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Guardia di Finanza: Livorno, coppia con l’anfora romana esposta in salotto. Le fiamme gialle apprendono la circostanza, sequestrano il reperto e denunciano due coniugi

Di Massimo Giardinieri

Livorno. Faceva bella mostra di sé all’interno del salotto di una privata abitazione come una comune suppellettile ancorché di pregio, ed invece si trattava un’anfora romana evidentemente sottratta al patrimonio indisponibile dello Stato, ma quando i finanzieri del Reparto Operativo Aereonavale (ROAN) di Livorno sono venuti a conoscenza della circostanza per i due “proprietari” di quel plurisecolare oggetto sono iniziati i problemi.

Il particolare sequestro effettuato dalle fiamme gialle del ROAN labronico è avvenuto dell’ambito di una delle tante attività svolte a tutela del patrimonio archeologico, più nel dettaglio sulla scorta di alcuni riscontri investigativi che hanno poi portato i militari alla suddetta scoperta.

Non appena sottoposta a sequestro, l’anfora è stata inviata a perizia tecnica eseguita dal personale della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Livorno e Pisa, e gli stessi tecnici hanno confermato che quello era un manufatto risalente al periodo compreso tra il II ed il I secolo a.C., oltre che ad essere certamente proveniente dai fondali marini dai quali qualcuno lo aveva illecitamente prelevato pensando bene di venderlo o tenerlo per sé senza avvisare le Autorità.

Sommozzatori GDF – tutela patrimonio archeologico

L’anfora in questione (tecnicamente classificata del tipo “Dressel 1B”), era una di quelle comunemente utilizzate per il trasporto via mare del vino lungo le fiorenti rotte commerciali che si intersecavano nel “Mare Nostrum” (il nome dato dai latini al Mediterraneo), molto probabilmente lungo la tratta che collegava i vigneti dell’Etruria al porto romano di Massilia (l’odierna Marsiglia), e che da lì raggiungevano anche altre località francesi dell’allora regione gallica.

I due coniugi proprietari dell’abitazione sono dunque stati dunque denunciati all’Autorità Giudiziaria ai sensi del Decreto legislativo n. 42 del 2004 (meglio conosciuto come Codice dei beni culturali e del paesaggio), per “impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato” nonché per “violazione in materia di ricerche archeologiche”.

Quello qui descritto è una dei tanti risultati messi a segno dal Comparto Aeronavale della GDF, un’attività di servizio che il Corpo rivolge alla tutela dell’inestimabile patrimonio storico ed archeologico dello Stato troppe volte sottratto alla visione ed all’apprezzamento della comunità, concorrendo cosi in maniera certamente efficace nella specifica azione affidata in via prioritaria agli specialisti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

 

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