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Chef a tutti i costi. Ai limiti del buonsenso?

C’era una volta…
C’era una volta che a “giocare col cibo” ci si divertiva tanto. Chi ricorda i pranzi serviti del mitico Corrado Mantoni? O le ricette del frate di Mattina 2? O ancora meglio, gioia per gli occhi, i balletti della morbidona Antonella Clerici? Gioia per le orecchie dei bambini, erano balletti basati sulle canzoncine dello zecchino d’oro quali il cuoco pasticcione o le tagliatelle di nonna Pina; gioia per i papà che vedevano saltellare le morbide curve di “Antonellina” gradendo parecchio; meno gioia per i palati, visti i pasticci talvolta combinati. Commestibili o meno, certo non erano il massimo della presentazione, ma quante risate… Fortuna che Antonella ce lo concede ancora. E anche la “Parodina” Benedetta che con il suo menù su La7 ci regala sempre qualche chicca. Bada molto alla forma, ma sempre con il sorriso in viso. E qualche pasticcio di tanto in tanto. Contento anche Ricci che ha ogni settimana del buon materiale per i suoi nuovi mostri.
Nel 2013, ad un paio d’anni dall’avvento del digitale terrestre, la cucina in televisione è stata ulteriormente sdoganata. Oltre alle sette reti nazionali e le varie reti locali, ci siamo riempiti di canali cosiddetti TEMATICI. In alcuni casi meglio, in altri peggio. Vedansi canali di proprietà di multinazionali quali Real Time e Cielo. Il dramma è che nel 90% dei casi, questi canali non trasmetteranno mai una nuova edizione del gioco delle coppie od ok, il prezzo è giusto (Roba triste, vero?) perché saranno troppo impegnati ad acquistare format americani più o meno di successo. Forse non piacciono ma incutono curiosità nella famiglia italiana.
Cosí la cucina, da allegro angolo familiare per cantare, ballare e prendere spunto, è diventato quasi un thriller. Ad opera di un celeberrimo chef americano, Gordon Ramsay, che con estrema arroganza gira per le cucine dei ristoranti americani e boccia qualsivoglia piatto solo perché non cucinato da lui. Con l’atteggiamento da bullo, maleducato e cafone.
L’apice del cattivo senso è stato raggiunto con l’ormai noto Masterchef, in cui gli insulti non partono da una sola persona, bensì da tre. Fanno share, il brutto e cattivo paga. I concorrenti si adeguano, si fanno insultare, quasi calpestare da queste tre nullità (chi è Carlo Cracco? Un premio nobel? No, ha brevettato il tuorlo d’uovo marinato. Un genio. Non potevamo farne a meno eh… Figuriamoci gli altri due. Chi li ha mai sentiti prima?). Ma se questi concorrenti zerbino ci godono a farsi mangiare la testa dalla “giuria” per me non è un problema. Il vero problema è che oltre che brutti e cattivi sono pure odiosi e maleducati. Si permettono il lusso di sputare nel lavandino davanti a migliaia di spettatori, lanciano i piatti come se fossero frisbee, gettano nell’immondizia ottimo cibo… Solo perchè la frittatina ha un angolo che è stato cotto 4 secondi in più del dovuto. Aborro! (Mughini docet) siamo costretti a sorbirci le critiche e le urla di questa gentaglia che di soldi ne ha in avanzo e non pensa che, vista la crisi, c’è gente che non ce la fa a mangiare un piatto di pasta al sugo. E loro fanno volare i piatti? Orrore!
Certo é che la televisione ormai ha avuto una caduta di livello e di stile pazzesca. Nessuno fa nulla per far meglio. E allora ben vengano le sacrosante risate e i teneri sorrisi di Benedetta e Antonella. E questi “chef” brutti, cattivi e maleducati, imparíno un po’ di bon-ton che non fa male di certo. Oppure si decidessero a dare un po’ di buon esempio. Tipo aprire una tantum i loro ristoranti a famiglie in difficoltá e offrirgli un piatto caldo e sostanzioso, e bando alla presentazione. Saranno sicuramente piú degni di nota. E non si sa mai che qualcuno dei commensali si erga a critico dei piatti mangiati “non é proprio buonissimo ma lo mangio uguale”. Non é necessario usare sempre la cattiveria, lanciare i piatti… Accantoniamoli no? In fondo non tutte le ciambelle escono col buco! Ma se quel modo di fare paga, non è sempre necessario uniformarsi a questo abominio.

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