Di Fabrizio Scarinci
RAFAH (STRISCIA DI GAZA). Il leader di Hamas Yahya Sinwar, mente dell’attacco ad Israele del 7 ottobre 2023, è stato ucciso nel corso di un raid dell’IDF a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
La notizia, circolata già dal primo pomeriggio, è stata confermata poche ore fa dalle autorità di Tel Aviv.
Secondo quanto riportato da alcuni media, l’uccisione sarebbe avvenuta per caso non sarebbe il frutto di un lavoro d’intelligence.
In particolare, alcune forze dell’IDF operanti nella zona avrebbero semplicemente visto alcuni combattenti di Hamas entrare in un edificio e avrebbero, a quel punto, ordinato un attacco, in seguito al quale la struttura sarebbe crollata.
I soldati israeliani si sarebbero, poi, resi conto, in seguito ad un’ispezione, che uno dei terroristi uccisi avrebbe potuto essere Sinwar.
In una conferenza stampa di poche ore fa, il Premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato con soddisfazione come la morte di Sinwar segni “la fine del potere di Hamas nella Striscia di Gaza”; un’affermazione forse un po’ troppo ottimistica, a cui ha, comunque, aggiunto la considerazione secondo cui la guerra sarebbe tutt’altro che finita, riaffermando l’impegno del governo a lavorare al fine di riportare a casa gli ostaggi ancora in vita.
Dal canto suo, le agenzie di intelligence di Washington e Tel Aviv sarebbero già al lavoro per cercare di capire chi potrebbe prendere il posto di Sinwar, che, lo ricordiamo, era stato nominato meno di tre mesi fa al posto di Ismail Haniyeh, ucciso a Teheran il 31 luglio scorso.
Tra i papabili figurerebbero Khali Al Hayya, Khaled Meshaal lo stesso Mohammed Sinwar, fratello di Yahya.
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L’articolo Gaza: ucciso, a quanto pare per caso, anche Yahya Sinwar proviene da Report Difesa.



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