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Guardia di Finanza: Bologna, monitoraggio dei flussi finanziari sospetti, scoperta un’estorsione da 60mila euro realizzata da una giovane rom ai danni di un anziano

Di Marco Lainati

Bologna. Quei trasferimenti di denaro avevano importi decisamente elevati ed oltretutto erano troppo ripetuti, ma quando i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna hanno cominciato ad indagare sulla questione hanno scoperto come dietro quei flussi sospetti non c’erano attività di finanziamento al terrorismo, evasioni fiscali o riciclaggio, bensì il ricatto che una 30enne di etnia rom residente a Roma aveva messo in atto nei confronti di un anziano imolese.

I due, stando a quanto emerso dall’indagine, si erano conosciuti tempo prima in una chat per incontri, e la giovane donna aveva così convinto il suo attempato interlocutore a raggiungerla nella Capitale dove avrebbero finalmente potuto incontrarsi.

Dal quel momento in poi, però, la donna aveva iniziato a richiedere insistentemente soldi motivando un suo presunto stato di bisogno, ma quando il partner ha cominciato a rifiutarsi di continuare con tali esosi esborsi la stessa ha minacciato di rivelare ai suoi familiari la loro relazione, nonché di sporgere denuncia sostenendo addirittura di poter dimostrare una violenza sessuale.

Sentendosi ormai all’angolo, all’anziano non è apparsa altra via d’uscita che quella di continuare con i “versamenti” alla sua ricattatrice e che nel frattempo aveva intascato oltre 60.000 euro, somma per la quale il ricattato era persino dovuto ricorrere ad un finanziamento.

117, particolare di un’autopattuglia della GDF

Monitorando ed analizzando le operazioni finanziarie sospette (uno dei delicati compiti affidati alla GDF in virtù del suo specialistico ruolo di polizia economico-finanziaria) i finanzieri bolognesi si sono però accorti di frequenti ricariche di carte PostePay disposte in favore di giovani stranieri, nonché il trasferimento di notevoli somme di denaro che la vittima aveva operato tramite i circuiti “Western Union” e “Moneygram”.

Quando i finanzieri sono però andati far luce su tali anomalie, la verità è venuta a galla liberando finalmente l’anziano dal giogo ricattatorio in cui era finito.

La giovane rom è stata dunque denunciata alla Procura della Repubblica felsinea che, al contempo, ha ordinato il sequestro del denaro estorto.

Non sono purtroppo infrequenti i casi in cui la Guardia di Finanza, sia pur indagando in altri settori d’intervento come avvenuto in questo caso, si trovi a dover intervenire per metter fine a situazioni ricattatorie sul genere.

Per questo è necessario denunciare senza indugio tali odiosi reati, che spessissimo hanno pesanti ripercussioni finanziarie e patrimoniali, rivolgendosi al numero di pubblica utilità del Corpo “117”, attivo – 24 ore su 24 – in tutto il territorio nazionale.

 

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