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Repubblica Centrafricana, l’apporto militare dei francesi contro il terrorismo e la pirateria marittima. Mentre si lavora ad un processo di pace con i gruppi ribelli

Di Valeria Fraquelli

Parigi. La Marina Francese sarà al fianco dei militari della Repubblica Centrafricana contro il terrorismo e la pirateria marittima e per garantire la sicurezza sia per le merci più sensibili sia per le persone.

La collocazione della Repubblica centrafricana

La Repubblica Centrafricana si trova in una situazione drammatica. Mancano soprattutto cibo e medicinali e tante persone scelgono di immigrare illegalmente per sfuggire alla miseria e alla mancanza di un lavoro stabile.

Dal 6 febbraio è stato firmato un accordo tra il Governo e 14 gruppi armati ed ora qualcosa si sta muovendo. Ma sarà la volta buona? Riuscirà l’accordo di pace a chiudere la stagione delle violenze definitivamente?

La Francia sta cercando in tutti i modi di aiutare il Paese centroafricano, con uomini e mezzi adeguati e sicuri. La scelta di schierarsi sul confine tra Repubblica Centrafricana ed il Congo è stata ponderata e ragionata perché si tratta di una zona strategica e molto delicata.

In questa zona, infatti, il pericolo di attacchi è molto alto ed il numero di ordigni improvvisati che si incontrano è enorme. L’insicurezza e l’instabilità dell’area creano una situazione di caos e di precarietà che difficilmente potrà essere risolta e porta a sua volta all’incertezza politica che sembra non avere mai fine.

Ed è proprio l’instabilità che spinge la popolazione ad emigrare, a cercare fortuna all’estero, ed è quello che sia le forze della Repubblica Centrafricana sia le forze francesi vogliono a tutti i costi evitare. I giovani tendono lasciare la loro terra perché non vedono un futuro sereno in cui potere mettere a frutto tutte le loro capacità.

Il nuovo accordo di pace e l’aiuto dato dalle Forze Armate francesi mirano a rendere la Repubblica Centrafricana un Paese di opportunità in cui i bambini possono crescere e i ragazzi possono trovare un lavoro.

Un soldato francese in un villaggio della Repubblica Centrafricana

Non si può ancora dire se l’intesa viene realmente rispettata o no. Da troppo poco tempo è entrata in vigore. Si spera che venga rispettata da tutti, che tutti ci credano fermamente nel fara entrare pienamente in vigore, per un’ampia condivisione di ideali e di obiettivi per il futuro.

Per adesso si sa che il nuovo accordo prevede la partecipazione di tutti, anche di gruppi armati, per dare una pace definitiva al martoriato Paese.

Fare partecipare anche i gruppi armati alle conferenze di pace, stimolarli a prendere una posizione di non violenza vuole dire farli sentire utili. E’ un’occasione di dialogo preziosa.

I cittadini chiedono la pace

Certo che i rappresentanti dei gruppi armati verranno messi in carcere per tutte le atrocità di cui sono responsabili ma farli partecipare ai lavori per costruire la pace è una occasione unica per loro e per lo stesso governo della Repubblica Centrafricana.

Un processo il più possibile inclusivo è più forte di un semplice processo al quale partecipano solo le elites. Forse è proprio quello che ci vuole per permettere alla Repubblica Centrafricana per ripartire ed essere più unita e forte.

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