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Il Richiamo della Foresta, la coinvolgente ed emozionante avventura di Buck dal libro di London al grande schermo (con Ford)

La notevole trasposizione cinematografica dell’opera letteraria del noto autore statunitense pronta a regalare emozioni a tutta la famiglia: in sala dal 20 febbraio

Adattamento dell’omonimo classico letterario di Jack LondonIl Richiamo della Foresta porta sul grande schermo la storia di Buck, un cane dal cuore d’oro, la cui tranquilla vita domestica viene sconvolta quando viene improvvisamente portato via dalla sua casa in California e trapiantato nella natura selvaggia dello Yukon canadese durante la Corsa all’Oro degli anni 1890.

Si tratta di un’avventura toccante e coinvolgente che tutta la famiglia amerà. L’evoluzione di un percorso di vita, non solo di Buck, che ci insegna il valore più importante: quello della libertà. Le tematiche affrontate sono tante: si passa dalla perdita, al suo superamento e alle difficoltà riscontrante per farcela, fino alla capacità di diventare la migliore versione possibile di se stessi, senza dimenticare le proprie origini e ciò che ci ha fatto diventare quello che siamo.

A rendere tutto più intenso e magico sono le performance degli “umani” del film e gli incredibili scenari, capaci di rappresentare perfettamente quanto immaginato leggendo il libro di London, riempiendo gli occhi di autentica bellezza. Il risultato finale è quindi un eccellente adattamento cinematografico, capace di divertire e regalare emozioni, ai grandi quanto ai più piccoli.

Come nuova recluta di una squadra di cani da slitta, di cui in seguito diventerà il leader, Buck vive l’avventura di una vita, trovando il suo vero posto nel mondo e diventando padrone di se stesso. Tra live-action e animazioneIl Richiamo della Foresta utilizza effetti visivi e tecniche di animazione all’avanguardia per trasformare gli animali del film in personaggi completamente fotorealistici e autentici a livello emozionale. 

Harrison ha arricchito notevolmente il film. Nel libro, Thornton affronta determinate situazioni insieme a Buck, ma non credo che il suo personaggio sia molto definito. Una delle cose meravigliose che Harrison è riuscito a fare è stata trovare e creare quel personaggio. È riuscito a definire la sua essenza.

Il commento del regista Chris Sanders

Harrison Ford è affiancato da un cast che comprende Omar Sy, Dan StevenKaren Gillan e Bradley WhitfordChris Sanders dirige il film a partire da una sceneggiatura firmata da Michael Green. Il film è prodotto da Erwin Stoffp.g.a. e James Mangold, p.g.a., mentre Diana Pokorny e Ryan Stafford sono i produttori esecutivi.

Basato sulla leggendaria avventura di Jack London, Il Richiamo della Foresta è un’esperienza cinematografica irripetibile targata Twentieth Century Studios.

Harrison Ford, uno degli attori cinematografici più popolari e acclamati di tutti i tempi, è affiancato da un cast che comprende Omar Sy (Quasi Amici – Intouchables), Dan Stevens (Downton Abbey), Karen Gillan (Guardiani della Galassia) e Bradley Whitford (Scappa – Get Out). Chris Sanders (Dragon Trainer) dirige il film a partire da una sceneggiatura firmata da Michael Green (Assassinio sull’Orient Express). Il film è prodotto da Erwin Stoff, p.g.a. (Unbroken) e James Mangold, p.g.a. (Le Mans ‘66 – La Grande Sfida) mentre Diana Pokorny (Downsizing – Vivere alla Grande) e Ryan Stafford (The War – Il Pianeta delle Scimmie) sono i produttori esecutivi.

La squadra di professionisti dietro le quinte comprende il direttore della fotografia vincitore di due Oscar® Janusz Kaminski (Schindler’s List – La Lista di Schindler, Salvate il Soldato Ryan), lo scenografo Stefan Dechant (Benvenuti a Marwen), i montatori William Hoy, A.C.E. (The War – Il Pianeta delle Scimmie) e David Heinz (American Folk), il compositore John Powell (Dragon Trainer) e la costumista Kate Hawley (Suicide Squad).

Prima della sua pubblicazione in forma di romanzo breve nel 1903, la saga d’avventura di Jack London incentrata su un cane di nome Buck fu pubblicata a puntate sulla rivista “The Saturday Evening Post”. Tradotto in 47 lingue, il romanzo non è mai finito fuori stampa, diventando un esempio duraturo della letteratura classica americana.


Il Richiamo della Foresta è entrato a far parte del grande canone narrativo americano per un buon motivo. Parla ai lettori in molti modi diversi. È la grande storia di un viaggio ricco di avventure nella tradizione di Robert Louis Stevenson. Descriveva ai lettori alcuni luoghi del Nord America di cui avevano sentito parlare, ma che avevano visto soltanto in alcune immagini e fotografie. In America, c’era stata una vera e propria mania nei confronti della Corsa all’Oro del Klondike. I giornali pubblicavano continuamente articoli su questo argomento e i lettori non ne avevano mai abbastanza. La gente non aveva la minima idea che la Corsa all’Oro fosse stata costruita sulle spalle dei cani. È la storia di un cane adolescente che cresce e diventa adulto. Nella vita di ogni cane, c’è un momento in cui bisogna imparare a proteggere se stessi, il proprio branco e il proprio umano. E dentro di loro si nasconde l’istinto del lupo: in alcuni cani è più presente, ma tutti loro possono trovarlo se vengono spinti nella giusta direzione. E poi c’è un cane come Buck, che deve vivere esperienze dure e terribili per trovare questo istinto dentro di sé.
Lo sceneggiatore Michael Green
Il Richiamo della Foresta

Michael Green era attratto da questo film per un motivo ben preciso: nel corso degli anni questa storia è stata trasposta in svariate versioni, ma nessuno degli adattamenti precedenti raccontava l’intero libro dall’inizio alla fine. Inoltre erano narrati dal punto di vista degli esseri umani piuttosto che da quello del protagonista, Buck.


Mi sono seduto accanto a Erwin e gli ho detto che secondo me sarebbe stato fantastico permettere al pubblico di capire esattamente cosa stesse pensando il protagonista senza utilizzare dei dialoghi. Volevamo vedere se saremmo riusciti a raccontare visivamente la storia di Buck. Non avevamo bisogno che parlasse, così come non avevamo bisogno di una voce narrante. Dovevamo riuscire a far capire con chiarezza l’obiettivo di Buck in ogni scena e in ogni momento: in questo modo, il pubblico sarebbe riuscito a seguire la storia. Buck incontra alcuni esseri umani meravigliosi interpretati da attori incredibili, che non sono i protagonisti ma servono ad arricchire la sua storia.
Micheal Green


Il Richiamo della Foresta è completamente incentrato su un personaggio costretto ad affrontare eventi inaspettati. Tutti noi sappiamo che la vita può riservare degli imprevisti. Le sfide inaspettate possono distruggerti o fortificarti, e questo è proprio quello che accade a Buck. Invece di farsi sconfiggere da questi imprevisti, Buck va avanti e alla fine trova un posto a cui appartiene. Buck non si limita soltanto a sopravvivere: riesce ad avere la meglio, mantenendo comunque intatto il suo carattere gentile. Raffigura perfettamente ciò che tutti noi dobbiamo affrontare nella vita. Saremo sempre costretti a fare i conti con l’incertezza, con tanti cambiamenti inaspettati e altre cose di questo tipo. Pur essendo un classico della letteratura per ragazzi, non è assolutamente una fiaba. È un’intensa storia di sopravvivenza e perseveranza. Non importa se siamo giovani o vecchi: penso che tutti noi abbiamo affrontato esperienze di questo tipo. Questa storia possiede un senso di realismo che tutti gli spettatori riconosceranno, identificandosi in essa. Penso che questa storia abbia resistito per questo motivo. È la storia di un personaggio che scopre una forza che non sapeva di possedere.
Chris Sanders, al suo esordio alla regia in live-action

CREARE BUCK

In questa versione cinematografica del 21° secolo de Il Richiamo della Foresta, Buck avrebbe dovuto sostenere sulle proprie spalle l’arco emotivo di tutto il film: per questo motivo, doveva apparire completamente credibile in ogni circostanza. Per riuscirci, Stoff e Sanders hanno subito ingaggiato l’acclamato produttore degli effetti visivi Ryan Stafford, che è anche uno dei produttori esecutivi del film, e il visual effects supervisor candidato a tre premi Oscar® Erik Nash.

Inizialmente il film era stato ideato come un progetto guidato dalla CGI, ma poi i filmmaker hanno optato per un approccio più ibrido, incorporando un numero maggiore di riprese dal vivo e mescolandole con cani e altri animali creati in digitale. Per via di questo nuovo approccio, il personaggio di Buck, il protagonista del film che regge sulle proprie spalle l’arco emotivo della storia, doveva apparire molto più autentico.

In tutte le scene che coinvolgevano Buck, i filmmaker non si sono limitati a sostituire il personaggio con un marker – solitamente una pallina da tennis – come avviene di solito: su consiglio di Stafford, hanno filmato una persona reale che poi è stata rimpiazzata con l’animazione. Terry Notary, che ha dato inizio alla sua carriera come acrobata del Cirque du Soleil ed è diventato uno dei più importanti specialisti e coreografi dei movimenti dell’industria cinematografica, ha trascorso ore e ore a studiare i cani per imparare le loro movenze e replicare il loro comportamento.

Il produttore Stoff non era certo che questo espediente avrebbe funzionato. “Era una strana idea e non sapevo come avrebbe reagito il resto del cast di fronte a un uomo adulto a quattro zampe che interpretava un cane, indossando una buffa tuta grigia e camminando con un paio di zampe anteriori posticce. Ma alla fine si è rivelata una mossa geniale: Terry si è impegnato al massimo e ha fornito una prova fantastica, che ha migliorato le interpretazioni di tutti gli altri attori”.

Inizialmente, Stafford e Nash pensavano di utilizzare Notary soltanto per le espressioni emotive del viso: lo sguardo, la tristezza, la felicità, ecc., nei primi piani. Non avrebbero mai immaginato che il loro uomo/cane sarebbe stato in grado di combattere, saltare ed eseguire tutte le straordinarie azioni svolte da Buck.

Ma quando sono giunti al primo grande movimento che Buck avrebbe dovuto eseguire, Terry ha detto: “Posso farlo”. Da quel momento in poi, Terry ha eseguito anche tutte le azioni del personaggio.

Buck è solo uno dei membri di una squadra di nove cani da slitta che percorrono lo Yukon attraverso la neve, il nevischio, la pioggia e il fango. Per creare gli altri otto cani, la produzione ha deciso di selezionare dei cani reali e poi scansionarli. Una volta scansionati, gli artisti hanno perfezionato i dettagli e aggiunto dei comandi per il rigging. Hanno effettuato un casting e hanno scelto una varietà di cani in base alle personalità di cui avevano bisogno per la squadra.

HARRISON FORD

Harrison è riuscito a definire la sua essenza. Fin dall’inizio, lui e io abbiamo iniziato ad avere discussioni molto profonde sul suo personaggio.

Il regista Sanders

Grazie a queste conversazioni, Ford ha compreso che il ruolo del suo personaggio era quello di riscattare il genere umano agli occhi di Buck, che aveva vissuto una brutta esperienza con un padrone violento.

Ma per l’attore, che attualmente possiede tre cagnolini e ha avuto molti cani nel corso di tutta la sua vita, l’elemento più interessante era che il film non si concentrava soltanto sulla trasformazione di Buck, ma anche sul cambiamento vissuto dal suo personaggio, John Thornton, grazie al suo rapporto con Buck.

Il Richiamo della Foresta

Una delle cose che cerco sempre nei progetti a cui prendo parte è quello che io definisco un esercizio emotivo per il pubblico. L’opportunità di partecipare a una storia in cui gli spettatori si riconoscano, che sia in grado di generare il potere della comprensione emotiva nel pubblico. John Thornton è un uomo che non si trova più a suo agio nella sua vita e nel suo mondo. Era incapace di sopportare il dolore e il peso delle circostanze in cui si trovava. Così è fuggito da casa sua, che si trova più a sud, e si è trasferito nello Yukon per trovare l’oro e diventare ricco, ma anche per una ragione fortemente emotiva: il suo giovane figlio aveva sempre voluto esplorare la natura selvaggia. Ma lui vorrebbe trovare soltanto un po’ di pace e solitudine. Poi incontra Buck e i due diventano compagni in questo viaggio, stringendo un forte legame emotivo mentre affrontano pericoli e avventure insieme. Sono rimasto colpito da questo viaggio e dal rapporto che si viene a creare tra questi due personaggi.
Harrison Ford

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Ora co-conduttrice di Frequenze Giallorosse (ReteneTVision). SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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