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Guardia di Finanza: scoperta una fabbrica clandestina di sigarette di contrabbando alle porte della Capitale. Sequestrate 82 tonnellate tra “bionde” e tabacco già pronto per la trasformazione. Arrestato il titolare

Di Massimo Giardinieri

Roma. E’ ancora il contrabbando di tabacchi lavorati esteri (tecnicamente contraddistinti dall’acronimo “TLE”) a tenere banco in questi giorni nelle cronache riferite alle operazioni di polizia, e l’odierno sequestro (oltre 82.000 kg) si contraddistingue non solo per la sua entità, quanto per il fatto che stavolta non si è trattato di intercettare il classico carico di “bionde” bensì un vero e proprio opificio attrezzato di tutto punto per la loro fabbricazione.

É questo il sunto di una nuova brillante operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che nella zona industriale di Pomezia (RM) – a circa 25 km dalla Capitale – sono arrivati ad un colpo realmente grosso, forse difficilmente immaginabile sino a quando tutta la situazione non si è materializzata davanti ai loro occhi.

Forti di una preventiva attività info-investigativa, i militari delle fiamme gialle hanno fatto irruzione in forze sorprendendo in piena attività 10 operai di nazionalità russa, moldava e ucraina; peraltro sottoposti a turni massacranti oltre che costretti a lavorare in un ambiente privo delle condizioni minime di sicurezza ed igiene, con finestre murate e mancanza di sbocchi all’esterno necessari per evacuare i fumi della lavorazione.

Come accennato sopra, la fabbrica era attrezzata con tutti i macchinari ed i materiali necessari alla produzione di sigarette di contrabbando recanti il marchio di fabbrica contraffatto, ed al suo interno sono state infatti rinvenute oltre 44 tonnellate di sigarette già confezionate, a cui vanno assommate altre 38 tonnellate di tabacco lavorato estero che sarebbe stato presto trasformato in prodotto finito.

Servizio 117 GDF

Si tratta del più grosso quantitativo di generi di contrabbando sequestrati negli ultimi anni sul territorio nazionale, e sull’episodio giova sottolineare come l’immissione in commercio delle 82 tonnellate di “bionde” contraffatte in questione avrebbe generato un danno non indifferente per le casse dello Stato, nella circostanza dovuto ad un’evasione d’imposta superiore ai 19.000.000 di euro.

Il titolare dell’opificio clandestino è stato ovviamente arrestato condotto presso la Casa Circondariale di Velletri, dove ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente che lo accusa dei reati di contrabbando, contraffazione, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, in attesa che la stessa A.G. disponga altresì la distruzione dell’intero quantitativo di merce sequestrata.

Dopo l’identificazione dei lavoratori stranieri presenti all’interno dell’opificio, le Istituzioni locali hanno intanto messo a loro disposizione alcune strutture di primo alloggiamento.

 

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