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Guardia di Finanza: a Foggia detenuti e percettori del Reddito di Cittadinanza. Denunciati in 30

Di Michele Toschi

Foggia. Trenta soggetti, che regolarmente percepivano il Reddito di Cittadinanza pur non avendone – in tutto o in parte – diritto perché condannati per gravi reati, sono stati scoperti dai finanzieri del Comando Provinciale di Foggia – Compagnia di San Severo, al termine di un’accurata attività ispettiva che le Fiamme Gialle foggiane hanno condotto nei confronti di 169 soggetti i quali, dall’entrata in vigore della citata misura di sostegno economico, sono incorsi in seri guai con la Giustizia tanto da trovarsi poi in stato di reclusione.

Operazione della Guardia di Finanza nel Foggiano

Il Reddito di Cittadinanza, come noto, è stato introdotto con lo scopo di combattere situazioni di povertà e di disuguaglianza sociale, ma il dettato del legislatore in merito è oltremodo chiaro prevedendo al riguardo requisiti precisi per potervi accedere, cosa che 30 delle posizioni controllate non avevano per vari motivi quali l’intervenuto stato di detenzione carceraria oppure una detenzione intervenuta già prima della presentazione della domanda.

Ad incappare nei controlli dei Finanzieri anche persone facenti parte dello stesso nucleo familiare dei detenuti le quali, omettendo di comunicare condizioni di carcerazione dei propri congiunti (anche se intervenute successivamente) hanno continuato a percepire il sussidio per intero mentre la legge, in questi casi, prevede apposite riduzioni sull’importo dell’assegno.

L’illecito in questione, secondo quanto calcolato dagli investigatori, è quantificabile in circa 200 mila euro che l’INPS ha puntualmente elargito nei confronti di tali soggetti sulla base di dichiarazioni mendaci e/o irregolari.

Da notare come tra i nuclei familiari finiti nel setaccio dei finanzieri figurino soggetti responsabili di gravi attività criminali quali associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione.

Tutte le posizioni illecite portate alla luce dai militari della GdF foggiana sono state immediatamente segnalate all’INPS per il conseguente provvedimento di revoca del citato beneficio economico, nonché denunciate alla locale Procura della Repubblica per le varie ipotesi di falso emerse nel corso dell’indagine.

La Guardia di Finanza, grazie ai penetranti mezzi d’indagine di cui è dotata e che si integrano con un know how di tutto rispetto in materia patrimoniale e finanziaria, ancora una volta evidenzia il suo insostituibile ruolo nella ricerca e repressione d’ogni forma di illecito che mira ad attingere indebitamente risorse dalle casse pubbliche.

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