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Eurobasket 2015: il pagellone degli azzurri. Roster promosso, coach bocciato

Tempo di bilanci in casa Italia. La rassegna europea va in archivio con un attivo positivo di cinque vittorie e tre sconfitte. L’ultima, contro la Lituania, decisiva per chiudere agli azzurri le porte della top 4 europea e spedirci a casa con l’amaro in bocca. Ma Eurobasket ha anche rappresentato il riscatto del basket azzurro, tornato, dopo anni di buio, ad emozionare il Bel paese.
Diamo i voti agli azzurri:
DANILO GALLINARI 9: in un’unica parola, LEADER. Danilo penetra, Danilo scarica, Danilo costruisce, Danilo realizza, Danilo inventa. L’Italia del basket è stata trascinata dal ragazzo di Sant’Angelo Lodigiano. Decisivo in più frangenti dell’Europeo, “Gallo” si è assunto responsabilità da vero condottiero, mettendoci anche la faccia dopo la cocente sconfitta nei quarti. Segno di una maturità finalmente raggiunta e che è attesa alla prova del 9 nella prossima Nba season con la canotta di Denver.
ANDREA BARGNANI 7,5: pessimo esordio contro la Turchia, decisivo nel prosieguo. Il Mago, bersagliato dalla critica per la famigerata pigrizia difensiva, ha saputo zittire tutti, addetti ai lavori e non, offrendo prestazioni da urlo. Vedasi capolavoro contro la Spagna, limitando uno del calibro di Pau Gasol o contro la Germania, annullando Nowitzki. Limitato da un problema accusato contro Israele, Andrea si è dimostrato combattente vero, giocando, da protagonista sia contro i lituani, che nella sfida decisiva per il preolimpico contro i cechi.
MARCO BELINELLI 7: criticato aspramente nel recente passato azzurro, “Beli” si è preso la scena nei momenti clou del nostro Europeo. Triple in serie che hanno mandato in tilt la difesa spagnola, tripla clamorosa in overtime contro i tedeschi, prestazione maiuscola con Israele. Peccato sia mancato l’acuto finale contro la Turchia e soprattutto per le sanguinosissime palle perse in overtime contro la Lituania.
ALESSANDRO GENTILE 7,5: 22 anni, faccia da “scugnizzo”, ma attributi da vendere e classe cestistica da veterano. E’ lui il presente e il futuro del basket italiano. Ale ha tenuto a galla la nave contro la Lituania e, in penetrazione, non ha avuto rivali. Fisicità, carattere e “cazzimma” al servizio del collettivo. E pensare che ha ancora ampi margini di miglioramento…
ANDREA CINCIARINI 6: il nuovo play dell’Olimpia Milano paga l’inesperienza europea, soffrendo tremendamente il confronto con i pari ruolo avversari. Ma ha carattere. Quel carattere mostrato a Reggio Emilia, con la canotta della Grissin Bon, e che, nonostante deficit tecnici limpidi, ha permesso agli azzurri di tener testa alla Germania durante il finale rovente e a tener botta negli uno vs uno contro la Spagna.
DANIEL HACKETT 6: se badassimo solo all’impatto offensivo, Danni Boy sarebbe da 4. Se guardassimo solo alla prestazione difensiva sarebbe da 7,5. Daniel mette a nudo tutti suoi difetti in fase di costruzione e trattamento palla, ma digrigna i denti nel pitturato difensivo e tiene su Nowitzki, su Reyes, su Valanciunas, su chiunque passi dalle sue parti. Peccato dimentichi di assumersi qualche responsabilità in più, penetrando a canestro e attaccando il ferro, così come fatto vedere ai tempi di Siena.
MARCO CUSIN 6,5: impiegato poco rispetto al recente passato, Pandino risponde sempre presente, quando chiamato in causa. Blocco su blocco, stoppata su stoppata, il Cuso prende un numero infinito di colpi sotto le plance, ma non molla un centimetro agli avversari, arrivando persino a tenere in penetrazione e cancellare Sergio Rodriguez, non uno qualsiasi…
PIETRO ARADORI 7: Pietrone risponde per le rime ai suoi detrattori, sfoderando un Europeo da grande protagonista. Affacciatosi in punta di piedi alla rassegna europea, l’ex Cantù si è preso meritatamente  la scena, sino a conquistare minutaggio nelle rotazioni e un ruolo di primo piano nell’attacco azzurro. Ex giocatore a chi? 
NICCOLO’ MELLI 6,5: da 4 o da 5, Niccolò dà sempre il suo concreto apporto alla causa. Umiltà e sacrificio a servizio del collettivo, senza tremare mai al tiro. L’ormai imminente esperienza al Brose di Trinchieri lo aiuterà molto a crescere e tornare utile alla causa azzurra.
ACHILLE POLONARA E AMEDEO DELLA VALLE 6: nei pochi minuti della rassegna continentale concessi da Pianigiani, si disimpegnano più che bene. Bravi a reggere l’urto dell’esordio, i due Grissin Bon mostrano sprazi di bel gioco, andando a referto e mostrando che l’Italia dei giovani c’è ed è stufa di rimanere alla finestra. Concedere più minuti, signor coach?
GIGI DATOME s.v: o capitano, mio capitano. Quanto ci sei mancato?
SIMONE PIANIGIANI 4: Nazionale dal potenziale tecnico spaventoso e meritevole di una top 4, direzione tecnica confusa (o priva di idee?). Gestione delle rotazioni, discutibile. Gestione del minutaggio, discutibile. Condizione carismatica, discutibile. La Nazionale costruisce il suo Europeo sulle individualità, lamentando la mancanza di idee, schemi e giochi di squadra. Ciò che ci condanna all’obiettivo minimo preolimpico, è la mancanza di leadership a bordo campo nei momenti decisivi. Quell’anarchia, vista nei finali contro Turchia e Lituania, è la semplice conseguenza di quanto detto sopra. Coach, farsi da parte?

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Written by Alberto Stasi

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