KABUL. Oltre 400 morti e più di 250 feriti: è il bilancio drammatico del bombardamento che ieri sera ha colpito Kabul.
Alle 21.00 circa, dei caccia pakistani hanno bombardato diversi distretti di Kabul: la struttura medica di riabilitazione per tossicodipendenti Omid Center, con 2 mila letti.
Si trova all’interno di quella che era la Base americana Phoenix, sulla strada di Pul-i-Charkhi, che conduce a Jalalabad e al Pakistan.
Si stima abbia causato almeno 400 morti e centinaia di feriti.
Altri siti sono stati colpiti quali il campo di addestramento militare, situato nella stessa zona della città, l’area di Shah Shaihid.
E probabilmente anche la sede del Ministero della Difesa.
Per quanto sia definito “conflitto a intensità ridotta”, per la popolazione resta una guerra a tutti gli effetti, con gravi implicazioni di sicurezza ed economiche.
Nessuno può prevedere quando nuovi attacchi avranno luogo e dove.
La chiusura del confine tra i due Paesi e il blocco degli scambi commerciali hanno fatto lievitare i prezzi di molti beni, primi fra tutti quelli alimentari.
Considerando la già molto precaria condizione economica e sociale dell’Afghanistan, non si prevede una serena festa dell’EID (la fine del Ramadan) tra pochi giorni”.
Alberto Cairo presidente di NOVE Caring Humans, da Kabul., ha dichiarato: “Siamo in contatto costante con il nostro team sul campo, attualmente in salvo, per seguire gli sviluppi e monitorare le condizioni di sicurezza. Non sono arrivate fino ad ora segnalazioni di conseguenze dirette sulle persone assistite attraverso i progetti di NOVE. Resta però fortissimo l’allarme nella capitale, aggravato dalla paura di nuovi attacchi con ripercussioni sulla popolazione”.
NOVE esprime la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti, al personale sanitario e a tutte le persone che stanno vivendo ancora una volta il trauma della guerra.
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