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Il ritorno di Arthur Fleck e la pesante eredità (senza Folie À “Deux”) di un capolavoro: Joker 2 è nuovamente l’interpretazione di Phoenix

Il sequel del celebre film del 2019 di Todd Phillips con protagonista il controverso e folle clown torna sul grande schermo dal 2 ottobre

Joker: Folie à Deux segna il ritorno, attesissimo, di Joaquin Phoenix nei panni dell’iconico e controverso Joker nonché il tormentato Arthur Fleck, affiancato da Lady Gaga nelle vesti di Lee, ovvero Harley Quinn. Si tratta di un sequel che esplora la psiche del personaggio del Joker (dopo i crimini commessi) con profondità, perdendo tuttavia l’impatto travolgente e originale del primo Joker di Todd Phillips, tra virate musicali e una trama meno incisiva.

Dopo cinque anni di attesa, Joker: Folie à Deux approderà domani, 2 ottobre 2024, nelle sale cinematografiche italiane con l’obiettivo di raccogliere l’eredità (riuscendoci parzialmente) del celebre Joker del 2019, pellicola che ha incassato oltre un miliardo di dollari e portato Joaquin Phoenix a conquistare l’Oscar per la sua incredibile interpretazione del folle personaggio di Gotham City. Il sequel, firmato nuovamente da Todd Phillips, ripropone Phoenix nei panni dell’inquieto Arthur Fleck e introduce Lady Gaga come sua co-protagonista, in un film che tenta di esplorare la complessa dualità psicologica del folle clown/del fragile e logorato uomo, attraverso l’arte visiva, il dolore, l’amore contorto, la fama, la voglia di rivalsa e, soprattutto, la musica.

Luci e ombre di un sequel atteso da un lustro

Se il primo capitolo era un’introduzione in stile studio psicologico dell’uomo dietro il mostro, portato a trasformarsi in tale, Joker Folie à Deux cerca di ampliare il ritratto dell’antieroe, mostrandone la vulnerabilità e la schizofrenia in una maniera più creativa ma non abbastanza approfondita (o almeno non come ci si aspettava), ottenendo risultati altalenanti. La narrazione principale si sviluppa all’interno del manicomio di Arkham, dove Arthur è rinchiuso dopo i crimini commessi come Joker. In questo ambiente claustrofobico e pregno di abusi di potere e conseguenti ingiustizie di ogni sorta, assistiamo alla sua discesa ulteriore nella follia, mentre si confronta con la propria identità e con i sentimenti che emergono verso un nuovo personaggio femminile, la decisamente celebre Harley Quinn, interpretata da Lady Gaga.

Dall’acclamato sceneggiatore, regista e produttore Todd Phillips arriva dunque al cinema “Joker: Folie À Deux”, l’attesissimo sequel di “Joker”, vincitore dell’Oscar® nel 2019 che ha incassato come suddetto più di 1 miliardo di dollari al botteghino globale, affermandosi come il film vietato ai minori dal maggior incasso di tutti i tempi. Questo nuovo capitolo ha come protagonista ancora una volta Joaquin Phoenix nel suo doppio ruolo da Oscar®, di Arthur Fleck/Joker, al fianco della vincitrice del Premio Oscar® Lady Gaga (“A Star Is Born”).

Nel sequel, Arthur Fleck è recluso nel manicomio di Arkham essendo in attesa di essere processato per i crimini commessi, ovvero cinque omicidi (che sono quelli noti a dispetto di un altro è tenuto segreto). Mentre lotta con la sua doppia identità e i suoi demoni, Arthur non solo scopre l’amore intenso e ricambiato, ma trova anche la musica che ha sempre avuto dentro di sé e, attraverso di essa, riesce ad esprimersi.

Fanno parte del cast del film i candidati all’Oscar® Brendan Gleeson (“Gli spiriti dell’isola”) e Catherine Keener (“Scappa – Get Out”, “Truman Capote – A sangue freddo”), insieme a Zazie Beetz, che riprende il suo ruolo in “Joker”.

Musical e psiche: un equilibrio instabile

Una delle novità più sorprendenti (in senso di radicale) di Folie à Deux è proprio la componente musicale. Sebbene le performance canore di Lady Gaga siano impeccabili e quelle di Phoenix non siano assolutamente da meno, riuscendo inoltre a mantenere, (in ogni scena a prescindere da dialoghi o primi piani silenziosi quanto intensi), la stessa intensità che lo ha reso celebre e iconico come Joker nel primo film. La scelta di trasformare molte scene in numeri musicali, appare però spesso dissonante rispetto al tono e alla brutalità psicologica e immersiva per lo spettatore che caratterizzavano il primo Joker. La musica, pur servendo per incarnare ed esternare la dualità dell’animo di Arthur, il dolore interiore e il tormento dell’amore, finisce spesso per appesantire il ritmo e ridurre l’impatto emotivo.

Phoenix brilla nuovamente di spettacolare luce tutta sua oscurando il resto, ma manca la chimica con Gaga

Joaquin Phoenix è ancora una volta magistrale, regalando al suo personaggio nuove incredibili sfaccettature e ulteriore profondità. Il suo Joker è tormentato, lacerante e magnetico, capace di catturare l’attenzione in ogni scena, anche solo con il suo sguardo che dice più di qualsiasi parola. Tuttavia, la chimica con Lady Gaga non raggiunge le aspettative, soprattutto quando ci si immagina Joker insieme ad Harley Quinn.

Entrambi gli attori portano in scena il meglio di sé, manca però quella connessione e la scintilla che avrebbe dovuto rendere più potente e coinvolgente il loro rapporto, soprattutto in un contesto che esplora amore, follia e disperazione. Nonché ricerca spasmodica e viscerale di un complice e vero e proprio “partner in crime”. Il risultato, nonostante la grande qualità delle singole interpretazioni (specie quella di Phoenix), le nuove interessanti new entry come i graditi e fondamentali ritorni, vede comunque apparire il rapporto tra i due opaco quando in realtà avrebbe dovuto essere accecante e travolgente oltre ogni limite.

Un film visivamente impeccabile, ma non all’altezza del primo

Sul piano visivo, Joker: Folie à Deux mantiene la stessa qualità elevata del suo predecessore. La fotografia di Lawrence Sher è straordinaria, giocando con luci e ombre per sottolineare i momenti di tensione e i conflitti interiori del protagonista, così come il caos dentro l’infernale manicomio di Arkham e quello fuori dalle sue mura, in una città sempre più in conflitto e in fermento per Joker e l’attesa dell’esito del suo processo, con il rischio della pena di morte (richiesta dal procuratore Harvey Dent) a pendere come una spada di Damocle sulla testa di Arthur e del suo alter ego.

Oltre a ciò la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir, è indubbiamente ottima, però ha meno capacità di amplificare l’intensità emotiva rispetto al primo film, pur essendoci scende intensissime e che vedono protagoniste performance canore di livello altissimo. Nel complesso Phillips ha cercato di ripetere la magia di Joker, il risultato però, seppur notevole sotto diversi punti di vista, non raggiunge lo stesso livello di eccellenza. Era dopotutto una sfida molto complessa, più incompleta che completamente disattesa. Dopotutto si sapeva che sarebbe stato difficile bissare un simile successo come quello del 2019, riprendendo un filone di tale livello e rimanere all’altezza di una novità ben scritta, girata e riuscita.

Un finale divisivo: conclusione di un ciclo o inizio di un nuovo percorso?

Il finale di Folie à Deux è probabilmente l’aspetto più controverso del film. Lasciando il pubblico diviso, spinge gli spettatori a prendere una posizione netta: o lo si ama o lo si odia. Questa ambiguità e linea marcatissima conclusiva, rappresenta forse il merito più grande del film, essendo coraggiosa e mantenendo viva la tradizione di Joker come opera che non lascia spazio all’indifferenza. Tuttavia, la sensazione generale è che la pellicola avrebbe funzionato meglio come parte di una trilogia interamente dedicata a Joker, esplorando a fondo l’evoluzione completa del personaggio senza deviazioni.

Probabilmente infatti questo sequel sarebbe stato più adatto come capitolo conclusivo dopo i primi due incentrati su Arthur/Joker. Il secondo capitolo avrebbe dovuto addentrarsi nella sua psiche spiegando ancor più nel dettaglio (di quanto comunque faccia già Folie à Deux) il dualismo che lo distrugge e la scissione che spesso appare prepotente prima dagli occhi e poi dai comportamenti di Arthur. Sarebbe stato ancor più affascinante, inoltre, vedere emergere anche il suo lato più oscuro senza freni di sorta alcuna e, soprattutto, senza nessuna dipendenza emotiva da qualsiasi altro individuo al di fuori di sé.

Ad ogni modo è certamente emozionante ritrovare il personaggio di Joker interpretato da Phoenix, poiché se ne approfondiscono gli aspetti riguardanti il suo conflitto interiore/psicologico, ovvero ciò che lo caratterizza di più e rende un personaggio tanto complesso quanto affascinante. Tuttavia la virata musical non ha aggiunto molto alla narrazione: per quanto incredibili le performance canore di Phoenix e Gaga, le parti più appassionanti sono quelle con i dialoghi e/o con le scene di intensi primi piani. Il film è oggettivamente ben fatto ma non è un capolavoro come il primo Joker e il personaggio, grazie a Phoenix, è nuovamente talmente intenso, lacerante e coinvolgente, quasi al punto di essere totalizzante mentre è il film a non esserlo.

Un sequel in sostanza ambizioso ma imperfetto

Joker: Folie à Deux non è l’opera mastodontica che molti attendevano ma è comunque un’opera interessante che arricchisce il personaggio di Arthur Fleck e quello del Joker, senza tradire lo spirito dell’originale, pur cambiando. Il poco equilibrio tra il dramma psicologico e la svolta musicale, unita a una chimica buona ma non esplosiva tra i protagonisti, impedisce al film di raggiungere le vette del primo capitolo. Tuttavia è giusto ribadire che Joaquin Phoenix rimane una forza della natura, capace di portare avanti, volendo, da solo un film che, per intensità e visione, è comunque un tassello significativo nella storia di Joker.

Phillips, nominato agli Oscar® per la regia, la sceneggiatura e la produzione di “Joker”, ha diretto e sceneggiato il film, basato sui personaggi della DC  e scritto a quattro mani con  lo sceneggiatore  candidato all’Oscar® Scott Silver. I produttori del film sono Phillips, la candidata all’Oscar® Emma Tillinger Koskoff e Joseph Garner mentre la protagonista Lady Gaga ha collaborato alla pellicola anche in qualità di consulente musicale. I produttori esecutivi sono Michael E. Uslan, Georgia Kacandes, Silver, Mark Friedberg e Jason Ruder.

Phillips torna a collaborare – dietro la macchina da presa – con il team di filmmakers già autore di “Joker” che include il direttore della fotografia candidato all’Oscar® Lawrence Sher, lo scenografo Mark Friedberg, il montatore candidato all’Oscar® Jeff Groth e la compositrice Hildur Guđnadóttir, che ha vinto la statuetta per il suo lavoro nel primo film. Entra a far parte della squadra la costumista nominata all’Oscar® Arianne Phillips (“C’era una volta a… Hollywood”, “Don’t Worry Darling”). Jason Ruder è il produttore esecutivo musicale del film, mentre i supervisori alle musiche sono Randall Poster e George Drakoulias. Casting a cura di Francine Maisler (i film “Dune”, “Challengers”).

Warner Bros. Pictures presenta una produzione Joint Effort, un film di Todd Phillips, “Joker: Folie À Deux”. Il film sarà distribuito nelle sale italiane il 2 ottobre 2024, dalla Warner Bros. Pictures.

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Copywriter e SMM per MyLab3D, NoMade Clothing, MetaLab e Foto Incise sul Legno. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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