in ,

La chiesa di San Martino a Palazzo Pignano

Vorrei parlarvi oggi della chiesa di San Martino a Palazzo Pignano in provincia di Cremona, località che, prima di passare definitivamente alla diocesi di Crema, apparteneva al monastero e alla chiesa di San Savino di Piacenza, come si evince dalla lettura di alcuni documenti che risalgono all’XI secolo e che vanno considerati come le prime testimonianze storiche relative all’edificio.

La chiesa appare oggi piuttosto isolata dal resto del paese, ma, in origine, doveva trovarsi al centro del nucleo urbano, il quale  subì un ridimensionamento a partire dal XV secolo quando la stessa Crema ricevette lo statuto di città e divenne sede del Vicario generale del Vescovo, un ruolo fino ad allora ricoperto da Palazzo Pignano. Una spia di ciò si rileva dalla constatazione che l’edificio religioso presenta delle dimensioni notevoli per il piccolo paese di Palazzo.

Poche ed incerte sono le notizie storiche ricavabili dalla bibliografia, che non si occupa tanto delle vicende legate alla pieve, quanto soprattutto del territorio di Palazzo Pignano, il quale ha offerto agli archeologi numerosi resti e reperti di grande interesse, pertinenti a diverse epoche. Negli ultimi anni, per esempio, il rinvenimento di laterizi che riportano bolli in forma di monogramma, forse riferibili alla regina Teodolinda, ha gettato una luce nuova su questo piccolo paese dell’Insula Fulcheria e sulle ragioni che avrebbero portato i Longobardi in questa località.

L’edificio, la cui datazione è ancora fonte di dibattito, presenta una pianta basilicale con terminazione in origine a tre absidi; attualmente rimane visibile solo l’abside maggiore a conclusione della navata centrale, in quanto, quelle laterali sono state demolite nel XVII secolo per lasciar spazio a due sacristie. La struttura dell’invaso interno, tripartito da pilastri e coperto a tetto, ricalca l’impianto romanico, ma è esito d’integrazioni e rifacimenti intervenuti a partire dal secolo XIV.

A tal proposito è d’obbligo citare almeno gli interventi restaurativi più importanti, tra i quali vanno ricordati quelli avvenuti nel corso del Quattrocento. Durante questa fase si operò una sostituzione dei sostegni dell’edificio che in origine erano circolari, come si può dedurre dal collarino dei capitelli romanici del lato meridionale; in ultimo vanno poi segnalati i lavori del 1909, volti a ripristinare l’edificio stesso nelle sue linee originarie, dopo le modifiche settecentesche che ne avevano alterato profondamente l’aspetto. Un resoconto di tali interventi, pubblicato qualche anno più tardi da Emilio Gussalli allora direttore dei lavori, ha inaugurato gli studi sulla chiesa, che, nonostante tutto, non possono essere considerati cospicui. Restano invece del tutto ignorati dagli studiosi che negli ultimi decenni si sono occupati di scultura romanica lombarda, i capitelli della struttura. Essi, che si raccordano direttamente all’imposta dell’arco senza la mediazione dell’abaco, presentano soggetti eucaristici o salvifici frequenti nell’ambito della decorazione scultorea del periodo.

Se si parla della chiesa di San Martino, non si può evitare di far riferimento ad un’interessante scoperta, fatta in occasione di un’ennesima campagna restaurativa nel corso degli anni Sessanta del secolo scorso. Si tratta di un edificio circolare, con abside estradossata ad est, avancorpo rettangolare ad ovest e fonte battesimale, dotato inoltre di un deambulatorio con sei sostegni. E’ stata proposta una datazione, che lo colloca alla metà del V secolo, in base soprattutto all’analisi di resti pavimentali. L’edificio, testimonianza della continuità del culto nella zona, ha acquisito una certa importanza a scapito dell’edificio romanico soprastante, anche in seguito al rinvenimento di una villa tardoantica a pochi metri dalla pieve e, probabilmente, collegata alla rotonda stessa. La villa doveva essere grandiosa: gli scavi effettuati hanno riportato alla luce due nuclei costituiti da diversi ambienti per forma e dimensioni, alcuni dei quali certamente riscaldati.

rotonda
Rotonda del V secolo con fonte battesimale (evidenziato in rosso)

mosaici villa
Mosaici pavimentali della villa tardoantica di Palazzo Pignano

chiesa
Chiesa di San Martino a Palazzo Pignano (Crema) – facciata

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

“L’Esercito nella terra dei fuochi”

Le armi chimiche siriane a Gioia Tauro