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Letture d'opera: la Sacra Famiglia con angeli di Lorenzo Lotto

LORENZO LOTTO (Venezia 1480 – Loreto 1556)

Penna e tracce di pennello bruno su carta color avorio

11, 2 x 15, 0 cm

Paris, Musée du Louvre, Departement des Arts Graphiques, n. 9967

Bibliografia: Rearick 1993, pp. 309 – 310.

Il disegno presenta una fortuna critica molto scarsa. Edito da Rearick (1993), il foglio è stato recuperato tra gli anonimi del Louvre da Dominique Cordellier. Il soggetto rappresentato, quello della Sacra Famiglia, non è certamente nuovo: nella produzione lottesca sono diversi i dipinti che propongono Giuseppe e Maria col Bambino, generalmente accompagnati da altre figure come santi, pastori ed angeli. Nelle opere di Lotto quest’ultimi divengono testimoni della nascita del Bambino insieme alle altre figure e acquistano, nel tempo, un ruolo affatto marginale. Se nella Natività di Washington (1523) quasi non si notano perché volano lontano dal luogo in cui i Santi Genitori pregano al cospetto del figlio, a partire dalle Adorazioni degli anni Trenta gli angeli partecipano fisicamente all’evento sacro, pur mantenendo una certa compostezza. Ma è nei disegni che queste figure celesti esprimono compiutamente la propria umanità, a cominciare dalla Sacra Famiglia con Sant’Antonio abate sempre al Louvre, in cui l’angelo a destra sembra correre verso il Bambino perché spinto da un moto d’affetto. Essa culmina nel foglio francese qui proposto: sulla soglia di una mangiatoia che ancora ospita il bue e l’asinello – dei quali si scorgono appena le sagome – Gesù, tra le braccia di una Madre che lo osserva divertita, gioca con due giovani angeli; Giuseppe, leggermente in disparte, osserva la scena. Di nuovo torna quell’atmosfera intima e rilassata che tanta parte ha nella produzione del pittore veneziano, un’atmosfera capace di rendere umani anche i personaggi sacri per eccellenza. Sembra di assistere ad un evento normale, quotidiano, se non fosse per le grandi ali che spuntano dalle spalle delle figure di sinistra. Lotto si fa creatore di un’opera inusuale non solo per il modo in cui ha rappresentato il soggetto, ma anche per il taglio compositivo, come se lui, da regista della scena, non avesse voluto disturbare quel delicato idillio e si fosse tenuto un po’ in disparte. È difficile stabilire quali siano stati i modelli dell’artista. Rearick (1993) ritiene ci possa essere stata l’influenza di Leonardo, che lui già avverte nel Martirio di Santa Caterina. Altrettanto arduo è il tentativo volto a collocare a livello cronologico lo studio. A tal proposito lo studioso americano propende per il 1517 – 1518, ma forse la datazione è più tarda.

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Lotto, Natività, 1523 (Washington, National Gallery of Art)

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Lotto, Adorazione dei pastori, 1534 (Brescia, Pinacoteca Martinengo)

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Lotto, Sacra Famiglia con angeli

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Lotto, Sacra famiglia con Sant’Antonio abate e angelo

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