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Esercito: 11 anni di Strade Sicure in Puglia e Basilicata. Sono circa 500 i militari che operano nelle due regioni per il presidio di 13 siti ed obiettivi sensibili

Foggia.  Gli uomini e le donne dell’Esercito inquadrati nella Brigata “Pinerolo” sono impegnati incessantemente da undici anni nell’Operazione in concorso alle Forze di Polizia denominata “Strade Sicure”. In particolare operano in Puglia dal 2008, in Basilicata dal 2018, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia per il presidio del territorio, delle principali aree metropolitane e per la sorveglianza di particolari punti sensibili.

I militari della Brigata “Pinerolo” di Bari, unità dell’Esercito Italiano leader nello sviluppo del progetto “soldato futuro”, supportati da un contingente della Marina Militare appartenente al Reggimento “San Marco” di Brindisi e da un contingente dell’Aeronautica Militare (A.M.), sono dispiegati da nord a sud su tutto il territorio pugliese ed in Basilicata. Le unità sono dislocate nella Città di Bari presso le principali piazze, la Stazione Centrale, il Porto e l’Aeroporto nonché al Centro d’Accoglienza e Richiedenti Asilo (CARA) ed il Centro per il Rimpatrio (CPR), nella Città di Foggia presso il CARA di Borgo Mezzanone, nella Città di Brindisi presso il CARA/CPR, nella Città di Taranto presso la Casa Circondariale, l’Hot Spot e il Porto, in Basilicata al CPR di Palazzo San Gervasio.

Soldato dell’operazione Strade Sicure in azione

I risultati operativi raggiunti in Puglia e Basilicata, dall’inizio dell’Operazione nel 2008 ad oggi, annoverano 52160 pattuglie, 241 persone tratte in arresto, 507 denunciate ed 62 poste in stato di fermo. Inoltre sono stati controllati 107193 veicoli, identificate 97442 persone, nonché ingenti sequestri di armi, stupefacenti e materiale contraffatto.

L’Operazione “Strade Sicure” è iniziata il 4 agosto 2008 a seguito della promulgazione della Legge n. 125 del 24 luglio 2008 che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l’impiego di un contingente di 3.000 unità di personale militare delle Forze Armate, che agisce con le funzioni di Agente di Pubblica Sicurezza, posto a disposizione dei Prefetti, per condurre attività di vigilanza ad obiettivi sensibili e di pattugliamento e perlustrazione, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia.
Dal 2008 ad oggi l’Operazione in parola ha visto variare la sua consistenza numerica a seguito di provvedimenti (Decreti Interministeriali) adottati nel corso di specifici eventi, quali l’Expo 2015, il “Giubileo straordinario della misericordia”, il G7 a Taormina, il Sisma nel Centro Italia e sull’isola di Ischia, o per fronteggiare esigenze di sicurezza di alcune specifiche aree del territorio nazionale, come la “Terra dei Fuochi” in Campania.

Un presidio per la sicurezza

 

L’Esercito Italiano schiera, al momento, circa 7000 militari, in 53 province dislocate su tutto il territorio nazionale, a supporto delle Forze di Polizia nel contrasto alla criminalità e per contribuire alla prevenzione di possibili attacchi terroristici.
Il personale militare è a disposizione dei Prefetti, che stabilisce la tipologia ed il numero degli obiettivi sensibili/siti e le modalità di svolgimento del servizio, in ambito Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Il Generale di C.A. Rosario Castellano, Comandante delle Forze Operative Sud, con sede a Napoli, sotto la cui responsabilità operano circa 4.500 militari in 24 province, sottolinea che “i risultati di questi 11 anni restituiscono un quadro senz’altro positivo. I numeri sugli arresti, le denunce, i fermi, le persone ed i mezzi controllati, le armi e gli stupefacenti sequestrati, testimoniano l’efficacia dell’operazione e dimostrano come l’impiego dell’Esercito in questo tipo di intervento, ha assunto, nel tempo, un valore aggiunto per la sicurezza del territorio e dei cittadini. A questo risultato concreto se ne deve aggiungere un altro, non quantificabile, perché legato sia all’effetto della dissuasione, che la presenza dei militari esercita sulla criminalità, sia della percezione di maggiore sicurezza che hanno i cittadini. Ma il risultato più grande ritengo sia la fiducia che la gente ha nei nostri confronti e che manifesta quotidianamente ai militari che operano nelle strade delle nostre città” .

I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure”, qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, tale da garantire una pronta risposta operativa alle varie attivazioni e sempre adeguata alle circostanze. Gli uomini e le donne dell’Esercito sostengono, a premessa dell’impiego, un ciclo addestrativo specifico, che si aggiunge a quello tipico dell’Arma/Specialità di appartenenza, articolato su specifici moduli addestrativi (lezioni di tiro con le armi portatili, attività fisica, ecc.); utilizzo del FATS (firearms training system) un sistema interattivo per il tiro con le armi in dotazione che permette ai soldati di poter interagire con scenari altamente realistici, utilizzando immagini digitalizzate video-proiettate, complete di audio e armamento che riproduce operazioni e sensazioni reali e viene utilizzato sia per addestrare il personale a operare all’estero ma anche sul nostro territorio nazionale con l’Operazione “Strade Sicure”.

La sicurezza anche in stazione

Vengono inoltre condotte lezioni teoriche sugli aspetti giuridico-legali volte a consentire una adeguata preparazione per lo svolgimento dei compiti di Agente di Pubblica Sicurezza, tecniche di primo soccorso (BLS) e MCM (Metodo di Combattimento Militare), ovvero un sistema di combattimento a distanza ravvicinata che risponde alle peculiari esigenze operative militari.
Attualmente la responsabilità del raggruppamento interforze (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri), dell’Operazione “Strade Sicure” in Puglia è del 21° Reggimento Artiglieria Terrestre “Trieste” di Foggia, al comando del Colonnello Giancarlo Recchioni.

 

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