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Trame e te

Ci sono lavori duri. Quello in fabbrica che ti rende un automa, quello del contadino che ti spacca la schiena seppur coi polmoni puliti, della casalinga che ti spacca e basta, del dottore che ti rende insensibile, del barista che ti rende acido, del becchino che ti rende antipatico a tutti e della modella che ti rende antipatica per altre ragioni.
Nel settore edilizio ti sporchi, prendi polvere, ci sono i rumori e rischi di farti realmente male. In quello turistico non hai orari, devi ripuliti di ogni singolo pelo che non sia capelli o sopraciglia, devi sorridere anche se hai trovato traffico e vorresti ammazzare tutti e soprattutto lavori dove e quando gli altri si divertono.
Nella sezione finanziaria gestisci soldi che non sono tuoi, hai orari sballati, il tuo successo dipende a volte da un tipo americano che si chiama Dow Jones e che ha una mano sproporzionata (in particolare l’indice) e che forse sta tutto il tempo a mangiare un hamburger. E nella maggior parte dei casi devi gestire moglie, ex-moglie e amante.
In ambito alimentare il discorso è ampio. Ci son quelli che ci lavorano a livello industriale che ormai non mangiano nulla perché “se tu vedessi come viene fatto”, e quelli che agiscono a livello locale e che non hanno vita sociale e spesso hanno la panza. Provateci voi ad alzarvi di notte per fare le sfogliatelle pronte da portare a tavola a mezzogiorno, o le mozzarelle o il pane!
Poi ci sono i lavori che fruttano tanti soldi e quelli che fruttano successi personali e giusto il minimo per mettere 20 euro di benzina una volta la settimana. O quello dell’ortolano, che frutta. E basta.
Insomma, il lavoro è lavoro, altrimenti si chiamerebbe mojito.
Ma i mestieri che meritano rispetto più di tutti, più di un minatore di carbone, più di un bagnino che salva vite umane, più di un autista di bus in Costiera Amalfitana, sono 2 (togliendo ovviamente quello della mamma):

  • Il povero Cristo che deve bippare Gordon Ramsay;
  • Lo sceneggiatore.

Da quando ha iniziato i suoi programmi, chef Ramsay ha fatto fuori decine e decine di concorrenti, ma i bippatori che si sono susseguiti sono molti di più. Nessuno è durato più di 2 puntate. A parte una donna con le palle che è riuscita a resisterne 3 e in più ha bippato anche la frase che aveva messo Gordon in segreteria:

“salvebip, bipcanebip se state ascoltando questa bip di registrazione mi sembra bip ovvio che non sono in casa. Se bip proprio avete urgenza di dirmi qualcosa di cui non me ne frega una bip di mazza, parlate dopo il beeeeeeeeep, anzi dopo il segnale acustico. Ora vado a cucinare un bip halibut.”


Ma il sudore del bippatore è nulla in confronto allo sforzo sovrumano che fa lo sceneggiatore. Cercare, cioè, quasi inutilmente, di rendere originale una storia trita e ritrita.
Film per ragazzi: giovincello emarginato e con problemi in famiglia, che stringe amicizia con un tipo all’apparenza bislacco, che gli insegna però i valori che lo renderanno il più figo della scuola.
Film romantico: uno si innamora di una che però è innamorata del di lui amico.
sceneggiatoriIn questo caso le variabili sono due: il poverino in questione cerca di conquistare la giovinetta facendosi consigliare da una ragazza sfigata (si, può essere la protagonista della trama citata sopra) e alla fine si innamora proprio di lei dopo ci ha fatto l’amore ansimando come un maratoneta agli ultimi chilometri e manda amorevolmente a cagare la sua inutile vecchia cotta; oppure scopre che l’amico si innamora a sua volta della stessa ragazza e li lascia vivere felici e contenti (qui poi si entra nella fantascienza) perché è occupato a cercare il suo IO interiore.
Film per bimbominkia: ambientato in una scuola dove studiare è l’ultimo pensiero e i dialoghi sono tutti “bella frà”, “ma proprio una cifra”, “aspè che mò twitto”, “i miei genitori non mi capiscono”… etc etc.
Film horror: una casa è maledetta. Il giorno dura come un semaforo verde. La notte dura come una partita di Holly e Benji. Le persone hanno una predilezione nel nascondersi in posti angusti e la musica mette più paura delle immagini.
Film impegnato: non lo so. Non l’ho mai visto.
Film di fantascienza: un giovane, e ripeto GIOVANE riesce ad andare via di casa perché ha trovato il lavoro dei suoi sogni. E qui deve essere bravo il tipo degli effetti speciali…in confronto AVATAR gira sul Commodore64.
Ricordate, qualsiasi lavoro facciate, a meno che non siano i sopra citati, c’è sempre qualcuno che potrebbe sbuffare più di voi.
#aforzadisbuffarerestisenzafiato
La risposta alla domanda precedente è: Mozart. O l’architetto Fuksas.
Chi, prima di parlare, riflette sempre?

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