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NAVE DICIOTTI, CAVALLO DI TROIA PER ROMA O PER BRUXELLES?

Di Alexandre Berthier

Roma. Gli italiani di oggi sono quelli di sempre, così così, ma i militari italiani di oggi certamente non sono più come quelli di ieri! Il pattugliatore d’altura “U. DICIOTTI”, in esercizio dal marzo 2013, con un organico di 41 uomini di equipaggio e la capacità di imbarcare sino a 600 persone, non è un pedalò né una nave da crociera.

Migranti a bordo di nave Diciotti

È invece una nave da guerra! Però, che notizia! Infatti, il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera è un corpo della Marina Militare! Sembra che questo concetto sfugga a tutti, a partire dal Ministero della Difesa, dalla Magistratura militare, dai solerti consiglieri giuridici militari, ovunque sovrabbondanti quanto evidentemente inutili o inascoltati.

Si, ciò che sta avvenendo sulla nave Diciotti e ciò che ad essa dovrebbe essere ricondotto è abnorme. Giova precisare che per i fatti reato avvenuti al di fuori del territorio nazionale la competenza, a seconda della giurisdizione, è della Procura Militare di Roma ovvero della Procura della Repubblica di Roma.
Dunque, la Procura della Repubblica di Agrigento ad occhio e croce potrebbe avere rivendicato indebitamente una competenza che potrebbe forse avere la consorella di Roma o, ancor prima, spetterebbe al Procuratore Militare di Roma.

Convocare poi il comandante della Diciotti presso la sede della Procura di Catania – facendogli abbandonare il comando in un momento
particolarmente critico – è un’altra inopportuna e grave invasione di campo. Peraltro il comandante della Diciotti ha titolo – e solo lui!!! –
quale ufficiale di Polizia giudiziaria (come tutti gli ufficiali del Corpo), comandante di corpo sulla sua nave, e quindi primo tra gli
ufficiali di P. G. militare presenti sulla nave, a rapportare all’autorità giudiziaria la notizia dei reati di cui è venuto a conoscenza. Cosa c’entra
quindi l’ottimo Procuratore della Repubblica di Agrigento? Semplicemente non c’entra!
Ma il cuore del problema è un’altro: non è questione di destra o di sinistra; questo Paese semplicemente non vuole essere governato come non è mai stato governato nell’Italia repubblicana.

Dal 1946 ad oggi abbiamo cambiato 68 Governi: tutti fanno finta di niente!!! Ora abbiamo un Governo sicuramente diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto dal 1948 ad oggi, ma volendo doverosamente, ma anche un poco ingenuamente, cambiare le cose, sta annaspando sommerso da emergenze (autobotte esplosa a Bologna, ponte Morandi a Genova, impegni arditi presi con l’elettorato, scadenze tremende come la legge di bilancio).

In tutto questo, si innesta il rigurgito di orgoglio nazionale tendente a mettere fine all’incredibile scandalo dell’accoglienza illimitata e incontrollata ereditata dagli ultimi Governi. Politica condotta in prima persona dal ministro dell’Interno, istituzionalmente competente, non sorretta però univocamente dalla maggioranza e avversata dall’opposizione (in modo abbastanza risibile) e da numerose realtà che influenzano l’opinione pubblica e i mercati, legittimando in qualche modo interventi a gamba tesa della Magistratura.
Concludendo, occorre enucleare dei punti fermi: il Ministro dell’Interno è la sola Autorità nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica! Le
Forze di polizia – tutte, Capitanerie di Porto comprese, ai fini dell’ordine e sicurezza pubblica – dipendono esclusivamente da lui e non
dalla Magistratura, nè dal presidente del Consiglio nè dal capo dello Stato!

I migranti a bordo della Diciotti non sono cittadini italiani, nel nostro ordinamento giuridico sono dei bei fuori legge, non sono sequestrati da nessuno – questi paroloni senza senso lasciamoli stare – anzi sono generosamente ospitati, a spese dei contribuenti italiani! Sono solo trattenuti in attesa di determinazioni che dovranno arrivare dalla Commissione europea, unica responsabile del tempo trascorso e che ancora
dovrà passare.

Il Governo italiano farà bene, se l’Europa continuerà a glissare la problematica, ad individuare un’area dove custodire i clandestini che comunque arrivano in Italia. Un’ottima soluzione sarebbe l’isola dell’Asinara che sin dalla Prima guerra mondiale fu destinata a
lazzaretto e in tempi recenti a reclusorio con annessa colonia penale agricola e che ora è un inutile parco naturale.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini

Inutile nel senso che abbiamo problemi ben più gravi che proteggere quattro sassi con due fichi d’india. Quella sarebbe certamente una collocazione temporanea adeguata, in attesa degli irrinunciabili rimpatrii o ripartizione tra i Paesi dell’Unione Europea.
Ma tutto quanto precede è frutto di un ragionamento da persona normale, “frigido pacatoque animo“! Cioè qualcosa sempre più difficile da trovare e concepire.
Sfortunatamente la partita in gioco è un’altra. Si tratta di riportare il Paese nella ormai tramontata normalità, di essere trattati con la dignità
di un vero Stato che ha avuto un grande posto nella storia del mondo ma che da anni si dibatte in problemi gravissimi, spesso inspiegabili,
incomprensibili e inconciliabili con la civiltà propria del mondo occidentale.
Ora, solo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini sembrerebbe perseguire questo obiettivo ma a volte non sembra esserne convinto neppure lui e talora appare pure incomprensibilmente e stranamente arrendevole. Eppure lui avrebbe tutti i poteri necessari per aiutare l’Italia a normalizzarsi e può avvalersi di una organizzazione poderosa: il Viminale e quei funzionari eccezionali dello Stato che sono i Prefetti!
Però, più che a Bruxelles la partita si gioca nel porto di Catania!

I bambini 17enni (?) sbarcati ieri sera, non li avrei fatti sbarcare. I parlamentari che vanno e vengono sulla Diciotti non li farei salire. Le navi della Guardia Costiera le farei rimanere attraccate nei nostri porti!
E chi dissente va messo da parte …
Un antico adagio recitava: “A che serve avere il potere se non se ne abusa?”. Signor Ministro, non sia timido. Lei deve comandare! Niente
preghiere, a nessuno!
Auguri Italia!

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