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Indifendibile Gino Paoli contro il fisco

Gino Paoli, indagato per evasione fiscale si prodiga in una lezione contro le tasse. E per di più ad una cerimonia per la consegna dei Master che era stato organizzato dall’Agenzia delle Entrate a Genova. La relazione è chiara ed efficace, anche se l’Agenzia dice che non ne sapesse nulla. Ma finisce tutto surrealmente, perché i relatori avevano impiegato molte delle loro forze per assicurare un cambiamento in questa “macchina schiacciasassi” che è il nostro sistema fiscale.
INDIFENDIBILE 
Ma la sua battaglia portata ad accusa delle tasse è inefficace, poiché si attacca a come siano nate, dato che secondo lui istituite da conti e marchesi per ritirare gabelle allo scopo di farsi dare dal popolo tutto ciò “per fare i comodi loro”. Mentre sostiene che in America sia diverso, poiché le detraevano i cittadini dagli stessi cittadini per costruire scuole o beni pubblici.
NASCOSTI 2 MILIONI DI EURO 
Ma continua a parlare di commercialisti da cui dobbiamo difenderci, mentre lui, volente o nolente si sa abbia nascosto al fisco 2 milioni di euro in tasse, appunto. Proprio ieri pomeriggio Paoli, (e lo sostiene proprio ripetendo sempre il concetto che mancherebbe nell’esigere i contributi fiscali ai nostri connazionali poca umanità), non dice però che lui abbia portato, oltrepassandola più volte la frontiera svizzera con capitali e capitali incassati dalle Feste de L’Unità a Lugano.
Il suo commercialista era indagato per l’inchiesta Carige che ha incastrato il suddetto con le intercettazioni. Dopo le contestazioni e perquisizioni Paoli si è però dimesso dalla Presidenza della SIAE. E continua a dire che si manchi di buonsenso. Ma il certo è che in una situazione non ancora chiara di illegalità, non sarebbe giusto e onesto ospitare un indagato per frode fiscale in una Manifestazione del genere. Ne siamo tutti convinti, perché pare che le prove a carico di Paoli siano quasi “schiaccianti” e non si può mai sostenere il contrario di tutto se non se ne hanno certezze ancora sotto gli occhi.
E queste per il nostro cantautore non pare vi siano ancora. Ne era, si dice, molto rammaricato Grillo che lo ha difeso spregiudicatamente, ma tutti sappiamo i fini di Grillo e non pare siano poi così “nobili”. Al di là del fatto che l’Italia ci strozzi con le dovute imposte, il valore delle tasse non è poi così poco opportuno come dice Paoli, lo sappiamo, perché, se è vero che in America le esagivano i cittadini, da noi l’unica differenza è che per noi lo fa lo stato, ed è questo che pare dia fastidio a Paoli, senza voler per questo dovere a tutti i costi esaltare lo stato, si intenda.

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