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Michael Moore: “Il cinema è una forma d’arte che va preservata e deve prosperare per contrastare l’ignoranza”

Il regista Premio Oscar Michael Moore protagonista di uno degli Incontri Ravvicinati @ #RomaFF13

Michael Moore Meets The Audience - 13th Rome Film Fest
ROME, ITALY - OCTOBER 20: Michael Moore meets the audience during the 13th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 20, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images) *** Local Caption *** Michael Moore

Arriva al cinema il documentario diretto dal regista Premio Oscar Michael Moore sulle elezioni politiche che hanno portato Donald Trump al governo. Uno sguardo provocatorio e sarcastico sull’epoca in cui viviamo. Dopo Fahrenheit 9/11, il vincitore della Palma d’Oro Michael Moore sposta la sua attenzione su un’altra significativa data, il 9 novembre 2016, giorno in cui Donald Trump è stato eletto 45esimo Presidente degli Stati Uniti.

Un affresco liberale e anticonservatore che non prende di mira solo l’amministrazione degli Stati Uniti, ma anche le politiche dei Democratici e dei Repubblicani che hanno portato all’attuale situazione politica.

Michael Moore Meets The Audience - 13th Rome Film Fest
ROME, ITALY – OCTOBER 20: Michael Moore attends a photocall during the 13th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 20, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images) *** Local Caption *** Michael Moore

Michael Moore

Nato a Flint, nel Michigan, Michael Moore ha lavorato come giornalista prima di passare alla direzione e realizzazione di documentari. Il suo Fahrenheit 9/11 (2004) si è aggiudicato la Palma d’Oro e il premio FIPRESCI a Cannes. Molte delle sue realizzazioni sono state presentate ai Festival, inclusa la sua opera d’esordio, Roger & Me (1989), The big one (1997), Bowling for columbine (2002) che gli valse il Premio Oscar per il Miglior Documentario, Slacker uprising (2007), Capitalism: a love story (2009), and Where to invade next (2015). Fahrenheit 11/9 è il suo ultimo film.

Il regista Micheal Moore ha preso parte a uno degli Incontri Ravvicinati previsti nel corso della Festa del Cinema di Roma. Di seguito, il suo lungo, brillante e interessante confronto avvenuto nella giornata di sabato  20 ottobre con il pubblico e la stampa, relativo a Fahrenheit 11/9, alla sua carriera, alla situazione politica americana e a quella italiana: “In America ho realizzato un’organizzazione che permetta alle persone di andare al cinema e vedere anche film di altri Paesi. Il cinema è per le persone, per il popolo, eppure oggi costa molto accedere alle manifestazioni artistiche o sportive”.

Micheal Moore

“Biglietti per partite, spettacoli, concerti o film costano tanto. Io da ragazzino, nonostante vivessi in una zona industriale, ho avuto modo di vedere molti film. Il cinema è una forma d’arte che va preservata. Spesso è l’unica porta verso il resto del mondo. In America il 60% delle persone non ha passaporto, questo vuol dire che non sono mai stata all’estero, quindi non hanno vissuto personalmente altre culture”.

“Questo comporta anche una maggiore ignoranza: non c’è conoscenza di come vivano gli altri e come sia il resto del mondo. Il cinema non deve solo essere preservato deve quindi anche prosperare. Il cinema deve andare in due direzioni, io mi impegno a far vedere film che provengano da altri Paesi e tutti dovrebbero produrre più arte e meno schifezze”.

“Considererò sempre Bush responsabile di crimini di guerraHa invaso un popolo che non ci aveva fatto nulla e sarà sempre un criminale. Lo considero peggio di Trump e lo farò sempre. Bush e Trump sono due disastri americani e hanno raggiunto il numero milioni di elettori. Se nel mio Paese ci fosse la democrazia alla Casa Bianca sarebbero andati Al Gore e Hillary Clinton. Clinton ha ricevuto più voti dalla Classe operaia a differenza di quel che si crede o sia stato percepito in Italia. Trump ha avuto il voto dei bianchi”.

Micheal Moore

“Al momento due terzi degli elettori americani sono persone di colore e giovani dai 18 ai 35 anni. Questo porterà al vero cambiamento nel nostro Paese. Siamo nell’ultimo periodo dell’era del dinosauro che ha preso decisioni per l’America. La stampa e i media hanno avuto un grande ruolo nel processo di ‘instupidemento’ del popolo americano. Per decenni la stampa ha amato Trump perché rappresentava comunque intrattenimento. Lo chiamano ancora, affettuosamente, ‘Il Donald’. Se viene penalizzata l’istruzione, si chiudono le biblioteche e si consente alle grandi industrie di gestire i media, si rincretinisce un popolo. Penso che il medesimo procedimento abbia portato l’Italia a vedere al potere Berlusconi e SalviniAnche perché ci deve essere una spiegazione a cose del genere”.

Come mai, nonostante gli errori che sta commettendo il governo italiano, evidenziati anche dai media, personaggi come Salvini e Di Maio godono ancora del consenso popolare? Sono qui da 5 giorni e guardo tanta televisione italiana. Per rispondere basterebbe questo. Quando i ricchi prendono il controllo dei media hanno interesse a fornire intrattenimento puro alle persone, lasciandole all’oscuro di cose importanti, affinché non ne prendano coscienza. Trump è un grande attore e allo stesso modo gli italiani trovano divertenti intrattenitori Di Maio e Salvini.

“La sinistra ha pensato, sia qui che in America, che per contrastare personaggi del genere bastasse schierarsi poco, rimanere in disparte, del tipo ‘non sappiamo chi siamo però votateci’. Loro invece sono orgogliosi anche delle affermazioni idiote che fanno, non si nascondono, quasi a voler dire ‘siamo come voi’. Prima invece c’era la voglia di votare persone competenti, più intelligenti e preparate. Per tale motivo, mio padre, che apparteneva alla classe operaia, era molto motivato a votare John Fitzgerald Kennedy, un uomo che vedeva più colto e acculturato, capace di migliorare il Paese attraverso gli studi e l’esperienza maturata”.

Michael Moore Meets The Audience - 13th Rome Film Fest
ROME, ITALY – OCTOBER 20: Michael Moore meets the audience during the 13th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 20, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images) *** Local Caption *** Michael Moore

Obama? Ho votato due volte per lui. Ho apprezzato davvero molto il fatto che si fosse presentato alle elezioni mantenendo sulla scheda elettorale il suo nome per intero, ovvero Barack Hussein Obama. Nonostante il fatto che gli avessero suggerito e lo avessero perfino supplicato di toglierlo, visto che per il colore della pelle non si poteva fare nulla, speravano almeno che avrebbe modificato il nome presentandosi come ‘Barry Obama’. Pensavano che in pochi avrebbero votato un uomo di colore con un nome di origini mussulmane. Quando entrai nella cabina per votare e riempire il cerchio con il suo nome mi si riempirono gli occhi di lacrime e una di esse cadde al centro, facendo sciogliere l’inchiostro, così mi misi a soffiare forte per asciugare tutto e da fuori mi chiesero cosa stesse succedendo”.

“Nel corso della sua presidenza ha fatto tante cose giuste ma anche tante cose sbagliato che hanno contribuito all’elezione di Trump e alla perdita di numerosi voti nei confronti di Hillary Clinton, specie nello Stato del Michigan, dopo aver bevuto il bicchiere di acqua a Flint, al centro di uno scandalo pubblico a causa dell’avvelenamento dovuto al piombo contenuto in essa. Molti cittadini si sentirono traditi, feriti e non appoggiati dal Presidente e questo ha successivamente favorito Trump. Per questo nel film ho inserito la scena del bicchiere d’acqua, rimarcando l’accaduto”.

“La sinistra deve decidere cosa essere, rimpadronendosi del proprio partito, altrimenti la destra avrà successo. Tempo fa lessi che il fascismo e il nazismo sarebbero tornati con una forma diversa, senza svastiche, Duce o campi di concentramento. Bensì lo avrebbero fatto attraverso un volto sorridente e uno show. Nel mio film non voglio dire che Trump sia Hitler o viceversa. Semplicemente la Germania negli anni ’30 era una Nazione guidata da una democrazia e c’era un popolo intelligente. Le cose poi sono cambiate molto in fretta. Basta poco e personaggi come Trump e Salvini riescono a prendere il potere”.

Michael Moore Meets The Audience - 13th Rome Film Fest
ROME, ITALY – OCTOBER 20: Michael Moore meets the audience during the 13th Rome Film Fest at Auditorium Parco Della Musica on October 20, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images) *** Local Caption *** Michael Moore

 

Cosa penso dell’ atteggiamento di negazione dello sbarco dei migranti in Italia attuato da Salvini? Che è un razzista. Capisco che l’Italia abbia molti problemi in tal senso vista la posizione nel mediterraneo e mi dispiace che il mio Paese non possa accoglierli e che ci siano tanti razzisti. Gli italiani devono iniziare a definire Salvini per quel che è, ovvero un bigotto. Lui dovrebbe anche capire che è inutile schierarsi contro le unioni gay: l’amore è amore, a prescindere dal genere. Io gli suggerirei di non sposarsi con una persona del suo stesso sesso senza impedire agli altri di farlo, tenendo per sé i propri affari”.

“Sono venuto in Italia per la prima volta trenta anni quando io mia volta ne avevo una trentina. Ricordo ancora il sapore e il gusto del primo pomodoro assaggiato qui. Io sono cresciuto con hamburger e patatine fritte e quel sapore non aveva nulla a che fare con quelli ai quali ero abituato. Ed è strano perché è un prodotto vostro ma anche nostro essendo stato importato qui dopo la scoperta delle coltivazioni degli indiani nativi americani. Mi colpì il mondo in cui vi prendete cura delle cose, di tutte le cose- All’epoca venni intervistato da un giornalista de ‘L’Unità’ e mi colpì profondamente che un giornale di sinistra fosse letto da un milione di persone al giorno”.

“Pensare che ora nemmeno esiste più e con questo non voglio avallare il partito politico o esaltare il giornale e la sua appartenenza politica, semplicemente rammento che rimasi molto colpito. Questo è il ricordo che ho io dell’Italia, una Nazione meravigliosa e decisa. Il vostro sistema sanitario, inoltre, è uno dei migliori adottati a livello mondiale. Ho realizzato un documentario relativo ai sistemi sanitari di varie Nazioni e l’Italia, nonostante il fatto che qui spesso si dica che sia da migliorare, e naturalmente alcune cose sono realmente da migliorare, può vantare uno dei più efficienti. Vi prego, per favore, tornare ad essere l’Italia, non quella che grida ‘Prima l’Italia’, ma quella che era una volta”.

 

Micheal Moore

Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, ora collaboratrice nella redazione di 1927 On Air - la storia continua , in onda su Centro Suono Sport. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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