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Pau Lopez: “Sappiamo di dover giocare bene e vincere. Stiamo crescendo e abbiamo trovato la strada da seguire”

Le parole del portiere giallorosso alla vigilia della gara contro il Borussia Monchengladbach

Oltre all’allenatore Paulo Fonseca anche il portiere giallorosso ha preso parte alla conferenza stampa pre Borussia Monchengladbach-Roma, match previsto domani alle 21:00 in casa della formazione tedesca. Come di consueto, un calciatore del club capitolino ha partecipato insieme al tecnico all’appuntamento con i media alla viglia di una gara d’Europa League, la quarta del girone J nello specifico. A seguire le dichiarazioni di Pau Lopez dal Borussia Park.

Nelle prime 5 giornate di campionato la Roma ha incassato 9 gol mentre nelle successive 6 ne ha presi 3, quanta parte di merito ritieni di avere? Qui fai quasi il regista difensivo, eri abituato a farlo anche al Betis o è una novità?
Siamo una squadra che sta crescendo, nei prossimi due/tre mesi penso che miglioreremo ancora. Sono arrivati tanti giocatori nuovi e il tecnico, è una questione di tempo. Sappiamo dall’inizio di dover vincere e giocare bene, stiamo lavorando molto e stiamo crescendo ogni partita, credo che sia la strada da seguire. Ho giocato con i piedi l’anno scorso nel Betis, nell’Espanyol non giocavo così, il Mister Sétien mi ha aiutato molto. Sono stato fortunato ad andare in Nazionale, forse proprio grazie a lui

Da spagnolo avete mai avuto impressione che i club italiani snobbassero l’Europa League e dove pensi che possa arrivare la Roma in questa competizione?
Le italiane sono sempre molto forti. A me piace molto, lo scorso anno con il Betis siamo stati eliminati da una squadra francese. Credo sia importante per tutta la squadra, dobbiamo seguire la nostra strada senza prefissare nessun obiettivo ora, vedremo alla fine dove saremo arrivati e cosa potremo vincere.

Chi è per te il portiere più forte del mondo e quale studio per migliorarti?
Non studio nessuno però mi piace imparare da tutti i portieri perché da posso imparare qualcosa. Parlare di un singolo portiere è difficile, ti posso fare due nomi di quelli che attualmente ritengo tra i più forti: Oblak e ter Stegen.

Quanto conta avere un buon impatto in una squadra imparando subito la lingua?
Quello dipende da ogni calciatore. Io sono arrivato e volevo imparare velocemente l’italiano per rendere più facile l’interazione con la squadra e la città. I primi due mesi ho fatto lezione quasi ogni giorno. Ringrazio Claudio
(l’interprete del club capitolino, ndr) per avermi aiutato.

Ti dà più scarica d’adrenalina quando ti passano la palla e ti sta pressando un attaccante o quando ti stanno per calciare un rigore?
Non saprei. Provo ad aiutare la squadra. Forse da fuori sembra rischioso quello che facciamo ma non come e quanto la gente pensa. A me piace molto giocare così, mi diverto di più.

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, ora collaboratrice nella redazione di 1927 On Air - la storia continua , in onda su Centro Suono Sport. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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