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SPECIALE 2 GIUGNO: Una breve storia della parate dalla nascita della Repubblica ad oggi

Di Gianluca Ficano

Roma (nostro servizio particolare). Il 2 giugno si celebra la nascita della nazione moderna in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della presa della Bastiglia) e al 4 luglio statunitense (anniversario della dichiarazione d’indipendenza dalla Gran Bretagna).

Prima della nascita della Repubblica, la giornata celebrativa nazionale del Regno d’Italia era la festa dello Statuto Albertino, che si teneva ogni anno alla prima domenica di giugno.

Le vicende della parata militare, oltre ad essere intimamente connesse con la nascita della Repubblica, rappresentano lo specchio fedele dei mutamenti che hanno interessato il nostro Paese da più di mezzo secolo.

Guardando le foto delle varie edizioni, si resta affascinati dalle immagini in bianco e nero delle prime edizioni della parata del 2 giugno, ma anche dalle foto a colori, che riportano alla memoria anni ormai lontani.

Anni in cui sfilavano anche i carri armati e gli alpini con gli asini. La sfilata militare del 2 giugno ha assunto nel tempo quei caratteri stabili di una tradizione che, nell’onorare la Repubblica attraverso i suoi uomini in uniforme, riscuote un grande successo e la partecipazione dei cittadini.

Il Presidente della repubblica, Luigi Einaudi il 2 giugno 1947

Sicuramente in mezzo secolo il nostro Paese è cambiato, si è evoluto, è stato attraversato da grandi mutamenti e da eventi importanti che hanno avuto ripercussioni ed effetti sull’appuntamento del 2 giugno.

La prima Festa della Repubblica si tenne il 2 giugno 1947, a un anno esatto dalla vittoria della Repubblica sulla Monarchia al referendum istituzionale del 2 giugno del 1946 e nell’anno di entrata in vigore della nostra Costituzione.

La storia della parata militare ai Fori Imperiali di Roma parte dal 1948, due anni dopo e fu voluta per sostenere che una Nazione ed un popolo tornavano a identificarsi attorno ai simboli della propria identità: il Tricolore, l’inno, le istituzioni repubblicane.

La scheda del referendum che sancì il passaggio dal Regno d’Italia alla Repubblica

La prima sfilata è in realtà uno schieramento dei reparti in piazza Venezia.

Per l’occasione, davanti all’Altare della Patria, vennero schierati in forma statica nove reggimenti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri insieme con i Bersaglieri del 3° Reggimento, le artiglierie, i carri armati ed i militari a cavallo.

Il primo Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, nel ricevere il saluto delle bandiere dei reparti schierati, assumeva simbolicamente il comando delle Forze Armate, così come stabilito dall’articolo 87 della nuova Carta Costituzionale.

Il primo Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi

Nel 1949, il 2 giugno fu definitivamente dichiarato festa nazionale e, con l’ingresso dell’Italia nella NATO, si svolsero dieci celebrazioni contemporaneamente in altrettante città, tra cui Pordenone, Latina e L’Aquila.

A Roma si svolse la manifestazione principale della Festa della Repubblica nell’allora piazzale Romolo e Remo, oggi dedicato alla figura del politico repubblicano Ugo La Malfa, in occasione dell’inaugurazione sul colle Aventino, di fronte al Circo Massimo, del monumento a Giuseppe Mazzini, per un collegamento ideale tra il Risorgimento che realizzò l’Unità d’Italia e la Resistenza che segnò la fine del fascismo e, dopo il referendum, la nascita della Repubblica.

Nel 1950, per la prima volta la parata fu inserita nel protocollo delle celebrazioni per la Festa della Repubblica.

Un momento della parata del 1950

Nel 1961 la celebrazione principale della Festa della Repubblica non ebbe luogo a Roma, ma a Torino, prima capitale dell’Italia unita.

Torino fu capitale d’Italia dal 1861 al 1865, seguita da Firenze (1865-1871) e infine da Roma, che ne è capitale dal 1871.

Il sorvolo di aerei militari il 2 giugno 1952

Nel 1961, infatti, si celebrava anche il centenario dell’Unità d’Italia (1861-1961).

Nel 1963 la manifestazione non venne effettuata nella giornata del 2 giugno per le condizioni di salute di Papa Giovanni XXIII, ormai morente; le celebrazioni vennero rinviate al 4 novembre, in contemporanea alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

La sfilata sotto il Colosseo nel 1963

Nel 1965, alla parata sfilò anche un gruppo bandiere composto dai vessilli delle unità disciolte che avevano preso parte alla prima guerra mondiale, di solito custodite presso il Sacrario del Vittoriano; in quell’anno si commemorava infatti anche il 50º anniversario dell’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale.

Nel 1975, in occasione del trentennale della fine della secondo conflitto mondiale, nella struttura della parata furono introdotti alcuni gruppi bandiera delle formazioni che avevano partecipato alla guerra di liberazione, insieme con i gonfaloni delle città decorate di medaglia d’oro al valor militare, poi stabilmente inseriti nelle sfilate del 1983-89.

Nel 1976, a causa del terremoto in Friuli, la parata fu sospesa e sostituita da una deposizione di corona al Milite Ignoto.

Il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa spiegò così la decisione: “[…] La parata militare del 2 giugno, quest’anno, non si svolgerà. Lo ha comunicato il ministro della difesa Forlani, con una nota ufficiale. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far sì che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori Imperiali […]”

Nel 1977, in piena austerity, venne deciso di interrompere la tradizionale sfilata militare per non gravare ulteriormente sul bilancio statale e si optò per una cerimonia a Piazza Venezia, con una Brigata costituita da 43 compagnie in rappresentanza di tutte le Forze Armate ed i Corpi armati dello Stato. Questa decisione fu adottata anche negli anni successivi.

Al posto della parata militare era organizzata una manifestazione in Piazza Venezia a cui prendevano parte rappresentanze delle Forze Armate italiane.

La manifestazione fu sospesa dal 1978 al 1982.

Solo nel 1983 la sfilata fu ripristinata, in quell’anno la Festa della Repubblica fu organizzata la prima domenica di giugno, il 5, tra l’Aventino e Porta San Paolo per commemorare la Resistenza all’occupazione tedesca della città di Roma durante la Seconda Guerra mondiale.

Un momento della battaglia di Porta San Paolo, a Roma, il 10 settembre 1943

Nel 1984, la parata tornò in via dei Fori Imperiali, mentre nel 1985 si svolse tra via dei Cerchi e le Terme di Caracalla.

Nel 1989. fu abrogata nuovamente e sostituita da una mostra storica a Piazza di Siena a Roma.

Fino al 1999 la celebrazione della Festa della Repubblica si limitò esclusivamente alla cerimonia all’Altare della Patria.

Un trombettiere dell’Arma dei Carabiniere suona all’Altare della Patria per una cerimonia con il capo dello Stato, Sergio Mattarella

La parata tornò nel 2000 su iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2004, dispose che sfilassero nella parata anche il Corpo di Polizia municipale di Roma, in rappresentanza di tutte le Polizie locali d’Italia, ed il personale della Protezione Civile.

Dopo la sua reintroduzione venne ridotta la presenza di mezzi terrestri ed aerei per ragioni di bilancio.

Nel 2011, in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, lo sfilamento fu aperto da 5 Tricolori che rappresentano l’evoluzione del vessillo attraverso un cammino di 214 anni e dal Tricolore di Oliosi.

Le Frecce Tricolori sull’Altare della Patria

La storica bandiera, che sfilò su un affusto di cannone, risale alla terza guerra di indipendenza italiana (1866) e venne eroicamente salvata a Oliosi (fu divisa in 13 pezzi e nascosta. 11 parti del tricolore su 13 furono recuperate dopo la guerra e formano la bandiera), oggi frazione del comune di Castelnuovo del Garda, dalla cattura delle truppe austriache durante la battaglia di Custoza.

Nel 2012 la parata del 2 giugno venne dedicata ai terremotati dell’Emilia.

In quell’occasione, da più parti, ne fu chiesto l’annullamento.

Per rispetto alle vittime la parata si svolse quindi secondo un programma ridotto, senza cavalli (anche i Corazzieri sfilarono appiedati), veicoli e senza il tradizionale sorvolo delle Frecce tricolori.

Gli onori finali dati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella dai Corazzieri a Cavallo

Queste riduzioni furono confermate nel 2013, in piena grande recessione.

Le Frecce tricolori e i Corazzieri a cavallo tornarono a partire dall’edizione 2014, mentre il ricevimento fu ripristinato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a partire dal 2015.

Alla parata militare prendono parte anche alcune delegazioni militari dell’ONU, della NATO, dell’Unione europea e rappresentanze di reparti multinazionali che presentano una componente italiana.

Nel 2018 per la prima volta un paracadutista dell’Esercito è atterrato davanti alla tribuna presidenziale dopo aver sorvolato via dei Fori Imperiali dispiegando in volo un tricolore di 400 metri quadrati.

Un paracadutista dell’Esercito atterra davanti alla tribuna presidenziale

Negli anni 2020 e 2021 la parata militare non si è svolta; l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di COVID-19 ha fortemente condizionato i protocolli tradizionali, cambiando, il volto della festa: niente sfilate davanti al pubblico e cerimonie ridotte al minimo. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto come di consueto la corona commemorativa sull’Altare della Patria, con il sorvolo delle Frecce Tricolori.

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