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Guardia di Finanza: Trieste, intercettato al porto un carico di 230 mila capi contraffatti proveniente dalla Turchia e destinato alla Repubblica Slovacca

Di Fabio Mattei

Trieste. C’erano i marchi (contraffatti) delle più note griffe della moda mondiale tra i 230 mila capi d’abbigliamento che i Finanzieri del Comando Provinciale di Trieste, unitamente al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno rinvenuto e sequestrato nel porto del capoluogo giuliano.

L’operazione della GdF, oggi, a Trieste

La merce – il cui valore commerciale si attesta intorno ai 20 milioni di euro – è stata rinvenuta a bordo di un autoarticolato proveniente dalla Turchia ed avente come destinazione la Repubblica Slovacca.

Sul mezzo, occultati tra altri generi di abbigliamento, borse e scarpe di marchi low cost utilizzati come carico di “copertura”, erano infatti presenti prodotti con i marchi contraffatti di notissimi brand mondiali come Adidas, Balenciaga, Burberry, Canada Goose, Calvin Klein, Diesel, Dolce & Gabbana, Fila, Gucci, Lacoste, Moschino, Prada, Valentino, Versace e molti altri, che finanzieri e doganieri sono comunque riusciti a scovare tra il sempre intenso traffico-merci del citato scalo marittimo, ciò grazie ad una mirata attività di vigilanza e riscontro doganale.

In questi casi, tra un normale controllo a campione ed un controllo a target, la differenza è determinata dalle cosiddette “analisi di rischio”, ovvero da un’attenta attività di incrocio-dati principalmente effettuata su provenienza, rotte di navigazione e natura delle merci in transito, in molti casi integrata dall’ausilio di sofisticate apparecchiature scanner che permettono agli operatori di visionare, con sufficiente chiarezza, il contenuto di un intero container così come il vano d’un grosso automezzo senza dover necessariamente procedere alla loro apertura e ad un conseguente svuotamento del carico da ispezionare.

Nell’odierna operazione, infatti, le immagini fornite dallo scanner altro non hanno fatto che confermare i precedenti elementi di criticità emersi in corso di analisi, permettendo dunque a militari della GdF e funzionari della Dogana di andare praticamente a colpo sicuro nello scoprire l’illecito carico, peraltro talmente ben riprodotto che, per accertarne senza ombra di dubbio l’elevato livello di contraffazione che lo distingueva, si è resa necessaria una perizia.

A conclusione dell’attività, che ancora una volta pone in risalto la transnazionalità di questo diffuso fenomeno criminoso in grado d’incidere pesantissimamente sui fatturati di aziende produttrici e rivenditori, il titolare della ditta slovacca a cui il carico era destinato è stato denunciato per il reato di contraffazione.

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