Con la nomina del commissario straordinario e l’inserimento nell’elenco degli stadi candidabili, il nuovo impianto giallorosso mira a superare gli ostacoli burocratici e arrivare in tempo alla deadline Uefa. Il progetto dello stadio della Roma a Pietralata, dunque, accelera secondo questi step: commissariamento, iter semplificato e obiettivo Euro 2032.
Una svolta decisiva sembra in sostanza concretizzarsi per il nuovo stadio della Roma a Pietralata, progetto da lungo tempo ostacolato da ritardi e controversie. L’inserimento fra gli stadi candidabili per gli Europei del 2032 e la nomina del commissario straordinario rappresentano oggi un’accelerazione cruciale verso la realizzazione di un impianto che, potrebbe cambiare volto al calcio capitolino, e contribuire agli impegni infrastrutturali dell’Italia.
Il commissariamento
- Il Governo ha nominato Massimo Sessa come commissario straordinario per le infrastrutture legate a Euro 2032, per il progetto stadio della Roma a Pietralata.
- Grazie a questo commissariamento, l’opera è stata riconosciuta di “interesse strategico nazionale”, il che abilita l’iter ad avere una corsia preferenziale.
- Le attribuzioni del commissario includono: poteri derogatori su norme procedurali (eccetto quelle antimafia e i vincoli europei), accelerazione dei pareri tecnici (entro 15–30 giorni), e supervisione diretta della Conferenza di Servizi decisoria.
- A Roma, il sindaco Roberto Gualtieri è stato designato come sub-commissario per il progetto cittadino, responsabile del coordinamento locale con la Società e gli enti territoriali.
L’inserimento fra gli stadi candidabili per Euro 2032
- Pietralata è stato incluso — insieme allo Stadio Olimpico — nella short list di 13 stadi candidabili a ospitare partite di Euro 2032.
- Da quell’elenco saranno scelti 5 stadi definitivi, che l’Italia dovrà presentare entro settembre 2026 alla UEFA.
- Per essere inclusi fra quei cinque, gli impianti dovranno avere progetti approvati e cantierabili entro scadenze precise fissate dagli accordi con la Uefa.
L’iter amministrativo: storia e tappe restanti
Fasi già percorse
- Presentazione dello studio di fattibilità
- Il 3 ottobre 2022, la Roma ha depositato lo studio di fattibilità presso il Comune di Roma, come soggetto proponente.
- Conferenza di Servizi preliminare e approvazioni locali
- Dal novembre 2022 al gennaio 2023 si è tenuta la Conferenza di Servizi preliminare per valutare lo studio.
- Il 7 febbraio 2023 la Giunta di Roma ha riconosciuto il pubblico interesse dello studio.
- Il 9 maggio 2023, l’Aula Giulio Cesare ha ratificato in via definitiva lo status di pubblico interesse con votazione ufficiale.
- In autunno 2023 si è svolto il Dibattito Pubblico, da cui sono emersi un documento di sintesi delle osservazioni e un documento di controdeduzioni da parte di Roma Capitale per eventuali prescrizioni e modifiche.
Passaggi da completare
- Conferenza di Servizi decisoria, in cui verranno valutati l’impatto ambientale, la parte urbanistica, vincoli e prescrizioni. (ultimo step prima dell’approvazione definitiva)
- Approvazione del progetto definitivo entro luglio 2026, per rispettare le scadenze imposte dalla Uefa.
- Finanziamento e cantierabilità dell’opera, così da poter comporre la lista finale dei 5 stadi entro settembre 2026.
- Opere di bonifica, demolizione, scavi archeologici, e tutti gli interventi preparatori che devono partire contestualmente al progetto.
Questioni critiche e punti di attenzione
- Nonostante le ambizioni, alcuni passaggi preliminari mancano ancora: ad esempio, la relazione complessiva sull’intera area di interesse non è stata ancora presentata, ostacolando la consegna del progetto definitivo nei tempi alti.
- Il progetto prevede una capienza stimata tra 60.000 e 65.000 posti, ampliabile in occasione di eventi speciali, con curve e struttura architettonica suggestiva.
- Il piano parcheggi è stato rivisto: da circa 4.587 posti auto originari a 5.556, con ulteriori posti per moto (5.709) e suddivisione in tre zone — “area stadio”, “extra stadio” e parcheggi di scambio su nodi metro/treni.
- Il progetto non è solo sportivo: è visto come una rigenerazione urbana del quartiere di Pietralata, con spazi pubblici, servizi complementari e maggiore accessibilità.
- I tempi restano stretti: la strada per rispettare le scadenze Uefa è ardua, anche con il commissariamento, dato il numero di procedure da superare, i vincoli tecnici e le eventuali opposizioni amministrative o giudiziarie.
Cosa cambia concretamente con la svolta
- Le procedure che prima richiedevano mesi di attesa per pareri e autorizzazioni potranno essere accelerate a poche settimane grazie ai poteri del commissario.
- La gestione diretta delle conferenze di servizi dal commissario (anziché da enti separati) snellirà i passaggi decisionali.
- Il coinvolgimento diretto del sindaco Gualtieri come sub-commissario garantirà maggior coordinamento locale fra Comune, Regione, Roma Capitale e la società.
- L’interesse strategico nazionale consente deroghe su norme ordinarie (salvo i vincoli essenziali), favorendo un’esecuzione più rapida dell’iter.
La nomina del commissario straordinario Massimo Sessa e l’inclusione del progetto di Pietralata nella rosa degli stadi candidabili per Euro 2032 segnano un momento di potenziale svolta per il nuovo impianto della Roma.
Se riuscirà a rispettare i tempi (progetto definitivo entro luglio 2026, lista Uefa entro settembre 2026), il sogno concreto di una nuova casa per i giallorossi potrebbe diventare realtà. Tuttavia, resta una corsa contro il tempo, tra procedure complesse, possibili ritardi tecnici e l’effettiva realizzazione delle opere accessorie e infrastrutturali.



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