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Guardia di Finanza: Torino, arrestato al terminal bus un corriere nigeriano che aveva ingoiato oltre 100 “ovuli” contenenti eroina e cocaina

Di Michele Toschi

Torino. Voleva forse battere un record (quello dell’incoscienza soprattutto) il corriere di droga, arrestato dai finanzieri del Comando Provinciale di Torino, che aveva ingoiato oltre 100 “ovuli” contenenti cocaina ed eroina purissime.

L’uomo, un 35enne nigeriano, era partito da Parigi a bordo di un autobus di linea con destinazione finale Venezia ma, una volta giunto al terminal torinese di Corso Vittorio Emanuele II, è incappato in un controllo delle fiamme gialle peraltro presenti sul posto con due unità cinofile.

Il controllo, che ad un primo momento sembrava dare esito regolare, ha però subìto uno sviluppo allorquando i militari della GDF, che per addestramento ed esperienza operativa sono molto attenti a taluni particolari, hanno notato un atteggiamento di strano nervosismo nell’uomo.

Sospettando di trovarsi di fronte ad un corriere c.d. “ovulatore”, hanno così deciso di portarlo all’ospedale cittadino delle Molinette per eseguire radiografie sulle sue cavità endoaddominali che, difatti, mostravano chiaramente la presenza di numerosi corpi estranei, successivamente recuperati, che hanno così confermato il traffico di droga che lo stesso corriere nigeriano aveva tentato di realizzare.

La tecnica di ingoiare ovuli in plastica o cera contenenti stupefacenti, è in realtà utilizzata da molto tempo (specialmente dai trafficanti sudamericani) per introdurre droga provenendo da Paesi esteri.

Alcuni degli ovuli sequestrati

La difficoltà per questi “ovulatori” sta però nel passare i serrati controlli anti-droga che avvengono negli aeroporti, nei porti o nelle stazioni ferroviarie, per tale motivo, ben sapendo che le unità cinofile e gli scanner possono facilmente rinvenire tra i bagagli la droga, tentano così di ingoiare un certo quantitativo di stupefacente contenuto in diversi ovuli (generalmente una o due decine) che poi, una volta giunti a destinazione, “recuperano” espellendoli anche grazie ai lassativi.

Il rischio (oltre a quello di essere scoperti) sta però nella tenuta degli ovuli stessi, poiché basta che uno solo si apra accidentalmente nelle viscere per provocare – nel giro di pochissimo tempo – la morte del corriere per avvelenamento.

In questi casi l’abilità dei militari diviene dunque doppia poiché, oltre a saper “selezionare” nei controlli l’ipotetico “corriere-ovulatore”, occorre che questo non venga fatto agitare oltre il dovuto prima di aver raggiunto il nosocomio dove sarà sottoposto alle radiografie e dove, in caso di emergenza, è comunque presente il personale medico di pronto soccorso.

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