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Leonardo, viaggio a Chieti nella cittadella della cyber security. In aumento gli investimenti per difendersi: 100 miliardi di dollari

Chieti (dal nostro inviato). In una società ipertecnologica come la nostra, in ogni più lontano luogo del mondo, nessuno è salvo da possibili e continui attacchi cyber. Non lo è un Governo, né un’azienda, un Ente pubblico, un ospedale, una persona.

La rete di Internet come può essere utile per tante attività da quelle di lavoro a quelle ludiche è, allo stesso tempo, facilmente violabile dagli hacker in un’amoio bacino di popolazione digitale che oggi sfiora gli oltre 4 miliardi e nel 2021 si stima che si arriverà ad una quota di 6 miliardi.

Report Difesa ha avuto la possibilità di visitare a Chieti il Security Operation Centre (SOC) della Leonardo per conoscere più da vicino cosa accade nel mondo di Internet.

Il SOC della Leonardo a Chieti

Partiamo da un dato: nel 2017 si sono registrati 1.127 attacchi gravi, prevalentemente rivolti verso target economici e statuali. Il cybercrime ha due facce: una giuridica ed una prettamente economica.

Un attacco più o meno violento rischia di mandare in crisi una banca, un ospedale, un servizio di fornitura di energia elettrica, di gas, un sistema di trasporti. Potrebbe provocare anche delle possibili vittime. Pensate, ad esempio, se un gruppo di hacker un giorno decidesse di attaccare le linee della metropolitana in una città del mondo e facesse impazzire tutti i sistemi di viabilità e di sicurezza, facendo deragliare i treni. 

In questo momento storico dove il timore di attacchi terroristici è altissimo, occorre che tutti pensino a come prevenirli. La cyber minaccia è al terzo posto tra quelle che più possono interessare la popolazione. Il costo degli incidenti cibernetici è stimato in 1.200 miliardi di euro l’anno.

“Ormai fare attacchi con sistemi sofisticati costa poco – spiega Andrea Campora SVP Cyber Security& ICT Solutions LoB della Security& Information Systems Division di Leonardo -. Su Internet si possono trovare prodotti standard che con poche centinaia di dollari lo consentono”. Con circa 200 dollari ci si può comprare una dark line.

Dimentichiamoci che gli hacker siano dei piccoli geni dell’informatica come finora è stato raccontato. In alcuni Paesi asiatici che sono il punto di partenza dei cyber attack, vengono addirittura fatti, on line, dei forum per spiegare cosa fare e chi colpire. Molti dei protagonisti di queste azioni sono giovani o giovanissimi che vengono “arruolati” attraverso un sistema semplice quanto efficace: il gioco.

Per azioni più efficaci, per attacchi più incisivi entrano in campo altri attori: i Governi con i loro Servizi di Intelligence. Mettere in crisi un Paese nemico, colpendolo magari su parti vitali quali l’economia, l’energia, i servizi ai cittadini può portare l’attaccante in vantaggio in  una guerra forse meno sanguinosa ma ugualmente distruttiva.

Per questo sono in aumento gli investimenti in sicurezza informatica,. La spesa globale oggi supera i 100 miliardi di dollari. È previsto un tasso di crescita medio annuo tra il 10 e il 13%, nei prossimi cinque anni. Il tutto per realizzare sistemi ed infrastrutture dedicati alla prevenzione ed alla gestione tempestiva ed efficace di incidenti informatici, alla protezione della privacy dei cittadini e all’individuazione di crimini cibernetici.

Ognuno di noi può essere vittima di attacchi cyber

E a proposito di tutela della privacy, quante carte ogni volta ci fanno firmare per le più svariate richieste? E noi cittadini quante volte mettiamo a rischio la nostra privacy per una disattenzione nell’uso corretto della Rete o nelle comunicazioni? Moltissimi di noi, ad esempio, cercano quando sono in un ristorante, in un hotel, in aeroporto un wi-fi free, senza password, per lavorare, giocare, chiamare qualcuno. E’ un errore che può costare caro. Basta poco per essere possibili vittime di hacker che magari si trovano ad entrare nel nostro data base su smartphone, tablet, pc collegato ad Internet.

Così come basta fare la richiesta ad un Ente pubblico per una qualsiasi pratica personale o di lavoro e se questo Ente non un alto livello di protezione dei propri dati e rimane vittima di attacchi, gli stessi  possono essere catturati da un hacker.

Quello che deve essere chiaro per ognuno di noi è che occorre una cultura della prevenzione dai cyber attack. Ma qualcosa sta cambiando per il meglio e le istruzioni pubbliche ma anche i privati si stanno aprendo a questo mondo.

Tutti possono rivolgersi alla Divisione specializzata di Leonardo per farsi fare un progetto adatto alle  loro esigenze. Il progetto viene discusso con gli esperti, predisposto un contratto che deve considerare ogni aspetto tecnico per avere una protezione totale e di spessore, in modo da salvaguardare le proprie attività.

Leonardo è, infatti partner di fiducia delle Pubbliche amministrazioni italiane. Ha stipulato finora 142 contratti. Tra i suoi clienti ci sono la Consip, l’Agid, la Sogei. i Ministeri della Difesa, dell’Interno, degli Affari esteri e dell’Ambiente, l’INPS, l’INAIL, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato, le ASL di Piemonte, Campania, Lombardia e de l’Aquila. Ed ancora; Lombardia Informatica, Regione Veneto, Comune di Milano, Roma Capitale, Lazio Crea, Azienda municipalizzata della Capitale, CSI Piemonte, Estar ed Informatica trentina.

Leonardo con i suoi tecnici addetti alla security e all’information systems spazia a 360 gradi su quello che è il panorama di intervento per questa materia così delicata e sempre in via di mutamento.

Tecnici cyber al lavoro a Chieti

Qui a Chieti lavorano oltre 170 persone, di cui un centinaio impiegate direttamente in attività di cyber security. La formazione universitaria spazia da ingegneria, a fisica a matematica. I servizi sono attivi 24 ore al giorno e per 365 giorni l’anno.

E per gestire il grande il lavoro c’è un supercomputer. E’  l’unico attivo in Italia contro gli attacchi hacker ed uno dei pochi in Europa specializzato nella prevenzione e nella gestione delle minacce della criminalità informatica. Gestisce 40 mila segnali di allerta al giorno.

Il supercomputer del SOC Leonardo

Molte delle informazioni che analizza e memorizza sono segnali della durata di millisecondi che sfrecciano nel dark web. Sono tutti cruciali per riuscire a prevedere, oltre che a combattere, il cybercrime.

Il supercomputer si trova anch’esso a Chieti, proprio nel SOC della Leonardo, ed è il braccio destro degli esperti di sicurezza informatica, che con il suo aiuto riescono a sventare mille attacchi ogni giorno.

Un particolare del supercomputer del SOC Leonardo

“La prevenzione è la nuova regola nella lotta al cybercrime – evidenzia ancora Andrea Campora -. Ogni attacco lascia tracce digitali, proprio come accade su una qualsiasi altra scena del crimine”. Analizzarle permette di mettere in atto le giuste contromisure.

Costruito in Italia dall’Eurotech, il computer ha una potenza di circa 500 mila miliardi di operazioni al secondo (teraflop) ed è il fulcro delle cinque sezioni nelle quali è organizzato il Security Operation Centre che seguono qualsiasi attacco dal momento dei primi segnali di allerta alle contromisure da adottare.

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