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Esercito: SIO 2018, sempre più stretto il legame tra Forza Armata e settori industriali. Generale Bruno Pisciotta (Brigata Aosta): “Completare le dotazioni organiche dei Reggimenti di Fanteria con i VBM Freccia e far entrare in servizio i VTLM 2”

Monte Romano (Viterbo) – dal nostro inviato. La seconda sessione della SIO (Sessione di Integrazione Operativa) 2018 ha visto l’impiego di unità della Brigata Aosta, supportata da altri Reparti dell’Esercito. Tutto è avvenuto in stretta collaborazione tra la Forza Armata e il mondo dell’industria, rappresentato dal Gruppo Leonardo, Iveco Difesa, Beretta ed altre.

Posto Comando Brigata digitalizzato

Dopo il dispiegamento logistico iniziato a metà ottobre per realizzare il Posto Comando di Brigata e gli impianti campali, l’attività operativa è stata condotta grazie all’impiego di 25 reparti dell’Esercito con 1.200 militari, 118 veicoli tattici, 96 sistemi d’arma, 27 automezzi speciali, 39 autoveicoli commerciali e l’ultima versione dell’elicottero CH 47 nella configurazione “F” del 1° Reggimento “Antares” di Viterbo dell’Aviazione dell’Esercito, recentemente acquisito dalla Forza Armata.

Bersaglieri sul VBM “Freccia”

Questo è il supposto esercitativo. Nell’ambito dell’Operazione Freedom Spear, l’Italian NRDC (Nato Rapid Deployable Corps) costituisce il Land Component Command alle cui dipendenze opera la Divisione Acqui con il compito di attuare la Risoluzione delle Nazioni Unite numero 7361. Una risoluzione che chiede di ripristinare l’integrità territoriale dello Stato di Lakuta, invaso dal vicino Stato di Kamon che non ha accettato la risoluzione del conflitto, attraverso la via diplomatica.

E la Brigata, comandata dal Generale di Brigata, Bruno Pisciotta, è arrivata al 24° giorno di operazioni nella propria area di responsabilità, nella fase finale del conflitto e sta preparando l’azione risolutiva contro un nemico già ampiamente logorato che opera, ormai, con elementi residuali del 233° Battaglione meccanizzato.

Il gruppo tattico, su base 6° Reggimento Bersaglieri, è costituito da due complessi minori di Fanteria media, un complesso minore blindato, rinforzato da un plotone di Fanteria media e da un plotone Genio, due batterie di artiglieria, una Task unit di Forze speciali, supportato da una Task Force informazioni tattiche.

Dopo aver neutralizzato un Posto Comando Mobile, mediante l’intervento coordinato di Special Forces ed un assetto strategico ad ala fissa F35 e unità mortai nemiche attraverso il fuoco combinato delle batterie dell’artiglieria, nell’area d’operazioni permangono alcune sacche di resistenza.

Un artigliere con un obice FH70

Lo squadrone blindato, nel compiere vigilanza sulla fronte del dispositivo, viene rallentato da fuoco nemico e dalla presenza di un campo minato e, rispondendo al fuoco, inizia la fase di fissaggio, mentre il genio si adopera per realizzare l’apertura di alcuni varchi attraverso l’ostacolo attivo.

In tale fase anche il complesso di Fanteria Alfa viene attivato per condurre una contemporanea azione di fissaggio sul lato destro ed effettuare, così, un adeguato fuoco di copertura.

Un UAV studia il campo di battaglia

Una volta garantita la libertà di movimento da parte degli assetti del Genio, lo Squadrone blindato muove sul fianco sinistro con movimento a scalare destro per condurre, poi, attività di vigilanza e di protezione.

Le Blindo Centauro attaccano e distruggono l’obiettivo

Il fianco destro, è preservato dall’azione di un plotone del complesso minore Alfa che, mediante le forze residuali, costituisce la riserva di gruppo tattico.

Contestualmente, il complesso minore Bravo avvia l’azione risolutiva dell’attacco al centro della formazione attraverso una coordinata azione di fuoco, seguita da fasi di appiedamento e di consolidamento delle posizioni.

Insieme alla manovra tattica sono state condotte azioni di recupero di mezzi e di feriti dal campo di battaglia, impiegando assetti Leopard, VTMM “Orso” in versione ambulanza e Genio, elicotteri CH47, in configurazione F, dell’AVES (Aviazione dell’Esercito).

Il CH47 in versione F dell’AVES

 

Il VTMM “Orso” utilizzato dal Genio

Così la Brigata Aosta, in configurazione digitalizzata ha assolto il proprio compito, ristabilendo l’integrità territoriale dello Stato di Lakuta.

Report Difesa, al termine dell’esercitazione ha intervistato il comandante della Brigata, Bruno Pisciotta.

Il Generale di Brigata, Bruno Pisciotta, comandante dell’Aosta

Generale, questa esercitazione a Monte Romano ha visto impiegato il personale della sua Brigata, con quale aspetto strategico e tattico?

Qui, nel poligono di Monte Romano, con l’impiego di assetti specialistici dell’Esercito, la Brigata ha condotto la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO), nell’ambito della campagna di sperimentazione del progetto congiunto Difesa-Industria, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability). Lo scopo dell’attività e delle varie esercitazioni sviluppate è stato quello di acquisire la capacità di operare tramite sistemi di comando e di controllo digitalizzati che possono essere utilizzati in ambito interforze, espandibili a livello interagenzia ed, auspicabilmente parlando, integrabili nelle reti di comando e controllo delle Forze Armate di Paesi Alleati. Nello scenario strategico internazionale in cui viviamo, disporre di sistemi di comando e controllo digitalizzati e di mezzi di ultima generazione nonchè di sistemi di combattimento individuali integrabili con i citati sistemi rappresenta un obiettivo strategico per l’Esercito e per la Difesa. L’obiettivo tattico è costituito dalla verifica del livello di integrazione operativa raggiunto tra i vari sistemi e piattaforme netcentriche, fino ad ora ritenute tecnologicamente mature per essere testate nelle varie SIO.

Oltre al VBM “Freccia” è stato utilizzato, in questa esercitazione, anche un altro mezzo, il VTMM “Orso”. Che bilancio si può fare di questo impiego?

Il VTMM (Veicolo Tattico Medio Multiruolo) “Orso” ha rivelato, da subito, le ottime doti di elevata protezione e di sicurezza per la salvaguardia della vita umana. Le piattaforme utilizzate nella SIO sono quelle destinate alle unità del Genio per il controllo e la rimozione della minaccia degli ordigni esplosivi rinvenibili sulle rotabili (VTMM Route Clearance Package) e quelle in versione ambulanza. In tali contesti le piattaforme forniscono livelli di rendimento elevatissimi. Nel movimento fuori strada il mezzo va molto bene e risulta essere abbastanza agile e rapido, tranne quando incappa in terreni argillosi molto bagnati, ove la mobilità risulta molto ridotta a causa dell’elevata pressione specifica esercitata sul terreno.

Queste tipo di esercitazioni nazionali come si inquadrano in un più ampio contesto internazionale? Penso ad esempio a quelle che vengono fatte con la NATO?

Lo sviluppo di esercitazioni come questa prevedono, già in fase di pianificazione, un attento ed accurato utilizzo delle procedure ormai in uso da molto tempo presso tutti gli Eserciti della NATO. Nello specifico, l’esercitazione si inquadra nell’ambito delle esercitazioni alleate sviluppate a supporto del “framework for the South” (iniziative rivolte al fianco Sud della NATO).

Poter sfruttare, poi, l’ammodernamento dei mezzi e il loro impiego con sistemi automatizzati che riducono drasticamente i tempi di ricezione dei dati e la trasmissione degli ordini in operazioni, è un processo che crescerà ancora nel futuro grazie alle nuove e future tecnologie. Tutti i Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica, si stanno muovendo in tal senso, di pari passo con quanto stiamo facendo noi.

L’industria nazionale con i suoi prodotti dimostra il valore tecnologico raggiunto, una Brigata come la sua di quale altri mezzi potrebbe avere bisogno?

La collaborazione tra Esercito e, come in questa occasione qui a Monte Romano, la multinazionale Leonardo (l’azienda globale italiana ad alta tecnologia nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza), IVECO e le altre aziende del comparto Difesa, ha consentito di sperimentare, durante l’esercitazione, sistemi d’arma ed equipaggiamenti ad alto indice tecnologico, mettendo in evidenza il contributo prezioso dell’industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette, tema centrale nello sviluppo di nuove dotazioni.

In particolare, la Brigata Aosta ha la necessità di completare le dotazioni organiche dei Reggimenti di Fanteria tramite l’approvvigionamento dei mezzi VBM Freccia e l’entrata in servizio dei Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo 2 (VTLM 2). Inoltre, devono essere acquisite le Blindo Centauro 2 nonchè i Veicoli Tattici Medio Multiruolo (VTMM) “Orso” nelle varie tipologie. Infine, evidenzio che la Brigata necessita l’approvvigionamento dei Sistemi Individuali di Combattimento (SIC) nonchè i posti comando digitalizzati a livello Brigata e Reggimento in sperimentazione.

ll noto progetto “Soldato futuro” ha ancora bisogno di altri aggiustamenti per essere reso operativo?

Il sistema “Soldato futuro” è ormai una realtà della Forza Armata. tanto che ha assunto la denominazione di “soldato digitalizzato”. Si tratta di una versione  migliorata del sistema che ha recepito, grazie alla stretta cooperazione con l’industria nazionale, i feedback operativi dei comandanti sul terreno. La digitalizzazione e l’integrazione del sistema “Soldato Digitalizzato”,  nel sistema automatizzato di comando e di controllo permette il completo inserimento delle unità, fino ai minimi livelli, nel processo di digitalizzazione stessa nei nuovi scenari operativi.

Sono stati, inoltre, impiegati in questa esercitazione apparati che consentono di inviare in tempo reale i dati per la raccolta delle informazioni, la ricognizione con mini droni per l’intervento da parte delle unità di artiglieria. I quali, inseriti in una cornice più ampia di sistemi di simulazione, contribuiranno anche a ridurre in maniera considerevole l’impatto ambientale delle esercitazioni. Per la prima volta, inoltre, il sistema è  stato testato sottoponendolo  a stress operativo  verificandone le capacità  di resilienza sotto il profilo cyber nonché l’impiego in un contesto duale per gestione di attività di cooperazione civile militare.

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