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DAY 12, "ANCORA 48 ORE…": CAPORETTO CROTONE, VIA MANGIA DENTRO NICOLA. PAGA IL TECNICO PER TUTTI E LA TENSIONE NON SI PLACA…

“Ancora 48 ore…” Era questo il motivetto ripetuto dall’ex d.s Guido Angelozzi durante gli ultimi anni di oblìo a  Bari. Anni in cui si faticava a trovare risorse necessarie per poter fare una campagna acquisti decente, anni in cui bisognava aspettare le 48 ore per sperare di acquisire gente come Mastronunzio o De Paula e sperare potessero essere i salvatori della patria. Ed eccole tornare di moda…
Quarantotto ore in cui è successo tutto e il contrario di tutto. Quarantotto ore che lasceranno sicuramente il segno (nel bene o nel male). Quarantotto ore in pieno stile Bari. Proviamo a fare un pò d’ordine, ricostruendo quanto accaduto:
– Perdiamo, male, in quel di Crotone. Un 3-0 secco, l’ennesimo, che mette a nudo un Bari fragile e confuso.
– I tifosi, accorsi in massa in terra calabrese, abbandonano gli spalti sul risultato di 2-0. Protesta civile e sacrosanta.
Devis Mangia viene esonerato e lancia silenziose bordate alla società, lamentando la mancanza di pedine da lui richieste nella sessione estiva di mercato.
– Tensione alle stelle alla ripresa degli allenamenti. Daniele Sciaudone risponde piccato alla dura provocazione di un tifoso.
– La società sceglie Davide Nicola come nuovo tecnico.
Obiettivo fallito in quel di Crotone. 3-0 senza attenuanti. Un risultato che fa male. Non nel passivo, ma per la mancata reazione della squadra alle pessime prestazioni contro Vercelli e Ternana e la tremenda fragilità difensiva. Tre tiri, tre gol subiti e tutti a casa. Squadra senza mordente, incapace di imbastire una manovra degna di esser chiamata in tal modo e riscopertasi fragile dinnanzi alle difficoltà. Una squadra che sembra identificarsi nel malumore della propria piazza.
“Al peggio non c’è mai fine”. E’ stato questo il tifoso-pensiero dopo la prestazione horror di Crotone. L’ennesimo macabro spettacolo a cui hanno dovuto assistere gli oltre 800 tifosi scesi in terra calabrese ed i tanti (come me) incollati davanti alla tv. Tifosi delusi che hanno, giustamente, abbandonato gli spalti dello “Scida” sul 2-0 e che (come me) hanno abbandonato il posto in poltrona, inviperiti per quanto visto sino ad allora. Una protesta, silenziosa, da piazza “matura” (“credevo”) e che, come filo conduttore, ha unito tutti i tifosi biancorossi. Peccato sia stata rovinata dopo 24 ore.
Nel frattempo a Crotone andava in scena il copione che tutti noi ci aspettavamo: l’esonero di Devis Mangia. Ebbene sì, il matrimonio è già finito. Il tecnico paga il deludente avvio di stagione e l’incapacità di riuscire a dare un’identità al nostro gioco. Ma siamo sicuri che le colpe siano del solo Mangia? L’ex c.t dell’under 21 può essere l’unico responsabile? Il tecnico ci avrà sicuramente messo del suo, ma non può e non deve passare come l’unico capro espiatorio. Ci si allontanerebbe pericolosamente dalla realtà. Realtà che ha mostrato, ad oggi, una corresponsabilità (innegabile) tra il tecnico di Cernusco sul Naviglio ed il direttore sportivo Stefano Antonelli. Sbaglio o lo stesso Antonelli affermava in estate di condurre una campagna acquisti in totale accordo con il mister? E, perchè Mangia, nel post partita, ha lamentato la mancanza di pedine da lui richieste? Solo un semplice sfogo o un pregresso (sconosciuto ai più) venuto a galla troppo tardi? Lascio a voi le dovute considerazioni…
Prima parlavamo di una contestazione da piazza “matura”. Peccato esser stati smentiti dopo appena ventiquattro ore. E peccato abbia riguardato Daniele Sciaudone. Uno dei simboli della nostra rinascita. E’ bene anche premettere che il calcio è la prima delle cose meno importanti. E questo concetto è sconosciuto a molti. La violenza (verbale) è stata del tutto ingiustificata e gratuita. Perchè sì, si può contestare. Ma non istigando alla violenza. Bisogna remare tutti dalla stessa parte. E questo concetto a Bari sembra pura utopia. Fidatevi, non è pura retorica dire “l’unione fa la forza”. Ma riflettiamoci. Le migliori annate sono state contraddistinte da un’unione magica, che ha riguardato tutti. Dai tifosi alla squadra, dal magazziniere al doppiofedista (sì, c’erano anche loro e tutti lo sappiamo), dal bambino portato al “San Nicola” per la prima volta dal papà, all’anziano tifoso biancorosso, che ha ancora voglia di amoreggiare con la sua Bari. Un’unione che non può essere interrotta dallo “stupido del villaggio”. E poi, un gesto così, quale insegnamento tramanda ai piccoli supporters, che hanno da poco cominciato a respirare profumo di Bari?.
Tornando a parlare di aspetto sportivo, nella serata di ieri, è arrivata la fumata bianca. Dopo le famose 48 ore, Davide Nicola ha detto sì. A lui toccherà l’arduo compito di mettere insieme i pezzi di un puzzle intricato e di difficile soluzione. L’ex Livorno, infatti, dovrà mettere tutti d’accordo. Squadra, piazza e dirigenza. Certo, nessuno ha la bacchetta magica. Ma, se pensiamo al materiale a disposizione e alla competenza dello stesso Nicola, è bene sperare e continuare a stare vicini ai nostri beniamini, perchè la scintilla può scattare in qualsiasi momento.

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