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Bradisismo nei Campi Flegrei: una sismicità variabile nel tempo. Indirettamente sismica, anche per cause tettoniche

Di Pierluigi Musto *

Pozzuoli (Napoli). Negli ultimi mesi nei Campi Flegrei si assiste ad un aumento della sismicità legata al bradisismo.

Cosa sta accadendo?

Gli scienziati concordano che il fenomeno in atto non sia dovuto ad una migrazione di magma verso l’alto, bensì ad una degassazione di una sorgente posta presumibilmente a circa 8 km di profondità.

Durante le crisi del 1969 – 1970 e del 1982 – 1984,  il suolo si è sollevato (bradisismo negativo) complessivamente di oltre 3 metri.

A partire dal 2005 Pozzuoli ha ripreso a salire, ma con una velocità inferiore, più o meno speculare ad una discesa (bradisismo positivo) avuta dall’inizio del 1985 (escluso brevi periodi) per circa venti anni e per circa 90 centimetri.

La pressione esercitata determinerebbe una deformazione del suolo verso l’alto che risulta massima nei pressi del Rione Terra a Pozzuoli e che degrada radialmente.

Quando le rocce raggiungono il loro punto di rottura si generano  terremoti.

Essi sono sovente accompagnati da un boato che è il risultato della rifrazione delle onde sismiche le quali, dopo aver percorso la crosta terrestre, raggiungendo la superficie, provocano un suono ben udibile all’orecchio umano.

Pozzuoli Porto, fenomeno del bradisismo

La sismicità durante la crisi del 1969 -1970 è stata assai limitata nonostante un sollevamento significativo.

Essa  aumentò progressivamente durante la crisi degli anni ’80 con scosse che hanno raggiunto e superato anche magnitudo 4.

Con la ripresa del bradisismo negativo, a partire dal 2005 è ripresa anche una debole sismicità che negli ultimi tempi è aumentata progressivamente, nonostante la velocità  sia decisamente inferiore rispetto alle  crisi precedenti.

Dal dicembre 2012 il livello di allerta è stato innalzato a “giallo” di attenzione, in quanto gli addetti ai lavori hanno riscontrato alcune modifiche ai parametri di monitoraggio continuo effettuati nell’area.

Da allora, a tutt’oggi, non sono stati individuati ulteriori significative modifiche pertanto il livello permane  inalterato.

Uno dei parametri a cui si fa riferimento è la geometria della deformazione che negli ultimi decenni non ha mai subìto modifiche.

Ciò indicherebbe una sorgente sotterranea immobile.

Nel 2017 il Professor De Natale (già Direttore dell’Osservatorio Vesuviano) aveva ipotizzato uno scenario secondo il quale i terremoti sarebbero aumentati sia in numero che in magnitudo qualora si fosse raggiunta, ed eventualmente superata, la massima deformazione misurata alla fine del 1984 (siamo attualmente più o meno a quel livello).

Ciò spiegherebbe perché le rocce avrebbero raggiunto nuovamente il loro punto di stress.

Questa ipotesi si somma all’idea secondo cui ad una maggiore velocità di sollevamento si possa avere un rilascio sismico più elevato.

Lago d’Averno, 24 dicembre 2017

È necessario sottolineare che non è possibile prevedere i terremoti.

Quando essi hanno origine vulcanica non sono particolarmente energetici ma hanno ipocentri molto superficiali.

La Dottoressa Bianco (Direttrice dell’Osservatorio Vesuviano) ha di recente sottolineato che il massimo atteso in quest’area è circa di magnitudo 5 in accordo con studi precedenti.

In uno scenario di questo tipo è strettamente necessario applicare i principali criteri di prevenzione, considerando che l’area flegrea è potenzialmente sismica indirettamente anche per cause tettoniche.

A tal riguardo si può far riferimento alla campagna di prevenzione sismica promossa attraverso il sito https://iononrischio.protezionecivile.it/en/earthquake/the-campaign/ e pagine correlate.

La stessa campagna promuove la prevenzione per rischio vulcanico: https://iononrischio.protezionecivile.it/en/volcano-phlegraean-fields/the-campaign/ e pagine collegate.

Tale campagna è stata promossa qualche anno fa in numerose scuole con seminari e laboratori a cui anche lo scrivente ha avuto la possibilità di partecipare.

L’osservatorio vesuviano (INGV) effettua il monitoraggio continuo dell’area ed emette settimanalmente dei bollettini che possono essere consultati liberamente all’indirizzo web: https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/boll-sett-flegrei.

Inoltre, emette mensilmente altri bollettini liberamente consultabili all’indirizzo web: https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/bollett-mensili-cf.

È possibile consultare il database dei terremoti attraverso “Gossip” all’indirizzo web: https://terremoti.ov.ingv.it/gossip/.

“Sismolab”, invece, all’indirizzo web:http://sismolab.ov.ingv.it/sismo/index.php?PAGE=SISMO/last&area=Flegrei.

Si ricorda che l’Osservatorio vesuviano è l’unica fonte ufficiale dei dati di monitoraggio.

*Geologo

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