GOAT: Sogna in grande è un film d’animazione visivamente potente e profondamente empatico, che unisce sport, inclusione e sogni grandi in una storia moderna e coinvolgente per tutte le età.

Un’animazione che colpisce subito, tra sport e sogni
GOAT: Sogna in grande è il nuovo lungometraggio Sony Pictures Animation, prodotto dal campione NBA Stephen Curry e dai produttori di Spider-Man: Into the Spider-Verse. Diretto dal regista candidato agli Emmy Tyree Dillihay (Bob’s Burgers) e dal co-regista Adam Rosette (Orion e il Buio) sarà nelle sale italiane da domani, giovedì 12 febbraio.
Il film conquista fin dalle prime scene grazie a una resa visiva spettacolare, colorata e urban, capace di catturare l’attenzione e trasmettere energia. Il protagonista è piccolo ma grande amante dello sport, una capra -Will Harris- che sogna di emergere in una attività sportiva fisicamente dominata da animali molto più grandi e potenti, l’adrenalinico “ruggiball” (improntato sul mondo del basket). Un sogno che, per struttura e contesto, sembra quasi impossibile, ma che diventa il motore di una storia intensa, empatica e sorprendentemente profonda.

Il riferimento/paragone relativo a Zootropolis (tornato alla ribalta alla grande con il sequel, a distanza di quasi un decennio dal primo film d’animazione con protagonisti Judy Hopps e Nick Wilde) è inevitabile, soprattutto nel concept di base: anche qui un personaggio “piccolo”, appartenente al regno animale, umanizzato, tenta di sovvertire un sistema che lo considera inadatto. Ma GOAT: Sogna in grande riesce a differenziarsi chiaramente, spostando il conflitto nel mondo sportivo e adottando uno stile narrativo e visivo decisamente contemporaneo.
L’importante non essere grandi fuori, ma grandi dentro
Il messaggio centrale del film ruota attorno a un’idea potente e universale: la grandezza non è una questione di dimensioni bensì di interiorità. Per diventare davvero grandi nella vita -nello sport, nel lavoro, nelle relazioni- bisogna prima esserlo dentro.
Questo concetto è rafforzato da uno degli elementi emotivamente più forti e vibranti del film: la figura della madre, che pur venendo a mancare tra l’infanzia e l’adolescenza di Will, continua a vivere come una voce, un’eco lontana che accompagna il protagonista e lo sostiene nei momenti di difficoltà. “Sogna in grande” è il messaggio che ritorna, costante, come un mantra.
Rimane la fan numero uno, quella presenza frutto di sostengo fondamentale: ha sempre creduto nel figlio, lo ha spinto a farlo e per quello Will non smette mai di credere nei propri sogni e lotta per realizzarli, finché non inizia a riuscirci, proseguendo ad affrontare tutte le difficoltà che ne conseguono (perché sì, questo film ci insegna che anche raggiungendo i propri obiettivi, le sfide non finiscono mai e di conseguenza non si deve perdere la tenacia).
Si tratta di un vero e proprio invito che parla ai bambini, ma anche agli adulti, ricordando che non si è mai troppo grandi per sognare e mai troppo piccoli per avere sogni grandi. E soprattutto a non scoraggiarsi davanti alla avversità, né prima né dopo. Rimanere umili e concentrati, attenti al prossimo ed empatici è la chiave per continuare a prosperare come individui e poi negli ambiti che si desidera.

Trama e trailer GOAT: Sogna in grande
Si tratta di una commedia d’azione originale ambientata in un mondo interamente popolato da animali. Will, una piccola capra con grandi sogni, all’improvviso ha l’occasione di entrare nella lega professionistica di “ruggiball”, uno sport ad alto tasso di adrenalina, dominato dagli animali più veloci e feroci del pianeta. I suoi nuovi compagni non sono esattamente entusiasti all’idea di avere una capretta in squadra, ma Will è deciso a rivoluzionare le regole del gioco e dimostrare, una volta per tutte, che anche i “piccoli” sanno lasciare il segno.
Altro punto di forza di GOAT: l’inclusione normalizzata, non ostentata
Uno degli aspetti più riusciti di GOAT: Sogna in grande è il modo in cui affronta l’inclusività: senza proclami, senza retorica, ma con una naturalezza disarmante. La squadra dei Vineland Thorns è composta da personaggi diversissimi tra loro, ognuno portatore di una storia, di una fragilità e una forza intrinseca (e a volte nascosta perfino agli occhi dei diretti interessati), di una minoranza.

C’è un rinoceronte papà single che cresce da solo due gemelle scatenate, una rappresentazione importante e delicata di una genitorialità ancora poco raccontata. Ci sono personaggi che hanno perso i genitori, lavoratori modesti, individui ricchi ma emotivamente aridi, persone che temono l’invecchiamento o che vivono con paura il giudizio altrui.
La -specie di- lucertola divergente e stravagante, la gatta-simil tigre, figura femminile simbolo di forza rappresenta l’idolo sportivo in decadenza che ancora vuol dimostrare la sua grandezza, la struzza che affronta la gogna dei social e decide di non nascondere più la testa sotto la sabbia: ogni animale (sono davvero tantissimi e diversificati tra loro i personaggi presenti) diventa metafora di una condizione umana reale.
Il messaggio è chiaro e profondamente educativo: il mondo non è preimpostato secondo un solo modello, e ciò che conta davvero sono i legami, i valori, l’etica e il rispetto reciproco. La pallaruggente (una specie di pallacanestro estrema) serve a veicolare tale messaggio, dimostrando che in ogni ambito, anche in quello sportivo ma prima di tutto nella vita di tutti i giorni, si possono battere i “potenti”, grazie all’impegno, alla forza di volontà e alla costanza che ci impiega nel credere e inseguire i propri obiettivi e soprattutto sogni.

Dallo sport alla comunità: il valore del “noi“
GOAT: Sogna in grande sì, parla di sport, ma soprattutto di ciò che lo sport rappresenta. Non il successo individuale a ogni costo, ma il superamento dell’individualismo in favore della squadra, della comunità, della città che si rappresenta e che, a sua volta, si riconosce in quella squadra.
Il film sottolinea quanto sia importante sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé, e come la forza collettiva nasca proprio dalle differenze. Vincere non significa primeggiare sugli altri, ma crescere insieme, sostenersi e riconoscersi, anche nelle diversità, che spesso possono tramutarsi in forza.

Uno stile moderno, urban e “sul pezzo“
Dal punto di vista estetico e narrativo, GOAT: Sogna in grande è un film d’animazione estremamente contemporaneo. Lo stile urban, le scelte musicali azzeccate e accuratissime, l’attenzione ai social, ai trend, a ciò che è attuale e interessante per il pubblico più giovane, rendono la storia fresca e moderna.
I social non sono solo uno sfondo, ma diventano parte del racconto, del giudizio, della pressione, della costruzione dell’identità.
Questo approccio all’avanguardia completamente contestualizzato, permette al film di distinguersi nettamente da altri titoli di animazione a tema animale, mantenendo però una profondità emotiva che va ben oltre l’intrattenimento. Come si suol dire, in sostanza, rimane “sul pezzo” senza sforzi o forzature.

Una sorpresa per gli adulti, una fonte entusiasmante e motivante per i bambini
I bambini resteranno entusiasti: GOAT: Sogna in grande è brillante, dinamico, colorato ed emozionante, pensato per catturare lo sguardo e l’immaginazione. Ma la vera sorpresa è per gli adulti, genitori e non, che potrebbero avvicinarsi al film con aspettative correlate a un semplice film d’animazione e ritrovarsi, invece, davanti a una storia capace di toccare corde profonde.
Non è scontato si riesca a parlare davvero a tutte le età: GOAT: Sogna in grande ci riesce, con equilibrio, freschezza e intelligenza. È un film per famiglie, sì, ma anche per chiunque abbia bisogno di ricordarsi che la vera grandezza nasce dal cuore, dalla comunità e dalla capacità di continuare a sognare insieme.
Le voci italiane di GOAT: Sogna in grande
Alessandro Florenzi, Beatrice Arnera e Pierluigi Pardo sono le voci italiane del film. Alessandro Florenzi è l’iperattivo pipistrello Rusty, un divertente personaggio che commenta in coppia all’anziano bue di nome Chuck — Pierluigi Pardo — ogni partita della lega professionistica di “ruggiball”, uno sport ad alto tasso di adrenalina, dominato dagli animali più veloci e feroci del pianeta. Beatrice Arnera è lo struzzo Olivia Burke, amatissima giocatrice dei Vineland Thorns, dallo stile di gioco grintoso e dalla forte presenza sui social.



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