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0.1 ovvero AMARCORD di tecnologia – si stava meglio quando si stava peggio?

Nostalgia, nostalgia canaglia. Non ho mai apprezzato appieno le canzoni di Albano e Romina. Forse non ho apprezzato appieno la musica leggera italiana in genere, o meglio la apprezzavo solo in un caso: quando cantavamo canzoni dozzinali con le amiche Barbara e Antonella nella mia vecchia Renault 4. Anche questa è nostalgia, ma voglio raccontare di un altro tipo di nostalgia. Quella informatica!
Eh già, il progresso fa fare passi da gigante a tutto ciò che ci circonda. Non si fa in tempo ad acquistare un computer che il giorno dopo ce n’è uno più potente. Citando un vecchio personaggio di Guzzanti “ti vendono la lavatrice collegata al telefonino che se non scarica chiama da sola il tecnoco” e questa cosa la diceva nel lontano 1996 all’ottavo nano. Ora tutto questo è realtà… O quasi!
Effettivamente poco ci manca al frullatore digitale o al frigorifero multimediale, anzi quello già c’è… La LG qualche anno fa produceva un frigo doppia porta con tv lcd incorporato. Comodo per chi aveva poco spazio in cucina, ma se Rete 4 faceva le righe, bastava sbrinarlo?
E man mano che la tecnologia avanza ricordo la mia infanzia. Il vecchio televisore Grundig 16 canali in bianco e nero con selettore magnetico e niente telecomando. Ovviamente sempre occupato da mamma e papà col telegiornale. L’alternativa era il Nordmende Spectra Color. Off limits perchè situato nel salotto, che doveva rimanere intonso in attesa dell’ospite che non arrivava mai… Ma faceva anche quello parte del gioco. Troppa tv non fa assolutamente bene, e io sono tra quelli ai quali la tv è stata davvero dosata “il giusto”
Ora tra Youtube, digitale, sky, tv on demand e i vari metodi di visione tramite internet, si può certamente dire che non c’è modo di rimanere fuori dal mondo, ma talvolta la cosa è fuori controllo (vedasi mio nipote che, a 12 anni, era a guardare filmati di spiegazione di videogiochi su internet e, nonostante il filtro famiglia attivo, ascoltava una spiegazione di un utente piena di bestemmie – indice della poca vigilanza effettuata da chi di dovere sul “tubo”…). Forse però effettivamente era un beneficio rimanere fuori dal mondo. Ci si poteva inventare un’alternativa meno digitale. E ci si divertiva con poco, “a cosa servono i palloni incastrati sotto le marmitte? A ricordare quando fuori si giocava tra le 127! Che vita!!” (special thanks to Samuele Bersani)

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