Di Valentina Giambastiani
CATANZARO. Sono cinque le misure cautelari personali (delle quali una in carcere, due ai domiciliari e due divieti di dimora nel comune di residenza), eseguite stamani dai finanzieri del Comando Provinciale di Catanzaro su disposizione del Gip del Tribunale al termine di un’indagine – coordinata dalla procura della Repubblica catanzarese – che ha messo in luce gravi reati contestati in capo agli stessi indagati quali associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, estorsione e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Le misure giungono al termine di alcune indagini svolte dai finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO), che opera in seno al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria Catanzaro, e hanno riguardato le condizioni d’impiego dei lavoratori attivi in cinque supermercati del Catanzarese, nei confronti dei quali venivano commessi ripetuti abusi e vessazioni. Attraverso una serrata attività d’intercettazione e diverse perquisizioni, gli investigatori delle fiamme gialle sono infatti riusciti infatti a scoprire l’esistenza di plurimi episodi di sfruttamento del lavoro, che gli indagati avevano messo in atto dietro indicazione del titolare delle imprese (al momento ristretto in carcere).
Azioni di chiara matrice vessatoria che venivano consumate approfittando della condizione di necessità e precarietà economica dei lavoratori che ne sono rimasti vittime, ciò attraverso l’imposizione di condizioni di lavoro degradanti e pericolose ai quali erano ogni giorno costretti oltre 60 dipendenti. Nei loro confronti anche la normativa sull’orario di lavoro veniva sistematicamente violata, con retribuzioni palesemente inadeguate o comunque di gran lunga inferiori rispetto alla quantità e qualità del lavoro svolto (nello specifico appena 4 euro l’ora a fronte di oltre 50 ore di lavoro settimanali).
Non ancora paghi delle loro azioni, i presunti responsabili sottraevano altresì parte della retribuzione ai loro dipendenti (con restituzione diretta in contanti), andando peraltro a limitare i giorni di riposo settimanale e quelli delle ferie annuali, quest’ultime ridotte a sole due settimane nell’arco di un intero anno. Tra i diffusi illeciti non sono mancati quelli legati alle condizioni degli ambienti in cui venivano svolte le prestazioni lavorative, risultati essere assolutamente al di fuori d’ogni norma di sicurezza. Di particolare gravità sono inoltre risultate le “modalità” con le quali venivano gestiti gli infortuni sul lavoro, che i dipendenti erano costretti a dichiarare come avvenuti nelle loro abitazioni (il che ha cosi impedito di ottenere le necessarie tutele previdenziali e risarcitorie previste dalla legge).
Un ruolo non secondario in tutta la vicenda lo hanno poi avuto un consulente del lavoro e la responsabile amministrativa del gruppo, i quali coadiuvavano attivamente l’imprenditore che ne era a capo redigendo contratti di lavoro apparentemente part-time e false buste-paga non riportanti le ore/lavoro effettivamente prestate.
Parallelamente alle misure cautelari, l’Autorità Giudiziaria ha inoltre ordinato il sequestro preventivo delle due società di capitali (dal valore complessivo di circa 27 milioni di euro) che gestivano le attività commerciali finite nell’inchiesta, e che ora – con lo stesso provvedimento siglato dal GIP – sono sottoposte alla gestione di due amministratori giudiziari appositamente nominati.
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L’articolo Guardia di finanza: a Catanzaro abusi e vessazioni ai danni di oltre 60 lavoratori di supermercati. Cinque misure cautelari proviene da Report Difesa.




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