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Volpi e Poggi: l'incubo della nostra infanzia.

Sergio Volpi e Paolo Poggi. Due giocatori degli anni ’90. L’incubo, a loro insaputa, della nostra infanzia.
Siamo nel 1997 e il calcio italiano è ai massimi storici. Ogni bambino è attratto da un unico desiderio: completare il suo album di figurine. Ce ne inventavamo di ogni, pur di completare quegli album. Compravamo miriadi di pacchetti di figurine per la disperazione dei nostri genitori, “prendevamo d’assalto” bar, cartolerie, negozi, edicole, giocavamo con i nostri compagni, persino a scuola. Era tutto meraviglioso.
Sino a quando arrivararono quelle “maledette” gomme al (disgustoso) gusto di fragola, insieme alle quali trovavi tre mini-figurine dei calciatori della nostra Serie A. In ogni bar, tabaccaio o cartolaio potevi ricevere gratuitamente il mini-album. L’idea venne lanciata dalla TOPPS, azienda che produceva gomme da masticare, per contrastare l’ascesa della “Panini”, azienda leader nella vendita di figurine dei calciatori.
Fin qui, nulla di strano. L’iniziativa riscosse molto successo e le gomme venivano vendute a quintali. Eravamo disposti a tutto pur di completare l’ennesimo album, infatti il premio era succosissimo: o la maglia autografata della tua squadra preferita o il pallone firmato dal tuo giocatore preferito. Ma quell’album non poteva essere completato, perchè rimanevano due caselle vuote: mancavano Volpi e Poggi.
La nostra disperazione divenne presto la gioia dei rivenditori. Tre o quattro pacchetti acquistati al giorno per sei giorni a settimana. Ma niente, dei due non vi era traccia. Chi sosteneva non fossero state messe in circolazione dall’azienda, chi sosteneva di averle trovate al nord, chi, dalla disperazione, rinunciò e se ne fece una ragione.
Il caso poi divenne di dominio pubblico. E la domanda ricorrente era sempre la stessa: che fine hanno fatto Volpi e Poggi?. Il mistero trovò una soluzione, grazie alla trasmissione “Mi Manda Lubrano”. Il programma, allertato dalle feroci critiche dei consumatori, interpellò proprio l’azienda che le aveva prodotte, la TOPPS. Quest’ultima ammise che le figurine vennero messe in commercio, ma con una tiratura risicata di 100 copie.
Beato chi le ha trovate

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