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Le Elezioni di medio-termine (midterm) negli USA hanno rispettato le previsioni della vigilia.

Di Pierpaolo Piras

Washington. “È deludente, ma non è sorprendente”, ha detto Trump, subito dopo la pubblicazione dei primi risultati significativi .

Il partito democratico ha prevalso sul partito repubblicano in misura inferiore alle aspettative, ma sufficiente a raggiungere una risicata maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. Una vittoria che rimane pur sempre significativa per una forza politica nettamente sconfitta nelle elezioni presidenziali del 2016.

Il partito che controlla la Casa Bianca di solito perde posti nelle prime elezioni di metà mandato del Congresso, a due anni dalla vittoria presidenziale. I democratici del presidente Barack Obama persero 63 seggi nel “midterm” del 2010.

Il partito GOP (“great old party”, acronimo col quale gli americani chiamano i repubblicani ) di Donald Trump mantiene la maggioranza al Senato ma perde la maggioranza nelle due Camere che deteneva finora.

I democratici hanno prevalso alla Camera e potrebbero riconquistare il Senato e ,quindi, la Casa Bianca nel 2020. Ma, stanno perdendo i tribunali federali, operanti nel lungo termine, dal momento che il presidente Donald Trump ha provveduto ad inserire giovani magistrati nella Corte Federale Suprema , dando forma ad un sistema giudiziario conservatore che avrà il potere di condizionare le politiche “liberal” degli avversari per i decenni a venire.

Oggi, cambierà qualcosa nella politica americana ?
Sì, i rappresentanti democratici l’hanno preannunciato.
Primeggeranno il controllo del programma legislativo e la necessaria condivisione delle nomine amministrative sia nelle Commissioni parlamentari che per la Corte Suprema.

Le operazioni di voto.

Sarà difficile comminare l’ “impeachment” (antico istituto , previsto dal Common Law per la messa in stato d’accusa dei titolari di importanti cariche pubbliche) che richiede una maggioranza dei due terzi al Senato dove , però, la maggioranza è rimasta dei repubblicani.
Le promesse di indagini su Trump da parte di Nancy Pelosi (di lontane origini abruzzesi , parlamentare di minoranza e presidente (Speaker) della Camera dei Rappresentanti, ben nota per le sue idee femministe e progressiste) dovranno superare non pochi e determinanti ostacoli.
I democratici potranno avviare accertamenti sulle dichiarazioni dei redditi, sulle attività e sulla amministrazione del Presidente Trump.
La costituzione rende il presidente USA l’unico detentore e decisore della politica estera.
In queste elezioni, ha risaltato l’affermazione delle donne nei seggi parlamentari : almeno 87 donne diventeranno parlamentari statunitensi. Tutte, tranne una dozzina, sono del partito democratico.

Una cosa è sicuramente chiara: l’affluenza è stata enorme.
Una prima valutazione stima la partecipazione di 114 milioni elettori, ben 31 milioni in più rispetto alle elezioni (midterms) del 2014.

 

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