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Mission: Impossible – Rogue Nation by Christopher McQuarrie (2015)

Il buon Tom Cruise è arrivato al quinto episodio della serie Mission: Impossible in ottima salute. Come un buon vino di cantina si migliora nel tempo così da distillare tutti i luoghi comuni della classica spy story alla James Bond.
Ma qui il protagonista è Ethan Hunt, l’agente numero uno dell’organizzazione segreta chiamata Impossible Mission Force. Hunt dovrà sgominare la spietata organizzazione del Sindacato di cui non si conosce nulla.
La trama presenta tutti i cliché del caso, lo sceneggiatore McQuarrie – che è anche il regista di questo episodio – affronta la storia in maniera vivace e intelligente, riuscendo nella nobile impresa di non annoiare lo spettatore.
Un esempio di come il film sia stato cesellato nei minimi dettagli è la scena dell’orchestra, ritmo, humor e tensione perfettamente bilanciati tra loro e con le musiche di Puccini (in scena c’è la rappresentazione della Turandot) ad esaltarne l’azione.
Certo non tutto quel che vediamo a schermo ha una logica ferrea e le occasioni dove uccidere Ethan si sprecano, eppure la miscela messa in campo ci fa perdonare questi errori di logica e ci fa apprezzare il ritmo sostenuto della pellicola.
Impagabile Simon Pegg (vi consiglio di vedere “The world’s end”) e perfettamente in parte, solleva le sorti del film nei momenti di stanca, un plauso a Tom Cruise, che interpreta – credo divertendosi lui stesso – Hunt in maniera credibile e meno “ingessata” del solito. Pur se interessante il super-cattivo interpretato da Sean Harris non riesce a lasciare il segno come invece accaduto nel film “Liberaci dal male” mentre è promossa a pieni voti (anche fisicamente!) la bella Rebecca Ferguson che arricchisce la vetrina delle Hunt-girl.
Imperdibili e realizzate con maestria gli inseguimenti in auto e in moto, sequenze che tengono con il fiato sospeso e danno il senso della velocità. Cosa che non riesce a tutti di saper girare così bene.
La colonna sonora è godibile e il leit motiv di Mission: Impossible fa capolino nei momenti giusti. Inossidabile al tempo.
Note a piè pagina: la produzione è fatta da J.J. Abrams (ha lavorato sulle serie Lost e Fringe, oltre a dirigere gli ultimi Star Trek e Super 8) e lo stesso Tom Cruise, sono due volpi di Hollywood e sanno perfettamente come spendere i loro soldi in prodotti gradevoli allo spettatore.
Una chicca della lavorazione merita di essere segnalata.
La scena iniziale dove si vede Tom Cruise “appeso” fuori dall’aereo, è stata girata per ben otto volte e il nostro Cruise non ha utilizzato controfigure!
A fine visione sono uscito soddisfatto e col sorriso da bimbo scemo, per questo è un film che mi è piaciuto e rivedrei, consigliato.
Lo schermo è vostro.

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