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Guardia di Finanza: Civitavecchia, due pescatori di frodo sorpresi con oltre 9.000 ricci di mare la notte di capodanno. Elevate sanzioni per complessivi 24.000 euro

Di Marco Lainati

Civitavecchia. Per il “lavoro” che intendevano portare a termine non c’era bisogno di alcun “green pass”, e visto che si trattava di un qualcosa di illecito avevano pensato di agire nella notte più particolare, quella di capodanno.

Confidando in un allentamento dei controlli da parte delle Forze di Polizia e della Capitaneria di Porto, due pescatori professionisti, entrambi provenienti dalla provincia di Barletta-Andria-Trani, con mute e bombole da sub avevano cosi agito praticamente indisturbati sui bassi fondali della zona litoranea delle piscine San Giorgio, nel territorio di Tarquinia (VT), infilando nei loro borsoni qualcosa come più di 9.000 ricci di mare (che sul mercato parallelo dei prodotti ittici vengono rivenduti a circa 1 euro l’uno).

GDF – contrasto pesca di frodo

Quando il bottino sembrava ormai acquisito ed il lauto guadagno praticamente assicurato, per i due pescatori di frodo è però arrivata la sorpresa meno gradita alle soglie del nuovo anno che stava per ormai giungere, nello specifico rappresentata dai finanzieri del Reparto Operativo Aeronavale (ROAN) di Civitavecchia che (è il caso di dirlo) li hanno letteralmente sorpresi con le mani nel sacco.

Ad interrompere l’attività illegale di due scaltri subacquei ci hanno pensato i militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Civitavecchia, che li hanno sorpresi proprio mentre si accingevano a guadagnare inosservati la riva con il ricco “raccolto” di cui sopra (a fronte dei non oltre 50 esemplari a pescatore consentiti dalla vigente normativa).

Le fiamme gialle civitavecchiesi in forza alla locale Stazione Navale erano impegnate in un’attività di pattugliamento nel tratto di costa a nord della città laziale, ma qualcosa ha però attirato la loro attenzione nonostante ci fossero tutti i presupposti per la classica notte di calma piatta sul mare, ed a marinai molto esperti quanto profondi conoscitori di certe dinamiche è così bastato attendere il momento giusto per intervenire.

I due pescatori in questione (non professionisti del settore) sono così stati verbalizzati con sanzioni pecuniarie da circa 12.000 euro ciascuno, mentre l’ingente quantitativo di ricci – fortunatamente ancora vivi – sono stati rigettati in mare e dunque recuperati al loro ambiente naturale.

Vedetta 813 – GDF VV

Quella della pesca di frodo in generale è una piaga che il Servizio Navale della Guardia di Finanza contrasta da sempre, e che nel nostro Paese ha spesso tragicamente causato una vera e propria desertificazione sui fondali dei nostri mari; una piaga che ha però risvolti anche finanziari atteso che le specie ittiche catturate in maniera illecita finiscono con l’alimentare un mercato parallelo svincolato da ogni imposizione fiscale, oltre che da ogni vigilanza sanitaria, andando così a penalizzare un intera filiera produttiva, commerciale e di trasformazione che opera nel rispetto delle regole ma che, in questi casi, subisce tutte le conseguenze della sleale concorrenza.

Anche per segnalare queste illeciti la Guardia di Finanza ricorda a tutti i cittadini che è sempre possibile contattare il numero di pubblica utilità del Corpo “117”, attivo – 24 ore su 24 – in tutto il territorio nazionale.

 

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