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Guardia di Finanza: indagine a Roma con l’Inps, scoperti oltre 600 lavoratori irregolari nella logistica e contributi evasi per 4 milioni

Di Luigi Magliulo

ROMA. Oltre 600 lavoratori irregolari con una evasione contributiva per circa 4 milioni di euro: sono questi i riscontri numerici che emergono da una complessa attività ispettiva portata a termine dai finanzieri del Comando provinciale Roma – Compagnia di Fiumicino, in collaborazione con i funzionari dell’Inps.

A finire nel vaglio dei controlli delle Fiamme gialle è stata stavolta una società attiva nel settore della distribuzione e della logistica e che, stando a quanto accertato dagli investigatori, faceva un ampio quanto diffuso ricorso al lavoro irregolare; una pratica ancora troppo diffusa e che, come in questo caso, consente di eludere – in maniera chiaramente illecita – i costi derivanti dagli obblighi previdenziali e assistenziali, determinando altresì una forma di illecita concorrenza verso tutte le altre imprese che invece operano nel rispetto delle normative giuslavoristiche.

I finanzieri del Comando provinciale di Roma mentre svolgono controlli

Dalle indagini, è stato infatti accertato come la società coinvolta avesse stipulato, con la maggior parte della propria forza-lavoro, contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti “Co.Co.Co.”) che però, nella realtà, camuffavano veri e propri rapporti di comune lavoro subordinato.

Per arrivare a smascherare tale “sistema” i finanzieri capitolini hanno dovuto acquisire le dichiarazioni rese da molti lavoratori impiegati nelle varie sedi della società presenti in tutta Italia, peraltro accertando come gli stessi dipendenti – oltre a sottostare a rigidi vincoli di orario – fossero costantemente eterodiretti nelle prestazioni, nonché “osservati” da un serrato monitoraggio tecnologico per il tramite di efficientissimi dispositivi GPS.

In altri termini un vero e proprio sistema di controllo adottato per misurare l’efficienza dei lavoratori ma che, oltre a negargli le garanzie contrattuali previste, si poneva in aperto contrasto con le norme di base che regolano i rapporti di lavoro dipendente.

Oltre alle presunte distorsioni contrattuali, i controlli di Gdf e Inps hanno evidenziato anche irregolarità formali nella tenuta del Libro Unico del Lavoro, circostanza questa che ha comportato – nei confronti del rappresentante legale della società – una segnalazione diretta all’Ispettorato nazionale del lavoro che ora irrogherà le previste sanzioni; mentre l’importo complessivo recuperato (comprensivo di contributi non versati, sanzioni amministrative e interessi) ammonta alla non indifferente cifra di circa 4 milioni di euro.

Auto delle Fiamme gialle capitoline

L’attività della Finanza ha tutelato nei loro diritti oltre 600 lavoratori, con un contratto che sarà ora riqualificato garantendogli in tal modo l’applicazione del Contratto collettivo nazionale di riferimento, nonché l’accesso a tutte le tutele assistenziali e previdenziali che gli erano state sinora negate.

Il contrasto al lavoro sommerso e irregolare continua dunque ad essere un “focus operativo” primario nell’attività di servizio della Guardia di Finanza soprattutto perché, oltre a ledere il cittadino-lavoratore, causa un innegabile danno alle le casse dello Stato come agli equilibri economici del Paese.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Written by Report Difesa

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