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Nuova Zelanda, la preghiera del venerdì si trasforma in terrore per i musulmani di Christchurch. Ripercorriamo attraverso gli occhi del killer tutti i momenti della strage

Di Giusy Criscuolo

Christchurch (Nuova Zelanda). Nella giornata di ieri (per il fuso orario) in Nuova Zelanda, nella città di Christchurch, è stato compiuto, per la prima volta nella storia del Paese, un attentato terroristico di proporzioni inimmaginabili.

La disperazione di alcuni fedeli musulmani dopo la strage

La Polizia è stata avvisata che era in corso una sparatoria, in una moschea di Deans Ave, nei pressi di Hagley Park alle 13.53 di venerdì pomeriggio (ora locale). Si ritiene che l’uomo abbia iniziato a fare fuoco intorno alle 13.40 (ora locale).

Nella moschea c’erano almeno 300 persone. Un secondo attacco è poi avvenuto in un’altra moschea nella zona di Linwood.

I punti contrassegnati in rosso sono i luoghi dove ci sono stati gli scontri a fuoco

Al termine dell’azione, è stata data conferma ai media dell’uccisione di 49 persone. Alcune nella moschea di Linwood Ave ed altre in quella vicino a Hagley Park, dove i morti sono stati più numerosi. Quest’ultima è stata la prima ad essere attaccata dal “cervello” dell’operazione omicida. Altri 20 sono ricoverati, in gravi condizioni, all’ospedale di Christchurch.

Due ordigni esplosivi sono stati trovati sulle auto dei sospettati che sono stati disarmati dalla Polizia e dal personale della Forza di difesa della Nuova Zelanda. Quattro persone sono state arrestate a Christchurch, incluse altre tre direttamente associate agli attacchi.

La Polizia controlla i veicoli fuori dall’ospedale

Tutto è partito dalla mente del gruppo armato, un uomo bianco B.T. di 28 anni che ha dichiarato di essere australiano e di trovarsi in Nuova Zelanda da pochi mesi.

B.T. ha deciso di filmare il massacro e di pubblicarlo su Youtube. Il video della durata di 17 minuti e 8 secondi inizia con una dichiarazione dell’omicida: “Facciamo partire questa festa”, mentre avvia la sua auto e viaggia in direzione del luogo di culto.

Dal video si evince che l’equipaggiamento che indossa è simile a quello utilizzato da militari dell’Esercito. Utilizza il GPS del suo telefono per raggiungere il luogo del massacro. Mentre l’auto avanza sul vialetto vicino alla moschea, la musica sta suonando ad alto volume nella sua vettura.

Il filmato che l’attentatore ha deciso di condividere sul Web e che abbiamo scelto di non pubblicare è di una violenza efferata. Ma abbiamo deciso di raccontarvelo, prima di riportare alcuni approfondimenti dati dai media neozelandesi.

L’uomo, con una gopro montata sulla testa, parte a bordo della sua auto con almeno 5 fucili a sua disposizione ed una quantità di munizioni quasi da teatro di guerra.

Uno dei momenti dei primi soccorsi. Iil marito piange il corpo della moglie riverso per terra. L’ultima donna a cui l’assassino ha sparato prima di dirigersi all’altra moschea

Il video è fin troppo chiaro e sembra di vedere tutte le azioni con i suoi occhi. Una prospettiva terribile.

Il terrorista esce dall’auto e si dirige verso l’entrata della moschea. Appena all’ingresso, un uomo si accinge a levarsi le scarpe, mentre il fucile si alza ed a bruciapelo escono i primi 9 colpi sulla prima vittima.

Poco più avanti, a terra, un uomo urla strisciando mentre altri due colpi lo feriscono mortalmente alla schiena. L’assassino avanza senza esitare, sembra di essere all’interno di un gioco di ruolo, ma i corpi che cadono sotto il fuoco nemico, sono inermi e reali.

L’avanzata folle del carnefice arriva nella stanza della preghiera e lì inizia a sparare ininterrottamente su un groviglio di uomini rannicchiati ed impauriti agli angoli della stanza.

Sembra aver finito, ma non è così. Il respiro affannoso del terrorista lo porta fuori dalla stanza per ricaricare e rientra più e più volte per sparare a tutto ciò che ancora si muove.

Esce, ricarica entra e rispara. Appena ode un rantolio infierisce. Un uomo prova a sfuggirgli correndo di sotto, ma il killer si gira ed infierisce sull’inerme orante con altri 5 colpi. Tutto tace, sembra aver finito.

Esce dall’ingresso principale e spara a quegli uomini ed a quelle donne che pietrificati erano rimasti nel cortile e per strada. Ritorna alla macchina per ricaricare e rientra.

Sui mucchi di uomini ammassati agli angoli della moschea si avvicina per sparare e sparare ancora su chi respira. I corpi sussultano sotto i proiettili, una danza macabra dettata dalla violenza dei colpi ravvicinati. Riprende la strada verso l’ingresso ed a terra, ai piedi del marciapiede, una donna già ferita implora dolorante “aiutami, aiutami” e senza scrupoli il killer le scarica, dalle spalle in su, due colpi finali.

Primi soccorsi operati dalle ambulanze

Inserisce un altro indirizzo nel GPS della sua auto in corsa, diretto alla moschea successiva, spara a diverse persone per strada.

Un portavoce della sicurezza di Facebook, intorno alle 17 di venerdì pomeriggio (ora locale) si accorge che ci sono ancora riprese fatte dall’uomo e che circolano sulla piattaforma dei social media. Viene prontamente contattato il responsabile delle comunicazioni di Facebook per l’Australia e la Nuova Zelanda, Antonia Sanda, alla quale è stato chiesto di collaborare per eliminare dal sito tutti i contenuti pubblicati dall’omicida.

La responsabile ha dichiarato: “Come potete immaginare, questo è un problema che stiamo risolvendo. Stiamo ancora rimuovendo i contenuti da Facebook”.

Dall’altro lato, una portavoce di Google, proprietaria di YouTube, ha spiegato che collaboreranno, a stretto contatto, con le autorità neozelandesi per offrire qualsiasi tipo di assistenza, anche se il video che circola, viene puntualmente cancellato e ripubblicato altrove a distanza di 30/40 minuti dalla precedente cancellazione.

“I nostri cuori si rivolgono alle vittime di questa terribile tragedia. I video sconvolgenti, violenti non hanno posto sulla nostra piattaforma e vengono rimossi non appena ne veniamo a conoscenza”, ha detto la portavoce di Google.

Secondo quanto riportato dal Reporter neozelandese Blair Ensor, il secondo attentato ad una delle moschee colpite a Christchurch, nello specifico quella di Masjid Al Noor, pare sia stato bloccato grazie alla chiamata di un sopravvissuto.

Anwar Alsaleh, uno degli uomini riuniti per la preghiera, come sua abitudine si è presentato alla moschea di Masjid Al Noor di Christchurch, entrato in bagno per le abluzioni rituali, prima del raccoglimento, ha sentito un gran rumore e rimasto nel bagno ha telefonato ai servizi di emergenza, chiedendo aiuto.

Alsaleh, scampato a morte certa, ha iniziato a chiamare la Polizia più volte mentre era in atto il massacro, restando chiuso per la paura, senza poter raggiungere nessuno. Dopo aver atteso il momento giusto, è fuggito raggiungendo l’ambulanza che era arrivata sul posto. Con disperazione ha detto: “C’è un grande massacro in atto, per favore mandate aiuti e chiamate la Polizia perché stanno sparando ininterrottamente”.

L’uomo ha, poi, dichiarato che la Polizia è arrivata circa 20 minuti dopo l’inizio della tragedia. L’assassino che è stato catturato dalle Forze dell’Ordine è stato bloccato all’interno dell’edificio stesso e portato fuori con le mani dietro la nuca. Il tutto camminando tra i diversi corpi, compresi quelli di donne e bambini.

Queste azioni sono state definite “peggiori di quelle operate dai terroristi”. Si parla di assassini a sangue freddo.

Il primo ministro Jacinda Ardern

Il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern, a quanto riportato dal quotidiano Newsroom, sembrerebbe aver vacillato sulla capacità delle proprie Agenzie di sicurezza e di intelligence, chiedendosi su come persone con ideologie estremiste, siano riuscite a compiere un attacco terroristico senza precedenti sul suolo neozelandese.

Il dubbio viene lanciato dal fatto che, nei giorni precedenti. la sparatoria, l’australiano aveva pubblicato le sue opinioni estremiste e nazionaliste sui social media ed aveva condiviso immagini di armi, incluse quelle da fuoco utilizzate nei massacri. Ha anche condiviso un lungo manifesto che dettagliata le sue motivazioni e ha infine pubblicato un video delle riprese nella moschea.

“Nonostante l’attività online dell’uomo, lui ed i suoi associati non erano in nessuna delle liste di sicurezza o di intelligence e non era noto alla Polizia” ha detto la Ardern.

“Con il tempo, risponderemo a tutte le domande su come si sia verificato l’attacco e su come queste persone abbiano ottenuto l’accesso ad armi automatiche” ha aggiunto.

La Ardern ha successivamente incontrato i responsabili della sicurezza e dell’intelligence, a Wellington, ed in risposta alle domande sul fatto che le autorità si siano concentrate troppo sul controllo degli estremisti musulmani piuttosto che sui suprematisti bianchi, la Arden ha detto che le Agenzie di sicurezza e di intelligence “si sono dimostrate cieche” e si sono concentrate su un certo tipo di estremismo, senza analizzare da dove provenisse.

“Dovremmo essere vigili contro l’idea di un’ideologia e di atti violenti estremi”, ha evidenziato.

Ha poi continuato: “L’immediata priorità è mantenere i neozelandesi al sicuro e dare tutte le risorse necessarie alla Polizia a Christchurch. Per la prima volta, il livello di minaccia per la sicurezza del Paese è stato alzato. Ciò potrebbe consentire alle autorità di rispondere in modo appropriato, compresa una maggiore sicurezza alle frontiere. La Nuova Zelanda è una nazione pacifica. Non siamo mai stati un obiettivo, perché siamo un porto sicuro per tutti.  Per questo atto di violenza, non siamo stati scelti perché approviamo il razzismo, perché siamo un’enclave per l’estremismo ma per l’esatto contrario. Perché non approviamo nulla di tutto ciò, rappresentiamo la diversità, la gentilezza, la compassione. Una casa per coloro che condividono i nostri valori. Rifugio per chi ne ha bisogno. E quei valori non saranno e non potranno essere scossi da questo attacco”.

Non volendo pubblicare il video, abbiamo deciso di pubblicare alcuni frame del filmato, per ricostruire l’attentato alla prima moschea, ma le immagini più cruente sono state volutamente omesse. Sembra di essere proiettati in un terrificante gioco di ruolo. I frame, sono stati estrapolati da una seconda pubblicazione tagliata di 7 minuti finali.

Alcuni dei fucili utilizzati dagli attentatori

L’uomo mentre si avvicina con l’auto alla moschea

L’uomo mentre imbraccia il primo fucile

Incrocia lo sguardo del primo uomo

I primi colpi inferti

 

 

Nel corridoio antistante la sala centrale dove sono state uccise oltre 30 persone

 

Mentre colpisce fuori, prima di cambiare l’arma e rientrare per finire lo sterminio

Mentre lascia a terra l’arma scarica e riprende quella piena di munizioni

La notte non sembra mai stata essere così lunga per i neozelandesi

 

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