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Marina Militare, presentato il calendario 2020 a bordo della nave Amerigo Vespucci a Trieste

di Maria Enrica Rubino

TRIESTE. Il grido degli uomini e delle donne della Brigata Marina San Marco riecheggerà anche dalle pagine del calendario della Marina Militare 2020 per valorizzare la storia e il presente della Brigata e i suoi valori fondanti come il coraggio, la lealtà, la dedizione, l’onore e l’amor patrio.

La conferenza stampa a bordo della nave Amerigo Vespucci a Trieste

Questa edizione del calendario ha come leitmotiv “La Marina militare vista attraverso gli occhi della Brigata Marina San Marco” raccontata attraverso gli scatti del fotografo Massimo Sestini. A presentarlo su nave Amerigo Vespucci in porto a Trieste, ospite della regata internazionale “Barcolana 51”, è il comandante Alessandro Dionigi, capo ufficio Immagine e Promozione della Marina in occasione della conferenza stampa che si è svolta questa mattina a bordo per presentare la settimana velica Internazionale 2020 Accademia di Livorno.

La Forza Armata dedica il calendario 2020 alla Lega del Filo d’Oro, associazione che dal 1964 è impegnata per migliorare la qualità della vita delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, assistendole, educandole, riabilitandole e reinserendole in famiglia e nella società.

“In dodici mesi di durissima lotta la Brigata Marina, caso unico di una grande unità durante la I Guerra Mondiale, non ebbe a lamentare alcun prigioniero, un dato che da solo dice veramente tutto sulla determinazione e sul senso di appartenenza di questi uomini: nessuno resta indietro” così si legge nelle pagine del calendario, a firma del Capo di Stato Maggiore della Marina, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone.

La nave Vespucci in porto a Trieste

La Brigata trae origine dalle fanterie di marina degli stati preunitari e rappresenta un elemento di grande importanza sia per il dominio marittimo sia per la politica estera nazionale.

Il moderno “San Marco” e la sua storia sono legati soprattutto agli anni della Grande Guerra e, in particolare, alla difesa di Venezia. Nel novembre del 1918 durante la battaglia di Vittorio Veneto, gli uomini di Marina vinsero ogni resistenza proseguendo fino alla liberazione di Trieste.

Fu il Re Vittorio Emanuele III a decretare il 17 marzo del 1919 che il Reggimento Marina avrebbe assunto il nome di Reggimento “San Marco”. Il 25 Marzo 1919, in piazza San Marco, una rappresentanza dell’allora reggimento ricevette l’investitura ufficiale da parte della città, in segno di riconoscenza per “la salvezza garantita” suggellata dalla concessione alla Brigata della denominazione e dell’emblema del proprio santo Patrono da parte della città lagunare, unitamente al grido di battaglia: San Marco!

Il Leone di San Marco è la rappresentazione simbolica dell’evangelista san Marco, raffigurato in forma di leone alato, ed è secolare simbolo della città di Venezia e della sua antica Repubblica.

La Brigata è sempre stata impiegata nei teatri operativi che hanno visto la partecipazione dell’Italia, a partire dallo sbarco a Corfù (1923) passando per le operazioni della Seconda Guerra Mondiale (Grecia e Jugoslavia, Africa settentrionale, Tunisia, Corsica) fino ai giorni nostri con le operazioni, tra le altre, in Libano, Golfo I e II, Iraq, Afghanistan e l’Operazione europea Sophia.

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