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Guardia di Finanza: confiscati beni illeciti per 260.000 Euro ad una nomade di Ancona abitualmente dedita a reati contro il patrimonio e con 67 “alias” al suo attivo

Di Antonio Aniello Barbati

Ancona. Nelle sue disponibilità aveva un invidiabile patrimonio di beni mobili e immobili pur avendo presentato dichiarazioni dei redditi dagli importi risibili, oltre che a dedicarsi abitualmente ad attività delittuose per le quali, in sede di identificazione, aveva dichiarato alle Forze di Polizia qualcosa come 67 “alias” differenti, oltretutto senza scontare il cumulo di pene gravanti che nel tempo hanno raggiunto i 15 anni e 8 mesi di reclusione.

Stemma del Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza

È questa, per sommi capi, la vicenda che ha riguardato una 34enne bosniaca di etnia “rom”, nei confronti della quale il Tribunale di Ancona ha emesso un decreto di confisca definitiva per un valore di 260.000 euro, ritenendo la donna come “socialmente pericolosa” in quanto condannata per plurimi reati contro il patrimonio (peraltro mai scontati a causa dei suoi ripetuti stati di gravidanza grazie ai quali aveva così evitato la carcerazione).

Le attività illecite della nomade erano finite sotto la lente d’ingrandimento dei finanzieri del locale Comando Provinciale – Nucleo Polizia Economico Finanziaria i quali, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno dimostrato come i delitti contestati alla stessa erano stati commessi con continuità in un arco di tempo lungo 20 anni, il che l’aveva vista rispondere alla Giustizia già in età adolescenziale.

Proprio a causa di questa sua abitualità nel commettere reati, erano così scaturiti 67 diversi nomi falsi, ovvero di “alias”, con i quali la stessa nomade ogni volta tentava di confondere le acque ad inquirenti ed operatori di polizia.

Stavolta però, grazie ai complessi riscontri di carattere patrimoniale eseguiti dalla Guardia di Finanza dorica, è stato possibile ricostruire e definire per intero il suo profilo criminale, ma soprattutto accertare l’effettiva disponibilità di non pochi beni (un appartamento di pregio a Falconara Marittima (AN), due terreni, un camper ed una Porsche Panamera) la cui titolarità era stata però astutamente “camuffata” ricorrendo a interposte persone.

Personale della Guardia di Finanza impegnato nel lavoro d’ufficio

Disponibilità patrimoniali già sottoposte a sequestro nel maggio 2020 ma che, come accennato sopra, non trovavano giustificazione alcuna se confrontati con lo stato d’indigenza esposto nella dichiarazione dei redditi dell’indagata.

Il costante impegno della Guardia di Finanza nella ricerca e nell’aggressione dei patrimoni illeciti trova oggi effettivo riscontro nel provvedimento ablativo che il Tribunale del capoluogo marchigiano ha disposto avvalendosi delle facoltà previste nel Codice Antimafia e che come in questo caso, sotto il profilo finanziario, vanno concretizzarsi in un’effettiva forma di risarcimento per il danno subìto dalla collettività.

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