in

Un Viaggio Straordinario – A Big Bold Beautiful Journey: il film onirico che ci insegna a guarire per amare (noi stessi e gli altri)

Il regista Kogonada e il cast composto da Margot Robbie, Colin Farrell, Kevin Kline e Phoebe Waller-Bridge sono pronti per portare sul grande schermo una storia sentimentale ricca di fantasia e profondamente introspettiva. Dal 2 ottobre nelle sale

Un viaggio straordinario film

A Big Bold Beautiful Journey – Un Viaggio Straordinario diretto da Kogonada (Columbus, After Yang) vede protagonisti Margot Robbie (Barbie) e Colin Farrell (Gli spiriti dell’isola). A completare il casta anche il premio Oscar® Kevin Kline (Un pesce di nome Wanda, The Good House) e Phoebe Waller-Bridge (Indiana Jones e il quadrante del destino). Il film prodotto da Sony Pictures, scritto da Seth Reiss (The Menu), sarà al cinema dal 2 ottobre distribuito da Eagle Pictures.

Un viaggio straordinario film

Un film che apre una porta sul passato per affacciarsi al futuro

Il film parte da una domanda universale: cosa accadrebbe se potessimo attraversare una porta per rivivere un momento del nostro passato? A partire da questo “semplice” (ma intenso) quesito Margot Robbie e Colin Farrell, grazie a delle ottime interpretazioni dei loro personaggi (realizzate anche cantando e ballando, seppur brevemente), guidano lo spettatore in un’avventura sentimentale immersa in un mondo fantastico, alternato a momenti di pura realtà, tra ricordi, ferite – appunto – del passato e nuove possibilità di futuro.

Un Viaggio Straordinario – A Big Bold Beautiful Journey è un film a tratti decisamente onirico e completamente profondo che invita a guarire il passato per vivere e amare oggi, davvero e con ogni fibra del proprio corpo e della propria anima. Senza cancellare ciò che è stato e ci ha segnato e plasmato, bensì imparando a vederlo con occhi diversi.

Sarah e David: due anime in cerca di risposte

Sarah (Margot Robbie) e David (Colin Farrell) hanno un incontro casuale durante le nozze di un amico di entrambi, segnato da una pioggia praticamente incessante (anche gli eventi atmosferici sono fortemente simbolici durante tutto il film, essendo pieni di significato).

In seguito, mentre entrambi intraprendono la strada di casa (scoprono di abitare nella stessa città), separatamente con le proprie macchine affittate, dotate di un GPS unico nel suo genere (e che rappresenta la nostra voce interiore, quella coscienza e quell’inconscio che ignoriamo), un susseguirsi di “coincidenze” – correlato proprio alle loro datate autovetture nonché al destino, fatto però di libero arbitrio – li continua a spingere l’uno verso l’altra, facendoli ricongiungere in un altro incontro. Da quest’ultimo partirà un’avventura straordinaria, illuminata dal sole che esce caldo e improvviso, che li porterà a confrontarsi con i momenti cruciali delle loro vite.

Non è solo un viaggio fisico o temporale, ma un percorso emotivo e spirituale, un invito a guardarsi dentro e a capire come il passato abbia plasmato il presente e condizionato il futuro. E questo vale per tutti noi. Si tratta infatti di un bellissimo viaggio da fare in qualità di spettatore al cinema: ci si deve sedere in sala, senza aspettarsi però, un viaggio comune, poiché è un lungometraggio molto particolare, ricco di spunti fantasiosi e fantastici e ovviamente simbolismo.

Una magia tra attori e immagini

Tra sentimenti e spiritualità ci dimostra quanto sia importante guarire se stessi prima di intraprendere qualsiasi storia o rapporto. E per farlo si deve rispondere alle domande più significative e profonde, anche e soprattutto quelle scomode, legate al nostro vecchio Io interiore. Il fine è quello di medicare e nutrire l’anima, così da potersi avvicinare a quelle altrui.

La chimica e l’intesa tra Margot Robbie e Colin Farrell rendono ogni scena autentica e naturale, dando profondità ai loro personaggi e intensità al racconto. Al tempo stesso, il lavoro visivo di Kogonada è un vero viaggio sensoriale: il gioco di luci e ombre, i contrasti tra colori vividi e tonalità più cupe, trasformano il film in un’esperienza accattivante e raffinata, che acquista tutta la sua potenza emotiva in particolar modo sul grande schermo.

Un viaggio straordinario

Trama e trailer Un Viaggio straordinario

Cosa succederebbe se si potesse aprire una porta e attraversarla per rivivere un momento importante del proprio passato? Sarah (Margot Robbie) e David (Colin Farrell) sono due single che si incontrano per caso al matrimonio di un amico comune. In seguito a un sorprendente colpo del destino, si trovano improvvisamente a intraprendere A Big Bold Beautiful Journey – Un Viaggio Straordinario: un’avventura divertente, fantastica e travolgente in cui Sarah e David hanno l’opportunità di rivivere momenti importanti dei loro rispettivi passati, facendo luce su come sono arrivati al presente…E, forse, ottenendo una chance di cambiare il proprio futuro.

Sedersi in sala per Un Viaggio Straordinario significa intraprendere, a propria volta, un viaggio diverso da qualsiasi altro. Kogonada costruisce infatti un racconto visivo elegante, sospeso tra sogno e realtà, in cui ogni scena diventa una metafora del nostro stesso cammino. Il film non è solo intrattenimento, ma un’esperienza immersiva che spinge lo spettatore a riflettere su ciò che porta dentro di sé.

Amare se stessi per amare davvero, superando paure, schemi e abbracciando la libertà di lasciarsi andare e di perdonarsi

Il film ci ricorda che nessuna relazione può essere sana se prima non impariamo ad averla con noi stessi: se per primi non ci si ama da soli, non si può amare l’altro e, se non si guariscono le ferite del bambino che è dentro di noi, dell’Io infantile, è impossibile essere degli adulti risolti. I dolori provati durante l’infanzia, i traumi e i nodi irrisolti dell’Io più fragile restano con noi molto più di quanto immaginiamo.

Un viaggio straordinario film

Ce li portiamo dietro proprio come un vero e proprio bagaglio emotivo. Come uno zaino che abbiamo sulle spalle nel viaggio di tutti i giorni, quel viaggio che è la vita. E se non ci liberiamo di tale peso, quindi di ciò che ci opprime, non riusciremo mai a percorrere fino in fondo la strada che ci aspetta davvero. Guarire significa riconciliarsi con quel bambino interiore che continua a chiedere ascolto, altrimenti non saremo mai persone complete in primis da sole, capaci di vivere relazioni autentiche e profonde e soprattutto vere, reali.

“Preferisco sentire ansia con te che non provare niente da solo”

Mettere fine all’autosabotaggio scegliendo la via più dolorosamente introspettiva ma giusta e salvifica per noi

Metaforicamente parlando, come fa il film nelle sue fasi da road movie, spesso e volentieri noi vogliamo uscire ad una determinata un’uscita lungo la strada che però non è quella giusta. Semplicemente la preferiamo: è più pratica, comoda, veloce, è una scorciatoia nonché una scappatoia.

Questo perché, per paura di soffrire, finiamo per sabotare le nostre stesse possibilità. Non ce la sentiamo e allora forziamo le cose. Forziamo i tempi. Forziamo tutto. Scegliamo le uscite sbagliate lungo il nostro percorso, o peggio ancora anestetizziamo i sentimenti per non provarli. Finiamo così per non vivere ciò a cui siamo destinati o ciò che ci farebbe stare meglio e bene con noi stessi e con gli altri.

Mostriamo il peggio di noi per allontanare chi potrebbe avvicinarsi, cerchiamo di rovinare tutto e subito, lasciamo prima di essere lasciati. Tutto affinché l’altra persona non si affezioni, non si leghi. E viceversa. Ci ripetiamo così in loop negli stessi schemi dettati dalle ombre e dall’oscurità che abbiamo dentro. Perché le perdite ci hanno segnato. Si ricade nei medesimi meccanismi innescati dalla paura del futuro e dal condizionamento attuato dal passato.

Un Viaggio Straordinario traduce visivamente questo processo mentale ed emotivo da spezzare: ci mostra come solo accettando il dolore, senza scappare, incappando anche in strade tortuose, cadute e incidenti, possiamo interrompere il ciclo della paura e aprirci a un futuro diverso. Attraversando quel dolore che abbiamo cercato di non affrontare per anni e anni, ignorandolo, mitigandolo con abitudini sbagliate, attraversandolo, invece e finalmente, come si attraversa una strada che ci porta dove è destinata a portarci. Dove dobbiamo essere.

Rivedere il passato con occhi diversi

Uno degli aspetti più toccanti del film è la possibilità di rivedere il proprio passato da una nuova prospettiva e con un punto di vista più maturo e distaccato, al fine appunto di diversificare i nostri schemi automatici e automatizzati. Con il tempo, con l’esperienza e con le ferite che la vita ci infligge, se torniamo a guardarci indietro veramente e con occhi nuovi, impariamo a guardare noi stessi con più consapevolezza, smettendo di essere giudici troppo severi o, al contrario, troppo indulgenti.

Questo nuovo sguardo si estende anche ai nostri genitori o a chi ci ha amato: da adulti, arrivando magari alla loro stessa età di quando sono accaduti fatti significativi, possiamo comprenderne meglio i limiti, gli sforzi e le scelte. Non sempre potevano amarci come avremmo desiderato, ma ci hanno amato con i mezzi che avevano. Tale presa di coscienza è un atto di riconciliazione profonda, che permette di sciogliere nodi interiori e di guardare avanti con l’animo alleggerito.

Un viaggio straordinario film

Questo film è un invito a viaggiare dentro se stessi, facendo luce con coraggio e resilienza

Quindi il cuore del film è un messaggio potente: prima di intraprendere qualsiasi storia, bisogna imparare ad amare se stessi e guarire le ferite e i traumi interiori che portiamo con noi e spesso buttiamo, inconsapevolmente e come salvagenti – o peggio, alibi -, addosso agli altri. Se non abbandoniamo i pesi del passato non possiamo vivere pienamente l’oggi né costruire relazioni su solide basi. Un Viaggio Straordinario ci ricorda di evitare di sforzarsi a non provare qualcosa, per la paura di soffrire o ferire, poiché questo meccanismo ci impedisce di crescere e di vivere le esperienze alle quali siamo destinati.

Con una durata di 109 minuti, questo film è molto più di una semplice storia d’amore o di un film fantastico. È un viaggio emotivo e spirituale che invita a rallentare, a smettere di forzare i tempi e a lasciare che la vita accada.

Un viaggio straordinario

Non ci si aspetta di trovarvi un’analisi così introspettiva, eppure il film riesce a trasformare una storia, apparentemente solo romantica, in un percorso di guarigione personale, perdono e rinascita. Un’opera che – se la si sa cogliere – rimane addosso come un ricordo prezioso e che vale la pena ammirare in sala anche per goderne visivamente al 100%. Si tratta davvero di un “grande viaggio, audace e meraviglioso nonché straordinario”, come ci suggerisce il titolo.

What do you think?

Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Copywriter e SMM per MyLab3D, NoMade Clothing, MetaLab e Foto Incise sul Legno. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

La Joya diventerà papà: Dybala e Oriana Sabatini aspettano una bambina. L’annuncio social è pieno di emozioni e gioia

Sky e NOW portano l’attesissima “IT: Welcome To Derry” al Lucca Comics & Games