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“La Sposa!”: un manifesto gotico sul potere e la ribellione femminile tra i veri mostri (quelli umani), e una storia d’amore anticonvenzionale nonché una reinterpretazione audace

Maggie Gyllenhaal firma un’opera visionaria e disturbante che reinventa il mito della Sposa di Frankenstein in chiave femminista, a tratti oscura e a tratti tragicomica e radicalmente contemporanea. Un roller coaster emotivo, visivamente spettacolare arricchito da costumi, trucco, musiche e interpretazioni più che notevoli

Un viaggio straordinario con una “Sposa” creata per amare e pronta a distruggere tutto, smascherando e soverchiando il sistema

Maggie Gyllenhaal, torna al cinema in qualità di regista dopo il suo film d’esordio del 2021, La figlia oscura (The Lost Daughter), per il quale è stata candidata all’Oscar®, e lo fa con un lungometraggio pazzesco che reinventa la figura di Frankenstein attraverso La Sposa!, nelle sale da oggi 5 marzo 2026, distribuito da Warner Bros. Pictures., in un grido di ribellione contro il patriarcato, le ingiustizie e le storie d’amore convenzionali.

Un film magnetico che non lascia scampo e mixa generi diventando strano quanto avvincente

The Bride! è un’opera cinematografica magnetica e potente, un’interpretazione audace e non consueta di una delle storie più affascinanti di sempre, a tratti dolorosa, a tratti tragicomica, capace di non lasciare mai lo spettatore indifferente. Le interpretazioni sono da brividi, le ambientazioni cupe e affascinanti, e i richiami gotici visivamente accattivanti rendono la visione avida: non si riesce a distogliere lo sguardo, cogliendo dettagli mai casuali e frutto di un lavoro accuratissimo, specie per quel concerne trucco e costumi, per una resa ti tale calibro su grande schermo. 

A renderlo ancora più interessante è il fatto che il film mescoli anche elementi di genere fantascientifico, oltre a quelli dell’orrore, e faccia richiamo perfino a thriller e polizieschi, oltre alle coppie del film che differenziano/rappresentano i generi che si alternano e completano: la scienziata e la sua “domestica/assistente/aiutante”, i due Detective, la strana coppia di innamorati alla Bonnie & Clyde, un po’ versione Mary Shelley un po’ Jane Austen, il tutto ambientato con grande dinamismo nella Chicago (e altre grandi città ma anche periferie americane) degli anni Trenta del secolo scorso.

Una storia caotica ma perfettamente connessa 

Il film diventa più volte disturbante, e questo non fa che alimentare la curiosità nei confronti di una storia che sembra caotica ma è in realtà perfettamente collegata dall’inizio alla fine. La narrazione non riguarda solo l’autrice di Frankenstein e la Sposa, ma tutte le donne: senza voce, zittite dalla società, messe a tacere -in tutti i sensi e modi- dagli uomini, denigrate, vessate e richiamate -seppur involontariamente e inconsapevolmente- alla ribellione proprio dalla Sposa. 

La storia d’amore che fa “più paura di tutte“

C’è ampio spazio in contemporanea per l’evoluzione di una storia d’amore inaspettata, con presupposti malsani che si trasformano in senso di appartenenza e identità. Come viene dichiarato all’inizio, si tratta della storia che fa più paura di tutte, non perché mette in scena esseri dall’aspetto mostruoso, ma perché rivela chi sono davvero i veri mostri: persone al potere corrotte, individui immorali, avidi e crudeli, abusatori. Tutto lo spettro delle mostruosità di cui l’essere umano si dimostra capace. 

In tutto ciò c’è la solitudine da base e sfondo e come forza motrice, il dolore che provoca, e la forza di questo amore gotico alla Bonnie e Clyde che non volevano essere tali. Il cinema fa da cornice e al contempo linea guida: sogni, speranze e passioni legate al grande schermo e alle storie di fantasia nonché a quell’amore rappresentato e trasposto spesso in modo utopico e irreale.

Proprio perché Frank e la Sposa non vivono i sentimenti in quel mondo finto e forzato, diventano più verosimili che mai: si scelgono, nonostante tutto, si difendono l’un l’altra, pur facendo i conti con menzogne e ferite reciproche, e questo fa più “paura” anche delle storie dell’orrore, come premette l’autrice Mary Shelley, preparando gli spettatori ad una avventura cinematografica diversa dal solito e dalle altre.

I veri mostri che indossano una maschera tutti i giorni

Mentre la realtà è cupa e spaventosa, gli abusi verbali e fisici sono all’ordine del giorno e a redimersi sono ben pochi. Specchio di una società malata e corrotta. Gli interpreti delle grandi storie romantiche e non, che danno volto e voce a veri e propri idoli per gli spettatori, sono romanticizzati grazie alle loro performance quando invece, nella vita vera, mostrano il reale volto non appena cade loro la maschera.

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”, il celebre concetto espresso da Luigi Pirandello -che sintetizza la poetica dell’autore sulla crisi dell’identità- è ciò può riassumere il percorso di Frank, il quale desidera ardentemente di sentirsi completo, visto e amato per quel che è: mostruoso all’esterno ma non all’interno.

Anzi, inizialmente cerca più che può di prendere le distanze dalla parte violenta che è in lui e che, a dispetto di molti altri esseri viventi “non mostri”, in Frankenstein non prevale su tutto il resto e di conseguenza non si riversa su deboli e indifesi, e, soprattutto, sulle donne, come invece negli altri casi che emergono dall’inizio alla fine della storia de La Sposa!, caratterizzandone i personaggi e definendone scelte ed evoluzione.

Le figure femminili tra ruoli scomodi per gli uomini, potere non riconosciuto, stereotipi di genere e pregiudizi

Proprio la natura di Frank, che in qualità di “diverso” ha sempre conosciuto solo orrore e rifiuto, lo spinge a volere una donna al suo fianco e ci riesce grazie all’aiuto di geniale scienziata, specializzata in studi controversi e avanguardistici, il Dottor Euphronious, da lui inizialmente creduta uomo (avendo letto le sue opere, scritti e ricerche).

Stesso discorso per la mansione di Detective di Myrna Mallow, a rimarcare la marginalità delle donne quando ricoprono ruoli di potere e intelligenza, poiché non vengono riconosciute dagli uomini in grado di ricoprire tali cariche e di conseguenza, non hanno voce in capitolo: letteralmente le loro opinioni e parole vengono ignorate, silenziate e ridimensionate.

La volontà individuale e collettiva femminile: il “no” che diventa rivendicazione di autonomia, decisioni prese e identità

“I would prefer not to” – “In verità io preferirei di no”

Ed è qui che si fa strada ed emerge con tutto il suo potere la forza del “no”. Di tutti quei no che vengono messi a tacere, che non vengono validati e non sono compresi -nella stragrande maggioranza dei casi, in modo volontario-, non ritenuti validi o importanti e addirittura non considerati se e quando pronunciati da una donna. Ma è proprio da questi no, dall’imporre la propria volontà che nella Sposa e nelle donne della storia comincia a farsi strada con fervore e furore il bisogno di manifestare la propria autonomia.

Il messaggio principale del film è questo, per tale ragione è un manifesto vero e proprio della rivalsa nonché ribellione femminile, pur rimanendo parallelo tale sviluppo all’interno della narrazione principale, la quale prosegue nel frattempo, anche e soprattutto, a mostrare il percorso evolutivo della Sposa, sia in modo individuale che di coppia, con il suo Frank. Alla ricerca del proprio Io e in nome dell’amore e di un legame che comprendono e decidono supererà tutto e andrà oltre i normali confini: fino alla fine dei tempi.

Trama e trailer ufficiale La Sposa!

Un solitario “Frank” (Bale) si reca nella Chicago degli anni Trenta per chiedere alla pionieristica scienziata Dr. Euphronious (la cinque volte candidata all’Oscar® Annette Bening) di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata, e così nasce La Sposa (Buckley). Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: omicidi! Possessioni! Un movimento culturale radicale! E due amanti fuorilegge uniti in una storia d’amore esplosiva e incontrollabile!

Musica, ritmo e ironia: un film montagna russa 

La musica è potente e presente: si canta poco ma il giusto, conferendo un’aura magica e contorta al film. Non è un musical, ma vi fa riferimento. Non c’è nulla di edulcorato, ma ci sono momenti di ilarità e risate sarcastiche e oneste che alternano il ritmo della narrazione, facendo di questo film una montagna russa emotiva e visiva di rara efficacia.

Il tormento, la rottura degli schemi, il vortice narrativo e il dolore introspettivo, così come la rabbia dei singoli e quella collettiva femminile vengono inoltre resi potenti e vibranti dalla fotografia, dalla scenografia e della musica, capaci inoltre di rendere il tutto anche fortemente contemporaneo. Costumi e trucco sì, da ribadire, plus assoluto del film.

Cast stellare, regia visionaria e i due protagonisti in stato di grazia

Diretto da Maggie Gyllenhaal -che si conferma un’autrice visionaria e centrata, con uno stile tutto suo- il film vanta un cast a dir poco di livello: Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, con la candidata all’Oscar® Annette Bening, il candidato all’Oscar® Jake Gyllenhaal e la vincitrice dell’Oscar® Penélope Cruz. Tutti mostrano luci e ombre dei loro personaggi, si dimostrano opposti e complementari, rendendo tutto bilanciato e funzionale. 

Ulteriore plauso doveroso ai due protagonisti principali. Buckley e Bale, in evidente sinergia e chimica, offrono invero due performance clamorose (sia a livello individuale che di coppia): il Frankenstein de la Sposa! è quello visivamente più accurato tra quelli portati sul grande schermo, con una personalità inaspettata. Dal canto suo la Sposa è frutto di una performance da manuale del cinema, grazie alla triplice personalità che la caratterizza, opera della magistrale interpretazione dei complementari personaggi di Ida, Mary Shelley e della Sposa stessa, realizzata da Buckley.

La Sposa! più che un semplice film che parla del mondo correlato a Frankenstein è una chicca per il genere drammatico/grottesco, con richiami di stili gotici, tragicomici e horror. 

Un probabile cult: non per tutti, ma capace di sorprendere 

È un lungometraggio particolare, non per tutti poiché è comprensibile che risulti divisivo e non piaccia alle molteplici tipologie amanti del cinema, ma è sicuramente un film capace di arrivare a più spettatori di quanto si potrebbe supporre. Un probabile cult del genere, diverso da tutti gli altri in quanto propone una storia nuova, che si sviluppa in una chiave altrettanto innovativa. Come dice lo stesso Bale: “La Sposa! è un grido verso il cielo: parla dell’essere emarginati, di capire chi siamo ed è un viaggio straordinario“. 

Scheda Tecnica La Sposa!

Titolo: The Bride! – La Sposa!

Anno: 2026

Durata: 2 ore e 7 minuti

Genere: Thriller, orrore, fantascienza, poliziesco, drammatico, tragicomico, gotico

Regia e Sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal 

Cast principale: Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal, Penélope Cruz 

Produzione: Maggie Gyllenhaal, Emma Tillinger Koskoff, Talia Kleinhendler, Osnat Handelsman Keren 

Info aggiuntive tecniche, produzione e distribuzione

Maggie Gyllenhaal dirige il film da una sua sceneggiatura e lo produce insieme alla candidata all’Oscar® Emma Tillinger Koskoff, Talia Kleinhendler e Osnat Handelsman Keren. I produttori esecutivi sono Carla Raij, David Webb e Courtney Kivowitz.

Gyllenhaal è affiancata dietro la macchina da presa da una squadra di artisti pluripremiati, tra cui il direttore della fotografia Lawrence Sher, la scenografa Karen Murphy, il montatore Dylan Tichenor, il supervisore alle musiche Randall Poster, la compositrice Hildur Guðnadóttir e la costumista Sandy Powell.

Warner Bros. Pictures presenta una produzione First Love Films e In The Current Company, un film di Maggie Gyllenhaal: “La Sposa!”. Distribuito da Warner Bros. Pictures..

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Copywriter e SMM per MyLab3D, NoMade Clothing, MetaLab e Foto Incise sul Legno. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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