Lo scorso giugno, il regista premio Oscar® Danny Boyle e lo sceneggiatore Alex Garland, nominato all’Oscar®, si sono riuniti per 28 Anni Dopo, una nuova formidabile storia ambientata nel mondo di 28 Giorni Dopo. In questo nuovo capitolo dell’ormai famosa e amata saga, sono trascorsi quasi tre decenni da quando il virus della rabbia è fuoriuscito da un laboratorio di armi biologiche e ora, ancora in una quarantena forzata e brutale, alcuni sono riusciti a sopravvivere in mezzo agli infetti.
Per l’inizio del 2026 è in programma l’uscita di un altro film collegato all’universo distopico di 28 Giorni Dopo e alla storia che ha iniziato a svilupparsi e che abbiamo ammirato sul grande schermo nel corso di questa estate 2025. Il lungometraggio in questione è 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, diretto in questa occasione da Nia DaCosta (Hedda).
Il film, che segue gli eventi del mondo infettato di 28 Giorni Dopo (2007) e di 28 Anni Dopo (2025), è interpretato da Ralph Fiennes (La saga di Harry Potter, Conclave, 28 Anni Dopo), Jack O’Connell (Ferrari), Alfie Williams (28 Anni Dopo), Erin Kellyman (Blitz, 28 Anni Dopo, Eleanor the Great), Chi Lewis-Parry (Il gladiatore II).
28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa è scritto da Alex Garland (Ex Machina, Civil War, Warfare, 28 Anni Dopo) e prodotto dai premi Oscar® Danny Boyle e Cillian Murphy. Il nuovo capitolo della saga arriverà nelle sale italiane dal 15 gennaio 2026 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Trama e trailer 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa
Dopo l’universo creato da Danny Boyle e Alex Garland in 28 Anni Dopo, Nia DaCosta dirige 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa. Nel nuovo capitolo della saga, il dottor Kelson (Ralph Fiennes) si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l’incontro di Spike (Alfie Williams) con Jimmy Crystal (Jack O’Connell) si trasforma in un incubo senza via di scampo. In questo scenario, gli infetti non rappresentano più la principale minaccia alla sopravvivenza: è la disumanità dei sopravvissuti a rivelarsi l’aspetto più inquietante e terrificante.



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