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Dall’Era Pallotta a quella Friedkin

Dalla collaborazione con “Roma voglio solo star con te”

James Pallotta

Nella notte tra il 5 e il 6 agosto 2020 è arrivato l’atteso annuncio relativo al passaggio di proprietà dell’AS Roma segnando così la fine dell’Era Pallotta. La firma sul contratto preliminare è quella del magnate texano Thomas Daniel Friedkin, CEO di Gulf States Toyota Distributors, presidente e CEO della Friedkin Companies. Al suo fianco nella nuova avventura ci sarà anche il figlio Ryan che vivrà nella Capitale e seguirà la società. La Roma resta dunque americana ma è in procinto di ripartire da capo dopo quasi un decennio che ha visto Pallotta patron.

La sua nomina esclusiva in qualità di presidente del club giallorosso (prendendo il posto di Thomas DiBenedetto) risale al 27 agosto 2012. Ora è invece giunto il momento del 24° presidente nella storia della Roma. Nel corso dell’Era Pallotta sono stati 103 i calciatori ad avere indossato la maglia giallorossa avendo disputato almeno una partita di Serie A; la partenza di alcuni di loro ha contribuito ad incrinare il rapporto dell’imprenditore americano con la tifoseria giallorossa, avendo visto negli anni la rosa indebolirsi. Tra le cessioni più recenti spiccano sicuramente quelle di Nainggolan, Strootman (ceduto a mercato in entrata ormai chiuso), Salah e Alisson.

Va però sottolineato che si è trattato quasi sempre di plusvalenze, in particolar modo in merito a Salah ed Alisson, passati entrambi al Liverpool, rispettivamente per quasi 63 e 42 milioni di euro a fronte dei 6 e dei 20 iniziali. A partire dall’addio di Pjanic (altra plusvalenza), per vestire la maglia della Juventus, la squadra giallorossa ha cominciato a risentire, specialmente a centrocampo, della perdita di calciatori fondamentali anche a livello di carisma e spogliatoio.

L’ultima “pesante” cessione risale alla scorsa estate con il trasferimento di Manolas al Napoli (36 milioni di euro), difensore centrale e punto di riferimento della Roma per cinque anni. I problemi non sono stati tuttavia legati solo al mercato in uscita ma anche a quello in entrata. La trattativa costata più cara al club capitolino è stata quella di Schick considerando i 42 milioni di euro investiti per un calciatore che nonostante il potenziale non ha mai veramente trovato la propria dimensione. Sorte simile per Iturbe, costato quasi 25 milioni di euro. Tra le più recenti emergono quelle di Spinazzola (29), Nzonzi (26), Pastore (25) e Cristante (24).

Perfino in relazione a Pau Lopez, il portiere giallorosso costato di più nella storia del club (oltre ad essere 9° nella lista dei 10 portieri più “cari”al mondo), l’epilogo sembra ormai scritto a fronte delle recenti e deludenti prestazioni dell’estremo difensore spagnolo, specie contro il Siviglia. A parte qualche sporadica e temporanea eccezione si tratta di giocatori che a Roma hanno fatto più male che bene, facendo così rimpiangere ulteriormente le partenze e gli ex.

Con il passaggio definitivo del club dalle mani di Pallotta a quelle di Friedkin (previsto intorno al 17 agosto) per i giallorossi si chiude dunque un capitolo lungo 9 anni, privo di trofei, al fine di iniziarne un altro fatto di nuovi investimenti e forse, finalmente, del tanto agognato stadio della Roma. Si tratta di una delle tappe fondamentali per far in modo che il club capitolino faccia il famoso salto di qualità entrando tra i top europei. Se però è vero che Roma non è stata costruita in un giorno ci vorrà tempo anche per la nuova Roma, ovvero quella di Friedkin.

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Ora co-conduttrice di Frequenze Giallorosse (ReteneTVision). SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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