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La Passione di Cremona

Benché sia una dei cicli pittorici più grandiosi della prima metà del Cinquecento, la decorazione della navata centrale del Duomo di Cremona viene spesso trascurata e non sono molti coloro che ricordano i nomi degli artisti coinvolti in quel complesso programma decorativo.

Volgendo lo sguardo verso le alte pareti del più importante edificio religioso cremonese, ammiriamo le Storie della Vergine e della Vita di Cristo, le più antiche, affrescate da Altobello Melone, Boccaccio Boccaccino e Bonifacio Bembo tra il 1514 e il 1519.

Ad esse, sia da un punto di vista narrativo sia cronologico, seguono gli episodi desunti dalla Passione di Cristo che, sebbene iniziati dal Romanino (1519), furono poi continuati dal Pordenone e portati a termine nel marzo del 1522.

Giovanni Antonio de’ Sacchis, friulano, detto il Pordenone, fu certamente la personalità più interessante che operò in quegli anni all’interno del Duomo e anche le scene da lui affrescate – Innocenza di Pilato, Andata al Calvario, Inchiodazione, Crocifissione e Compianto – furono le più apprezzate nei secoli passati dagli scrittori di cose d’arte. In esse la brutalità e la violenza insistita sulla figura di Cristo costituiscono il denominatore comune, a cui si aggiunge un accentuato dinamismo dei corpi dalla muscolatura rilevata. Il culmine della tragicità e del pathos è raggiunto dall’enorme Crocifissione della controfacciata, che invita il fedele a partecipare all’evento sacro.

Ricordi del soggiorno romano (1516-1518), iconografie inconsuete e richiami di ascendenza nordica – conosciuti attraverso le incisioni di Dürer, Altdorfer e Schongauer – pervadono l’intera opera pordenoniana, unitamente alla ricerca illusionistica che punta all’immedesimazione dell’osservatore e al suo coinvolgimento emotivo.

Questa ricerca è evidente anche nell’ultimo episodio del ciclo, il Compianto sul Cristo morto, nel quale un gruppo di figure si raccoglie ad emiciclo attorno al corpo inerme e fortemente scorciato di Cristo stesso e costituisce, in contrapposizione alla concitazione degli episodi dipinti in precedenza, l’unico esempio in cui prevale un’immota compostezza.

duomo_pordenone
Compianto sul Cristo morto

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Crocifissione

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