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Serbia: domani si voterà per le presidenziali e le amministrative, sotto il monitoraggio dell’OSCE e di altri osservatori

Belgrado. È iniziato, nella mezzanotte scorsa, il silenzio elettorale in vista delle elezioni presidenziali, parlamentari e locali che si terranno domani in Serbia.

Domani si voterà in Serbia per le Presidenziali e le amministrative

Il silenzio elettorale finirà al termine della chiusura dei seggi, previsto per le 20 sempre di domani.

Sono vietate la propaganda elettorale, i comizi in luoghi pubblici e la pubblicazione delle stime dei risultati.

Il giorno delle consultazioni è vietato esporre simboli di partiti politici e altro materiale di propaganda nei seggi elettorali e nel raggio di 50 metri dai seggi elettorali.

Il silenzio elettorale vale solo per i media tradizionali ma non per l’utilizzo di Internet o per i cartelloni pubblicitari.

Le elezioni di domani riguardano la Presidenza della Repubblica, il Parlamento e 3 realtà di autogoverno locale che voteranno anche per le loro assemblee locali.

“La pace e la stabilità sono una condizione per qualsiasi progresso economico e senza di esse non ci può essere futuro” ha detto Aleksandar Vucic, Presidente uscente e di nuovo candidato alla guida del Paese con la coalizione Partito Socialista di Serbia-Serbia Unita, Verdi di Serbia e l’Alleanza degli Ungheresi della Vojvodina.

Il Presidente Aleksandar Vucic

Intervistato, nei giorni scorsi, dal quotidiano Politika, Vucic ha affermato che la situazione in Ucraina renderebbe le cose “molto difficili per chiunque dovesse vincere le elezioni”.

“Ma il nostro lavoro è combattere e cercare di ottenere sempre il meglio che possiamo per il nostro Paese”, ha sostenuto.

“Né la pace, né la stabilità – ha proseguito – sono date una volta e per sempre. Le persone le danno per scontate. Ma per mantenerle, devi combattere ogni giorno”.

“Per questo è necessaria una politica intelligente, responsabile e seria – ha proseguito –  ed è per questo che ho insistito non solo sulla pace e la stabilità, ma anche sulla serietà. Ho detto che le elezioni non sono un gioco e che lo Stato non è un giocattolo”.

Intanto, l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha comunicato che seguirà le elezioni di domenica con l’impiego di 265 osservatori provenienti da 41 Stati membri.

Le bandiere degli Stati partecipanti alle elezioni di domani

Di questi, 213 sono osservatori a breve termine che monitoreranno il voto, 26 sono osservatori a lungo termine incaricati di seguire l’intero processo elettorale.

I restanti sono esperti e personale dell’ODIHR.

Domenica. a questi osservatori dell’ODIHR si uniranno oltre 100 membri dell’Assemblea parlamentare dell’OSCE, dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo.

L’ODIHR monitorerà le elezioni anche in tutti i comuni serbi.

La missione di monitoraggio, guidata da Douglas Wake, è stata istituita il 21 febbraio in seguito all’arrivo di un team di esperti.

Douglas Wake, alla guida della missione di monitoraggio

Gli osservatori a lungo termine hanno iniziato il loro lavoro il 4 marzo scorso.

Quelli, a breve termine, sono arrivati ​​negli ultimi due giorni.

La missione presenterà un rapporto preliminare sulle elezioni lunedì ed un rapporto finale due mesi dopo la conclusione del processo elettorale.

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