentemente accennato, abbiamo le prove che i nostri vicini sostengono i talebani e altri gruppi terroristici per continuare la loro guerra per procura in Afghanistan. I nostri vicini credono che i terroristi potrebbero portare avanti i loro obiettivi di politica estera. L’Iran non fa eccezione. Sono in contatto con i talebani e li sostengono. Crediamo nei rapporti tra i nostri due Stati e questa potrebbe essere la soluzione. Chiediamo ai nostri vicini e partner di assicurarsi che i terroristi non ricevano più sostegno dagli Stati, perché anche i terroristi hanno i loro programmi. (secondo alcuni video, pubblicati anche da Al-Jazeera, li preparano come fossero corpi speciali, ma poi mandano mezzi e uomini ai loro confini per timore che possano superare i confini patri).”
Perché si è tornati immediatamente al caos dopo l’abbandono degli USA dall’Afghanistan? Cosa è andato storto?
“Il ritiro delle truppe dall’Afghanistan ha lasciato dietro di sé questioni in sospeso. Quando le forze USA e NATO iniziarono la missione in Afghanistan la chiamarono guerra globale al terrore. L’obiettivo era eliminare al Qaeda e garantire che l’Afghanistan non tornasse ad essere un rifugio sicuro per il terrorismo internazionale. Ma, 20 anni dopo, vediamo che al Qaeda non è stata sconfitta, ma riorganizzata e rafforzata. Al Qaeda e i talebani sono partner e si sostengono a vicenda. Hanno gli stessi obiettivi. Quando gli Stati Uniti lanciarono inizialmente l’operazione contro l’allora leader di al Qaeda (Osama Bin Laden) e l’organizzazione, i talebani si rifiutarono di estradarli negli Stati Uniti. Negli ultimi 20 anni, gli Stati Uniti non sono stati in grado di raggiungere gli obiettivi finali di questa missione, che erano stati tracciati fin dall’inizio.”
È vero che i talebani hanno preso oltre 218 distretti su oltre 300 distretti e vorrebbero riportare l’Afghanistan nel buio di 20 anni fa?
“C’è molta disinformazione a riguardo. Primo, i talebani hanno preso alcuni distretti ma non ne hanno il controllo. Vengono, attaccano, saccheggiano, distruggono, uccidono e se ne vanno. Hanno preso il controllo solo di alcuni distretti, ma stiamo riprendendo il controllo degli stessi, e questo continuerà ad accadere nei prossimi giorni e settimane. In secondo luogo, il popolo afghano non vuole tornare al passato. Non torneremo ai giorni bui. Abbiamo fatto molta strada, abbiamo fatto sacrifici, abbiamo speso il nostro sangue e molte vite sono state sacrificate per ciò che abbiamo oggi, non perderemo ciò che abbiamo raggiunto. Saremo lì per difendere il nostro Paese, i nostri valori e i progressi che abbiamo fatto e continueremo ad andare avanti. Non torneremo in dietro. Questa non è un’opzione.”
Cosa dovrebbe capire l’Occidente che non ha ben chiaro?
“Per l’Occidente è importante sapere che, nonostante l’obiettivo finale non sia stato raggiunto, c’è stata anche una grande storia di successi. Dovrebbe essere consapevole che l’Afghanistan potrebbe diventare molto pericoloso per la sicurezza occidentale se non si presta la giusta attenzione. Dal ’79 al ’89 durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan, le società occidentali hanno sostenuto il nostro Paese contro l’Unione Sovietica. Ma, non appena l’Afghanistan ha sconfitto l’Unione Sovietica, l’Occidente ci ha voltato le spalle. Circa 20 anni dopo, abbiamo visto che i risultati sono stati gli attacchi dell’11 settembre. Se l’Afghanistan viene dimenticato ancora una volta, e se i paesi dell’Occidente, i nostri partner, amici e sostenitori, non fanno il loro lavoro in modo responsabile, le cose non andranno diversamente.”
Qual è stato il contributo del Contingente italiano? Come sono visti i militari italiani in Afghanistan?
“Gli italiani sono amici dell’Afghanistan. Gli italiani erano principalmente basati in occidente. Hanno cercato di costruire infrastrutture, l’esercito italiano ha aiutato i bambini afgani ad andare a scuola, ha aiutato le donne afgane a ottenere la libertà di vivere come normali esseri umani, a godere dei diritti come fanno molte donne in altre parti del mondo. I loro contributi sono visibili. Hanno contribuito con sangue e aiuti concreti al miglioramento della vita degli afghani. Siamo grati al governo italiano, ai militari e ai civili che hanno trascorso del tempo in Afghanistan e, naturalmente, alle loro famiglie e amici che li hanno sostenuti. Ancora una volta grati a tutti quegli italiani che hanno contribuito con le loro capacità economiche e donazioni per migliorare l’Afghanistan. Lo capiamo, lo vediamo e ne siamo grati. Ma è molto importante continuare questa amicizia e partnership per garantire che ciò che è stato fatto, ciò che è stato investito in Afghanistan, non vada sprecato.”
Donne di Herat che impugnano le armi per non sottostare ai Talebani – Frame estrapolato da un video Telegram – Da tenere presente che non sono militari, ma lottano con il proprio sangue per mantenere la propria indipendenza
Qual è la situazione attuale delle donne? C’è la possibilità che si possa ripristinare tutto come prima?
“Ora le donne sono in tutta la società. Negli affari, in politica, parlamentari, governatori distrettuali, sindaci, sono presenti ovunque. Non era così 20 anni fa. Non c’era una sola donna nel servizio pubblico, nel governo o nell’esercito. Hanno raggiunto questo status con numerosi sacrifici. I talebani e altri gruppi terroristici che si opponevano al progresso delle donne nella società hanno ucciso molte donne. Anche oggi, mentre parliamo, questi gruppi estremisti minacciano la loro presenza. Ma le donne afghane non tornano indietro, sono forti, istruite, conoscono se stesse, il loro valore, la loro forza e il bisogno che la società ha di loro e della loro presenza, affinché lavorino e promuovano gli interessi sociali ed economici del nostro popolo.”
Girano volantini in alcune città prese dai talebani, dove si chiede alle donne che usano l’hijab di toglierlo, per rimettere il burka. Accetteranno?
“Primo: i Talebani non hanno preso nessuna città, stanno cercando di prendere dei quartieri. Anche le forze governative si contendono i distretti. Continuiamo a riprenderci i distretti. Ma nelle aree sotto il loro controllo hanno imposto leggi molto severe. Non sono cambiati nel tempo. Hanno la stessa mentalità di 20 o 30 anni fa. Non consentono alle donne di lasciare le loro case, non consentono l’istruzione e non consentono alle donne di entrare negli affari, nella società, nell’esercito o nel governo. Nelle loro aree controllate, alle donne non è permesso uscire di casa anche se indossano il burka.
Ci deve essere un compagno maschio con loro per uscire di casa. I talebani stanno imponendo leggi severe nelle aree sotto il loro controllo non solo alle donne, ma anche a tutti gli altri. Gli uomini nelle aree sotto il loro controllo non possono radersi e non hanno la libertà di indossare ciò che vogliono. Le strategie dei talebani e il modo in cui si comportano sono il fattore principale alla base di questa rivolta pubblica nazionale contro di loro. Il popolo afghano si sta sollevando a sostegno delle forze di sicurezza per combatterli. Questo perché i talebani non hanno dato alla società altro che guerra, terrorismo, paura, distruzione e restrizioni alle libertà personali e sociali.”
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L’articolo Afghanistan: Javid Faisal funzionario del Consiglio di sicurezza afghano “Gli Stati Uniti e la NATO non sono stati in grado di sradicare le cause profonde del terrorismo oltre i nostri confini” proviene da Report Difesa.



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