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Guardia di Finanza e Polizia di Stato: vasta operazione congiunta a Napoli. Eseguiti 28 arresti e svelato un traffico da oltre 7.000.000 kg di cocaina

Di Armando Modesto

NAPOLI. Sono ventotto le misure cautelari personali emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), che hanno colpito altrettanti soggetti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti oltre che di riciclaggio. 

È questo il sunto di una nuova importante operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli e dagli agenti della locale Squadra Mobile, con il prezioso supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) della GDF e del Servizio Centrale Operativo (SCO) della PS. 

L’attività d’indagine in parola, ha in questo caso consentito di svelare l’esistenza di un gruppo criminale basato a Napoli e facente capo un grosso narcotrafficante già noto alle cronache perché attivo nell’import-export di ingenti partite di cocaina, provenienti queste dal Sud America ed occultate all’interno di container che poi – via mare – raggiungevano i più importanti scali marittimi europei grazie ad accordi, alleanze e joint ventures intrecciate anni addietro con narcotrafficanti di sicuro spicco sudamericani ed europei, tra i quali figurano i colombiani delle famigerate formazioni paramilitari conosciute come “Clan del Golfo”, ma anche olandesi di origine marocchina già affermatesi sulla scena delle più potenti organizzazioni del traffico della droga.

Finanzieri e poliziotti all’interno di un covo di narcotrafficanti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori lo stupefacente, una volta giunto sulla terraferma, veniva prelevato e trasportato da autotrasportatori compiacenti per essere occultato all’interno di depositi e nascondigli vari sparsi tra Campania, Calabria, Emilia Romagna e Lazio, tutti nella disponibilità dell’organizzazione. 

Il trafficante, già condannato per tali traffici mentre era latitante a Dubai, è stato comunque in grado assurgere ad un ruolo di primissimo piano quale broker internazionale della droga, e che aveva in un altro noto latitante pluripregiudicato (arrestato pochi giorni fa) il suo principale luogotenente.  

L’associazione scoperta dagli uomini della GDF e della PS, oltre ad avere articolazioni in Europa, Africa e Sud America, poteva peraltro contare in una fitta rete di fiancheggiatori attivi in varie regioni italiane, oltre ad intrattenere stabili rapporti d’affari con i clan camorristici di tutto il napoletano, nonché con le organizzazioni ‘ndranghetiste della Calabria. 

Per tutti questi gruppi criminali acquirenti dei carichi di coca non bastavano comunque i soli rifornimenti garantiti da I.R., ma era infatti necessario fornirsi di adeguato supporto logistico per il recupero delle partite in arrivo presso il porto di Gioia Tauro e che, nel caso specifico, veniva prestato da operatori portuali infedeli finiti anche questi agli arresti all’esito di un’altra recente operazione.

I soldi rivenuti nell’operazione

Sulla vicenda va comunque evidenziato che – già nel marzo 2021 – l’intera rete di rete di distribuzione facente capo al trafficate di cui sopra era stata identificata e sgominata in un’analoga attività condotta congiuntamente tra i poliziotti della Squadra Mobile di Napoli ed i finanzieri del GICO, con tanto di sequestro d’ingenti quantitativi di cocaina, di hashish oltre che di denaro contante.  

Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli arrestati di oggi si tenevano in costante contatto tra loro utilizzando sistemi di comunicazione crittografati, peraltro oggetto d’indagine da parte di una squadra investigativa mista alla quale hanno partecipato le polizie di Francia, Olanda e Belgio, che ha operato sotto l’efficace coordinamento delle rispettive Autorità Giudiziarie nonché di Eurojust.  

Proprio sul punto va rilevato come gli elementi acquisiti dal suddetto team investigativo internazionale sono risultati del tutto congruenti oltre che intersecabili con autonome investigazioni che la DDA di Napoli stava conducendo sugli stessi traffici, e che hanno richiesto complesse attività d’intercettazione telefonica ed ambientale, videoriprese nonché perquisizioni, sequestri e conseguenti arresti in flagranza di reato.  

Proprio grazie a tali attività è stato così possibile delineare per intero l’ampia cerchia di contatti intrattenuti dal trafficante e non solo in Italia, arrivando in tal modo all’identificazione dei soggetti che coordinavano i flussi di denaro, che impartivano disposizioni ai corrieri e che infine gestivano gli automezzi utilizzati per il trasporto della droga oltre che del contante.  

Sulla base di tali elementi, gli stessi investigatori ritengono che nel periodo compreso tra marzo 2020 e marzo 2021 siano state effettuate movimentazioni di cocaina per l’imponente volume di oltre 7 tonnellate, delle quali 1,3 sono però finite a sequestro in Italia oltre che all’estero.  

Come spesso avviene in “business” di tali proporzioni, l’organizzazione di trafficanti appena sgominata aveva fatto ricorso sistematiche condotte di riciclaggio nonché di reimpiego dei proventi illecitamente acquisiti con la droga, in parte trasferiti all’estero avvalendosi di sistemi di movimentazione monetaria alternativa come “Hawala”, mentre una restante parte veniva reinvestita in attività speculative come la compravendita di oro. 

Sulla vicenda va in ogni caso ricordato che i ventotto provvedimenti d’arresto rappresentano una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari ed avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione previsti dalla legge, pertanto tutte le persone raggiunte dal provvedimento medesimo sono da ritenersi presunte innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna. 

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