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De Rossi: “Voglio fare una bella stagione e vincere qualcosa di importante con questa maglia, non sono alla ricerca di un altro anno di contratto da strappare”

Le parole del Capitano giallorosso dal New Jersey

De Rossi conferenza

Alla vigilia dell’amichevole dell’AS Roma contro il Real Madrid, nel corso dell’edizione 2018 dell’International Champions Cup, nel New Jersey è tenuta la conferenza stampa di Eusebio Di Francesco e Daniele De Rossi. Queste le parole del Capitano giallorosso:Un bilancio di questa esperienza in America? Positivo, per me che l’ho fatta tanti anni di seguito noto dei miglioramenti a livello di strutture che ci offrono in questo paese, prima erano più in difficoltà dal punto di vista dei campi, degli spogliatoi o del materiale che ci serviva. Ora siamo a un livello alto come possiamo trovarlo in Italia. La fatica è quella solita del pre-campionato, tutto nella norma, noi non vediamo l’ora di poter tornare in Italia e giocare il campionato ma potendole fare queste tournée posso dire che ci siamo trovati bene”.

A centrocampo sono arrivati tanti elementi nuovi, che idea mi sono fatto e come procede il loro inserimento? Sono arrivati calciatori con grandi qualità e grande talento, ognuno con le proprie caratteristiche e che si sta inserendo in base ai propri tempi, ritmi e problematiche che si possono incontrare arrivando in una squadra nuova. Alcuni possono trovare difficoltà iniziale a livello di ritmo, altri nella comprensione degli schemi del mister, che sono diversi rispetto a quelli del loro club di provenienza. Altri ancora, molto giovani, tipo Coric, devono capire tante cose a livello tattico come mai fatto prima. Ma tutti loro sono veramente pieni di talento”.

Qual è il mio pensiero del mix tra giovani e veterani? Non credo che siano arrivati così tanti giovani rispetto agli altri anni né che ne siano molti in più rispetto alle altre squadre. Il grosso della squadra è rimasto ed è una rosa equilibrata. Dobbiamo guardarci da tutte le avversarie e l’importante è che i giovani che sono arrivati siano forti e che i meno giovani siano in forma e pronti. Queste sono cose che gestisce la società e il mister, non mi compete, comunque l’età nel calcio conta sempre meno. Poi dipende quanto giovane prendi un calciatore, ovviamente uno di 16 anni necessita di un periodo di adattamento più lungo ma non mi sembra che siamo una squadra tanto più giovane delle altre”.

N’Zonzi o un giovane, che differenza fa per me l’arrivo di una eventuale alternativa? Io leggo pochissimo siti e giornali. Un minimo di notizie mi arrivano ovviamente. Io valuto i compagni che ho accanto poi è normale che mi faccio mille domande e faccio altrettante valutazioni, vedo tutto quello che mi circonda ma è giusto che io oggi parli dei miei compagni che sono qui e che affronteranno la stagione. Al mio fianco ho Maxime Gonalons, un grandissimo giocatore, qualche difficoltà iniziale l’ha riscontrata ma poi a mio avviso ha fatto una stagione in crescendo. Parliamo di un ragazzo amato da tutto lo spogliatoio ed è un ottimo elemento da avere al proprio fianco. Poi il resto lo deciderà il mister e la Società per migliorare la squadra”.

Se ho già ripensato alla fine della mia carriera e una possibile altra carriera in seguito? Io mi sono sentito un calciatore forte fino alla scorsa stagione e a questa mattina, devo dimostrare di esserlo tutto l’anno, non sono decisioni che mi piace prendere un anno prima. Monchi mi ha fatto sentire tutta la sua vicinanza sia a livello professionale che umano, sento che ci tengono a me. Non abbiamo parlato di anni, di scadenze o di un futuro da dirigente, anche due anni fa risposi così alla stessa domanda. Bisogna fare una grande stagione, non sono alla ricerca di un altro anno di contratto da strappare, fortunatamente nella mia carriera ho guadagnato tanto, mi piacerebbe fare una bella stagione e vincere qualcosa di importante con questa maglia”.

De Rossi ha approfondito tale tematica: “Sono terrorizzato all’idea di trascinarmi in campo fino a 37, 38, 39 o 45 anni. Voglio smettere quando deciderò di farlo, finché sarò forte giocherò, sarò io a decidere quando smettere non quando il calcio mi dirà che è il momento di lasciare spazio. Non amo fare le figuracce, se non sto più in piedi, non son più un calciatore di un certo livello, non è che vado via dalla Roma e vado a rubare i soldi da un’altra parte. Se dovessi andare via sarà perché vorrò un’altra esperienza che, come ho sempre detto, mi affascinerebbe soprattutto in questo Paese. Quando però hai ancora tanta voglia e dimostri di poterci ancora stare in una squadra importante come la Roma non c’è tale fretta. Ripeto: ho un anno davanti e se ne riparlerà più avanti”.

Si sta discutendo tanto del ruolo di Pastore, io dove lo vedo? Non potrei né vorrei mai entrare nel merito per stabilire dove potrebbe giocare. Penso che la maggior parte dei calciatori che possiedono le sue qualità e il suo talento, e sono pochi, possano adattarsi a giocare in diversi ruolo. Sono un valore aggiunto in ogni ruolo. Certo, non lo mettiamo in porta, però la maggior parte dei ruoli li possono svolgere con intelligenza perché sono calciatori intelligenti. Lui ha giocato spesso trequartista, spesso un po’ più indietro, ogni partita poi ha le proprie esigenze e il mister saprà cosa chiedergli. Può essere un trequartista eccezionale, potrebbe fare l’esterno come ha fatto altre volte a Palermo, o la mezzala come faceva Di Maria al Real Madrid. Quello sta poi all’allenatore trovare una collocazione, fermo restando che poi lì a centrocampo ci sono altri calciatori che se la giocheranno con lui, rimane comunque un grande elemento. Mi preoccupano poco giocatori così forti e intelligenti”.

 

Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, ora collaboratrice nella redazione di 1927 On Air - la storia continua , in onda su Centro Suono Sport. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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