CARACAS. Si alza, di giorno in giorno, il livello di scontro politico e mediatico tra l’Amministrazione Trump e il Presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Washington lo accusa di essere componenti di un’organizzazione che definiscono “terroristica straniera”. Questo vorrebbe dire che Trump avrebbe mano libera per imporre nuove sanzioni contro i beni e le infrastrutture di Maduro.
Ma, secondo alcuni esperti, non è detto che gli Stati Uniti debbano usare la forza per ottenere quello che vogliono.
Sul piano militare, le Forze Armate americane hanno radunato più di una dozzina di navi da guerra e 15 mila soldati nella regione nell’ambito di quella che il Pentagono ha definito “Operazione Southern Spear”.
Trump è stato informato da alti funzionari su una serie di opzioni di azione all’interno del Venezuela, inclusi attacchi a strutture militari o governative e incursioni di operazioni speciali.
Ma resta semper aperta la strada del non fare nulla.
Intanto, secondo un sondaggio CBS News/YouGov pubblicato ieri, il 70% degli americani si oppone all’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, rispetto al 30% favorevole.
Il 76% degli intervistati afferma che l’Amministrazione Trump non ha spiegato chiaramente la posizione degli Stati Uniti sull’azione militare.

Ufficialmente, la stessa Amministrazione afferma di stare lavorando per ridurre i flussi illegali di migranti e di droga, ma un possibile effetto collaterale di questi sforzi è un cambio di regime.
Secondo un funzionario statunitense, Trump spera che la pressione sia sufficiente a costringere Maduro a dimettersi senza ricorrere a un’azione militare diretta.
Intanto, la Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge “categoricamente, fermamente e incondizionatamente l’ultima e ridicola invenzione del Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, che definisce l’inesistente Cartello del Sol come organizzazione terroristica, ripetendo così una menzogna infame e vile per giustificare un intervento illegittimo e illegale contro il Venezuela, secondo il classico schema statunitense del cambio di regime. Questa nuova manovra seguirà lo stesso destino delle precedenti e ricorrenti aggressioni contro il nostro Paese: il fallimento”.
Sempre ieri, il regime chavista ha festeggiato anche il 63° compleanno di Maduro.
Il Paese sud americano viene intanto isolato dal punto di vista dei collegamenti aerei. Latam Airlines, la più grande compagnia aerea dell’America Latina, ha confermato la cancellazione dei voli da Bogotá a Caracas, dopo che la Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti ha emesso venerdì scorso un avviso internazionale che raccomandava “estrema cautela” durante i voli sul Venezuela e sul Mar dei Caraibi meridionale.
Per Latam Airlines Colombia, la sicurezza dei suoi passeggeri e del suo equipaggio è la priorità. Per questo motivo, la compagnia aerea ha deciso prima di cancellare preventivamente i voli sulla rotta Bogotá-Caracas-Bogotá. Mentre giovedì riprenderanno i collegamenti da e per Madrid.

Latam ha aggiunto che “continuerà a monitorare quotidianamente la situazione per tenere informati i suoi passeggeri”.
Un’altra Compagnia aerea che ha tenuto conto dell’allerta statunitense è stata la Turkish Airlines, una delle dieci più grandi al mondo, che ha cancellato i suoi voli di linea per Caracas fino a venerdì.
Sabato scorso, le Compagnie aeree Iberia (Spagna), TAP (Portogallo), Gol (Brasile) e Avianca (Colombia) sono state le prime ad annunciare la cancellazione dei loro voli.
Lo scorso settembre, Caribbean Airlines (Trinidad e Tobago-Giamaica) aveva annunciato la sospensione temporanea dei suoi voli tra Trinidad e Tobago e il Venezuela.
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L’articolo Venezuela: è scontro sempre più aspro tra Trump e Maduro. Washington accusa Caracas di avere componenti di “un’organizzazione terroristica straniera” proviene da Report Difesa.


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